Bagnaia: "Deluso da me stesso, non posso fare certi errori"

Il pilota della Ducati ha sprecato un'occasione ghiotta: non riuscendo ad azionare il sistema di partenza era precipitato al 12esimo posto, ma poi ha rimontato fino al terzo con un ottimo passo. Sul più bello però è andato lungo alla curva 1, vanificando i suoi sforzi e dovendo accontentarsi del sesto posto finale.

Bagnaia: "Deluso da me stesso, non posso fare certi errori"

Pecco Bagnaia era contrariato alla fine del Gran Premio di Doha e non lo ha nascosto. L'occasione per provare a portare a casa una vittoria sembrava ghiotta e anche lui sembra esserne ben consapevole, ma un paio di errori gli hanno impedito di fare meglio del sesto posto.

Il primo non è stato un errore vero e proprio, nel senso che non è riuscito ad abbassare l'anteriore della sua Ducati per la partenza e questo gli è costato parecchie posizioni. Dopo poche curve, si ritrovava addirittura 12esimo. Nonostante questo, non si è perso d'animo e al 13esimo giro si era ripresentato in terza posizione, con tanto di giro record in gara del tracciato di Losail in 1'54"491.

A 6 tornate dal termine però è arrivato l'errore che gli ha precluso ogni chance di vittoria: non ha calcolato bene la sua vicinanza all'altra Ducati di Johann Zarco e l'effetto scia gli ha impedito di frenare la sua Desmosedici GP alla staccata della curva 1, finendo lunghissimo ed arretrando fino al nono posto. E a quel punto per rimontare almeno fino al podio era troppo tardi.

 

"Della prima gara ero contento, perché comunque avevo fatto terzo nella gara d'esordio con il team. Stavolta invece non posso esserlo, perché avevamo il passo per lottare almeno per il podio. Anzi, se guardiamo il cronologico, sono stato uno dei più veloci insieme a Quartararo", ha detto Bagnaia per spiegare la sua delusione.

"Purtroppo non sono riuscito ad attivare il sistema di partenza ed ho perso tantissime posizioni all'inizio. Questo mi è costato molto tempo nel recupero, ma dalla gara scorsa avevo imparato a gestire la gomma posteriore e all'ultimo giro sono riuscito a fare 1'55"1. Almeno di questo sono contento, anche se purtroppo abbiamo raccolto poco su una 'pista Ducati', come la chiamate voi. Sono abbastanza deluso da me stesso e arrabbiato in questo momento", ha aggiunto.

Come detto, l'errore che gli ha precluso la possibilità di giocarsela fino alla fine è stato però quello che è arrivato nel finale: "Dopo un recupero del genere, ho avuto troppa confidenza e questo mi ha portato a commettere un errore di valutazione. Non ho considerato il tunnel d'aria che si crea quando sei dietro ad un altro pilota e quando sono andato a frenare purtroppo sono arrivato molto lungo".

"Eravamo tutti molto attaccati e questo quindi mi è costato tante posizioni. Poi ci ho messo tanto tempo a superare Miller, ma una volta che ci sono riuscito ho fatto 1'55"1, recuperando su Vinales e Rins, ma non è bastato. Sono arrabbiato, perché in un team ufficiale non si possono fare questi errori".

C'è comunque una nota positiva, ovvero la convinzione che il potenziale suo e della moto sia superiore a quello che si è visto in queste prime due gare: "Accuso il colpo, vado a casa e cerco di imparare. Penso di aver capito tante cose in queste prime due gare e siamo quarti in campionato. E' presto per dare giudizi affrettati, ma secondo me siamo messi molto bene, non a livello di risultati, ma di potenziale come team e come moto".

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Riguardo al problema in partenza, Pecco ha spiegato che il sistema non particolarmente semplice da attivare sull'anteriore: "C'è un sistema di aggancio, ma non è semplice agganciarlo. Ci sono riuscito in tutti i test e la gara scorsa, ma quando ti devi fermare in un punto preciso è molto difficile riuscirci. Dobbiamo capire come mai, perché comunque ho fatto la stessa manovra, ma non ha funzionato. Il nostro sistema non è quello della Suzuki, che si può attivare anche da fermo. Va fatto ad una certa velocità, con una certa frenata, quindi non è semplice".

"Purtroppo mi è costato abbastanza nella prima fase di gara, perché se mi fossi trovato subito in mezzo ai primi, sarebbe stata diversa, perché penso che avrei imposto il mio passo, cercando subito di mettermi davanti. E penso che sarei riuscito a controllare un po' di più", ha concluso.

Francesco Bagnaia, Ducati Team

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