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Analisi: il rispetto dei collaudatori, un problema per Honda e Yamaha

Con il nuovo regolamento dei test, il rispetto dei collaudatori giapponesi per gli ingegneri di Honda e Yamaha può condizionare i progressi della moto. Una cosa che non succede alla Ducati.

Hiroshi Aoyama, Estrella Galicia 0,0 Marc VDS
#21 Yamaha Factory Racing Team: Katsuyuki Nakasuga
Katsuyuki Nakasuga, Yamalube Yamaha Factory Racing
Kohta Nozane, Monster Yamaha Tech 3
Hiroshi Aoyama, Estrella Galicia 0,0 Marc VDS
Hiroshi Aoyama, Estrella Galicia 0,0 Marc VDS
Katsuyuki Nakasuga, Yamalube Yamaha Factory Racing
Kohta Nozane, Monster Yamaha Tech 3
Hiroshi Aoyama, Estrella Galicia 0,0 Marc VDS
Hiroshi Aoyama, Estrella Galicia 0,0 Marc VDS
Hiroshi Aoyama, Estrella Galicia 0,0 Marc VDS
Hiroshi Aoyama, , Estrella Galicia 0,0 Marc VDS

Le nuove regole relative alle giornate di test della MotoGP dicono che le squadre hanno un massimo di giorni a disposizione per fare dei collaudi privati con i piloti ufficiali. A stagione in corso, inoltre, avranno a disposizione solamente tre giornate prima degli eventi, mentre le due rimanenti dovranno essere utilizzati obbligatoriamente su piste su cui si è già corso.

Come se non bastasse, è stato conservato anche il vincolo che impedisce di girare su un tracciato nei 14 giorni precedenti al GP, inoltre ai piloti ufficiali non sarà più consentito girare durante la pausa estiva, quindi nel periodo compreso tra il 16 luglio ed il 2 agosto del 2018.

In base a questo, per esempio, l'influenza che Marc Marquez e Dani Pedrosa avranno sullo sviluppo della moto per tutta la stagione sarà un po' più limitata, ma allo stesso tempo aumenterà l'incidenza di Hiroshi Aoyama, che è ancora il collaudatore della Casa giapponese.

Allo stesso modo, la Yamaha è nelle mani di Katsuyuki Nakasuga e Kohta Nozane. E hanno dimostrato dimostrato di essere significativamente più lenti di Maverick Vinales e Valentino Rossi.

Affrontando già il fatto che sono pochi i piloti disposti a svolgere questo ruolo che regala poca gratitudine, bisogna anche pensare al costo aggiuntivo che un costruttore giapponese dovrebbe accollarsi per dare vita ad una squadra test in Europa, lontano da casa.

"Parlando dei collaudatori giapponesi, il problema esiste quando qualcosa sulla moto non funziona correttamente. A causa dell'enorme rispetto che i piloti hanno per gli ingegneri, non gli diranno mai direttamente che la moto non è buona o che c'è qualcosa che non va. In questo modo il loro lavoro perde di efficacia" ha spiegato un tecnico molto esperto del paddock MotoGP.

Al contrario, nessuno può immaginare che Casey Stoner o Michele Pirro, girino troppo intorno al comportamento della moto o di una sua specifica parte in generale. Inoltre, il loro livello di competitività è molto al di sopra di quello dei collaudatori giapponesi in questo momento. Senza contare che sia l'australiano che l'italiano hanno molta più esperienza in sella a moto diverse (qualcosa di molto utile).

Non è un segreto, infatti, che ultimamente Pirro abbia ricevuto delle offerte allettanti per lasciare la Ducati, alle quali però la Casa di Borgo Panigale ha risposto molto bruscamente: "Michele è uno dei nostri capisaldi in termini di sviluppo della moto e continuerà ad esserlo anche per i prossimi anni".

Qualcuno molto interessato a questa conversazione è Lin Jarvis, direttore della Yamaha in MotoGP: "Al momento, non abbiamo piani in tal senso (creare un test team in Europa). Ci sono state delle voci di recente, ma non provenivano dalla Yamaha. Promuoviamo il nostro test team e avviare una struttura in Europa ci costerebbe un investimento extra".

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