Bautista: "L'Aprilia non ha punti forti o deboli. Va migliorata tutta"

Alvaro Bautista, pilota titolare del team Aprilia di MotoGP, si è concesso ai nostri microfoni per un'intervista in cui ha parlato della situazione corrente della realtà di Noale, ma anche di dove necessita più sviluppo la RS-GP.

Alvaro Bautista è, per il secondo anno consecutivo, uno dei due piloti titolari del team Aprilia Racing di MotoGP e, dopo un 2015 piuttosto complicato, in cui la moto di Noale ha mostrato di essere in debito di sviluppo rispetto alle dirette concorrenti, questa stagione è partita sotto auspici differenti.

La RS-GP 2016 ha mostrato di aver fatto passi avanti considerevoli rispetto alla versione dell'anno passato, eppure sia Alvaro che il compagno di squadra Stean Bradl sono ancora costretti a lottare solo per a zona punti in ogni Gran Premio. Negli ultimi giorni abbiamo intervistato proprio il pilota spagnolo per fare il punto sul progetto Aprilia MotoGP. Ecco cosa ci ha detto. 

Come valuti questo inizio dei stagione?
"Un inizio difficile, perché non abbiamo avuto tanto tempo per lavorare con la nuova moto, che è arrivata praticamente una settimana prima dell'ultimo test pre-stagionale ufficiale in Qatar. Non abbiamo fatto tanti chilometri, per cui non abbiamo potuto lavorare su tutto quello che volevamo. Poi, con anche il cambiamento dell'elettronica e delle gomme, è stato un inizio in cui ci sono state tante cose nuove per noi".

"Comunque, dopo queste gare, penso che non sia andato male perché per come eravamo partito nel test del Qatar, sembrava che non avremmo potuto finire neanche una gara per i problemi di gioventù. Invece le abbiamo finite tutte, eccetto Jerez dove però non è stato un problema della moto".

"Quindi, è stato difficile ma positivo, perché il livello della moto è migliorato rispetto all'anno scorso. Le moto Open con le quali lottavamo l'anno scorso non ci sono più, adesso sono tutte "buone", e rimaniamo molto costanti e sempre vicini tra la 10° e la 15° posizione. Penso quindi che sia stato un inizio di stagione positivo ed aspetto con molta voglia di migliorare la moto e di fare più sviluppi".

Manca all'Aprilia avere più moto in pista per andare avanti più velocemente sullo sviluppo? 
"E' chiaro che avere quattro moto in pista invece che due è meglio perché hai più riferimenti. Però adesso il problema dell'Aprilia è il tempo. Questo è il secondo anno dopo che è tornata in MotoGP, anzi praticamente il primo perché l'anno scorso non potevamo lavorare tanto sulla moto e prendevamo dei dati per preparare quella di quest'anno, allora quello che serve all'Aprilia è più tempo, più test e capire meglio la direzione da seguire".

Qual è la priorità dello sviluppo ?
"Non è che questa moto va molto male in una parte e molto bene in un'altra. E' una moto abbastanza uguale e abbastanza costante in tutti gli aspetti, ma dobbiamo migliorarli tutti. Come telaio dobbiamo fare in modo che mi aiuti ad inserire meglio in curva, dobbiamo trovare molta più trazione nella parte posteriore in uscita curva, il motore dobbiamo migliorarlo, è chiaro, e poi dobbiamo lavorare molto con l'elettronica con la quale, per me, non siamo al 100%. Non c'è un punto sul quale dobbiamo migliorare tanto, in generale dobbiamo migliorare la moto tutto insieme".

Si tratta di uno sviluppo da fare in fabbrica o piuttosto di lavoro sul setting?
"E' al 70% in fabbrica e al 30% setting, perché il motore è [una questione] al 100% aziendale. E' uno dei punti più importanti e quello con il quale si può guadagnare di più perché se hai più potenza in rettilineo è facile guadagnare. Però, se non sei capace di utilizzare tutta la potenza, non serve a niente avere 60 cavalli in più. Per quello dico che dobbiamo migliorare tutti gli aspetti della moto e non solo uno specifico".

Che effetto ha avuto su ti voi la nuova elettronica da una parte e le nuove gomme dall'altra?
"Ci sono stati troppi cambiamenti per noi: l'elettronica, le gomme e anche la moto tutta nuova. Per le gomme, alla fine sono le stesse per tutti allora è una questione di lavorare con il set-up della moto, prendere fiducia e capire bene. Sicuramente le gomme miglioreranno lungo la stagione come hanno fatto tra l'anno scorso e l'inizio di quest'anno. Sicuramente ci sono moto sulle quali hanno funzionato subito un po' meglio e altre sulle quali hanno funzionato un po' peggio, ma penso che col lavoro si arrivi a farle funzionare".

"Anche l'elettronica è molto diversa da quella che avevamo l'anno scorso. Facciamo un po' fatica soprattutto a fare cambiamenti veloci e che funzionino. L'anno scorso, quando c'era un problema, gli ingegneri lo capivano subito e facevano presto a migliorarlo. Quest'anno serve più tempo e per loro è più difficile capire cosa devono fare perché funzioni poi sulla moto".

Il tuo compagno di squadra, Stefan Bradl, sarà sicuramente il tuo riferimento in pista?
"Stiamo lavorando tutti e due assieme. I nostri commenti sono molto simili, anche se lui guida in un certo modo e io in un altro stiamo sempre cercando la stessa direzione. Il mio riferimento e anche il suo è l'altra Aprilia. E' buono avere un compagno di squadra così forte come Stefan perché ci spingiamo più forte l'uno l'altro".

"L'importante è migliorare le mie sensazioni con la moto e migliorare gara dopo gara. Non è obbligatorio finire davanti a lui. E' chiaro che mi piacerebbe finire tutte le gare come la prima Aprilia, ma adesso è una situazione difficile dove ogni pista sarà molto nuova per noi. Dobbiamo cercare di arrivare sempre alla gara della domenica con il miglior setting e le migliori sensazioni possibili".

Ti sei fissato una posizione in campionato che vuoi raggiungere? 
"Adesso, sinceramente no. Quello che mi piacerebbe è, soprattutto da metà stagione in poi, lottare più costantemente per entrare nei primi dieci in ogni gara. Però dobbiamo lavorare. Non è facile perché quest'anno il livello è più stretto tra i primi e gli ultimi. Però questo è il mio obiettivo e vediamo se riesco a farlo".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Piloti Alvaro Bautista
Team Aprilia Racing Team
Articolo di tipo Intervista