Bagnaia fiero della rimonta: "Riesco sempre a reagire"

Dopo una qualifica disastrosa e due long lap penalty, il pilota della Ducati è riuscito a sfoderare un'altra rimonta strepitosa fino al quarto posto a Le Mans, che gli ha permesso di rimanere a solo un punto di distacco da Quartararo nel Mondiale.

Bagnaia fiero della rimonta: "Riesco sempre a reagire"
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La vittoria per ora continua a mancargli, ma ormai non ci sono più dubbi sul fatto che Pecco Bagnaia sia a tutti gli effetti uno dei top rider della MotoGP. A Le Mans lo ha dimostrato una volta di più, riuscendo a chiudere quarto e limitando i danni alla fine di un weekend in cui gliene erano capitate veramente di tutti i colori.

Dal mancato ingresso in Q2, ad una moto che non funzionava a dovere all'inizio della corsa, fino ad una doppia long lap penalty per aver superato il limite di velocità in corsia box. Eppure il pilota della Ducati non ha mai perso la testa e nella seconda parte di gara ha sfoderato una rimonta che lo tiene al secondo posto nel Mondiale, staccato di un solo punto da Fabio Quartararo.

"Sono stato fortunato che sia stata una gara 'flag to flag', perché con la moto da asciutto c'è stato qualche problema che dobbiamo analizzare. Sono contento per questo quarto posto, perché ho dovuto fare due long lap penalty per essere entrato troppo forte in corsia box e questo mi è costato circa 7 secondi", ha detto Bagnaia.

"In caso di pioggia avevo detto al mio team che avrei preferito le gomme medie e devo dire che è stata la scelta giusta, perché il mio passo è stato molto buono fino alla fine, quindi ho potuto recuperare diversi secondi sui leader".

"L'anno scorso sul bagnato faticavo molto e invece oggi è venuta fuori una bella gara, questo è molto positivo. Dobbiamo solo controllare cosa è successo sulla prima moto, ma oggi dobbiamo essere contenti perché sono secondo nel Mondiale, a solo un punto da Fabio. Ora non vedo l'ora di correre al Mugello".

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Riguardo alla penalità, gli è stato quindi domandato se ci fosse stato un problema con il pit limiter, ma Pecco ha "scagionato" la Ducati: "Se solo noi due siamo inciampati su questa cosa, vuol dire che c'è qualcosa che dobbiamo guardare meglio. Però quando lo attivi sei a 70 km/h più o meno, quindi bisogna essere più reattivi a frenare. Non c'è un qualcosa che non abbia funzionato comunque".

Inevitabilmente, a questo punto l'accento è stato posto sulle grandi rimonte di cui si è reso protagonista tra Portimao ed oggi. Cosa che il ducatista ha preso come un ennesimo segnale di crescita e di maturazione.

"In Moto3 ho sempre fatto grandi rimonte, perché la Mahindra non era molto prestazionale in qualifica. Ero abituato a partire 17esimo e riuscivo ad arrivare con il primo gruppo. In Moto2 penso di non essermi mai trovato a dover fare delle rimonte, mi era capitato solo una volta in Australia, ma poi ero anche tornato indietro".

"Invece con la Ducati ho fatto due grandissime rimonte sia a Portimao che qui. Sono contento di essere migliorato anche in questo, perché è molto importante. Sono più fiero di quella di Portimao, perché è più difficile in condizioni normali, però anche oggi quando ha iniziato a piovere ero 18esimo e sono risalito fino a quarto. Li avevo passati tutti ed è stato bello anche quello".

Qualcuno però gli ha anche domandato se questo non abbia fatto crescere il rammarico per due qualifiche andate troppo storte, senza le quali forse avrebbe già festeggiato anche la sua prima vittoria nella classe regina.

"Ci penso e stiamo lavorando per far sì che non succeda più. Sicuramente queste gare mi sono servite molto da esempio per non ripetere più gli stessi errori. Qui però c'è stata anche un po' di sfortuna: in FP2 ho trovato una soft nuova che non lavorava bene a pochi minuti dalla fine. Nella FP3 ha piovuto e sono rimasto fuori dalla Q2. Poi la qualifica in condizioni miste non è stata facile, quindi mi sono trovato indietro per forza di cose".

"L'importante credo che sia reagire e riuscire a finire comunque nei primi cinque. Possiamo dire che è andata da Dio: se consideriamo che ho fatto due long lap penalty, finire quarto non era scontato. Poi è vero che li ha fatti anche Jack ed ha vinto, ma possiamo essere felici per questo".

 

Anche se fin qui è stato uno dei grandi protagonisti ed è secondo in campionato, Pecco pensa che sia ancora troppo presto per pensare al Mondiale.

"Essere davanti dopo un weekend così, vuol dire che sta andando tutto bene. Mi trovo bene sia con la moto che con il team, ma ancora non mi riesce di pensare al titolo, perché sono passate solo cinque gare. Io credo che la lotta per il titolo si comincerà a delineare dopo Misano. Vediamo quando arriveremo lì come saremo messi, ma per il momento sono soddisfatto di quello che stiamo facendo, anche se c'è del lavoro da fare".

Nel frattempo però sembra essere nata una sfida tra le Ducati e Quartararo: "E' bello che ci siano più Ducati davanti ed è una cosa che ci può aiutare, perché offre la possibilità di avere più stimoli ed eventualmente 'copiare' qualcosa da qualcuno che sta andando più forte. Però i piloti da battere sono 22, quindi penso che sia abbastanza uguale lottare contro un avversario con chi ti giochi il Mondiale, qualunque sia la sua moto".

Francesco Bagnaia, Ducati Team
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