Albesiano: "L'Aprilia ha un alto potenziale, ma ancora un po' grezzo"

La Casa di Noale vuole alzare l'asticella delle aspettative nel 2018, dopo che quest'anno il potenziale della RS-GP è rimasto un po' inespresso per vari motivi: ecco cosa ci ha raccontato il responsabile tecnico Romano Albesiano.

Il grande sesto posto conquistato da Aleix Espargaro in Qatar, a soli sette secondi dal vincitore e nella scia delle due Honda ufficiali di Dani Pedrosa e Marc Marquez, ha creato grandi aspettative intorno alla stagione dell'Aprilia, che ha dato subito la sensazione di aver fatto un passo avanti importante con lo sviluppo della RS-GP.

La quattro cilindri di Noale ha più volte mostrato di avere un potenziale interessante, ma purtroppo molto spesso i piloti non sono riusciti a concretizzarlo per incidenti, rotture o episodi sfortunati. Quando mancano cinque appuntamenti al termine, in classifica infatti Aleix occupa solamente il 14esimo posto con 43 punti, mentre nel Costruttori l'Aprilia occupa il quinto posto a quota 45, 5 in più rispetto alla KTM e 15 in meno rispetto alla Suzuki.

Una classifica che però secondo Romano Albesiano non rispecchia il reale valore del lavoro svolto dalla factory veneta, che vuole presentarsi al via della prossima stagione non solo con un nuovo pilota come Scott Redding, ma anche con ambizioni importanti. Ecco cosa ha raccontato a Motorsport.com, parlando di presente e di futuro.

In questa stagione avete mostrato un buon potenziale, che però non siete a concretizzare con i risultati. Cosa vi manca per riuscirci?
"Manca l'essere un po' più bravi alla domenica, come invece lo siamo spesso il venerdì e il sabato (ride). E' una mezza battuta, ma c'è anche della verità, nel senso che dobbiamo fare un lavoro più finalizzato alla gara e meno all'essere veloci in tutti i turni di prove. Questo è un qualcosa che ci è un pochino mancato a livello di strategia. C'è mancata anche un po' di fortuna alcune volte e poi abbiamo fatto degli errori tutti quanti che ci sono costati tante gare in cui avevamo il potenziale per stare nelle prime cinque o sei posizioni, ma non siamo riusciti a concretizzarlo. Il potenziale rimane alto, ma rimane un po' grezzo. Lo dobbiamo affinare e lo dobbiamo utilizzare in maniera più opportuna".

Ultimamente avete avuto anche dei problemi legati al motore...
"Abbiamo avuto tre problemi di motore fino ad oggi. Due figli della necessità di esplorare regimi di rotazione sempre più alti per andare alla ricerca della competitività. Siamo in una fase di inseguimento e quindi abbiamo dovuto rischiare qualcosa. Questo ci aveva creato un problema che ci ha fermato due volte, ma ora abbiamo capito di cosa si tratta. L'ultimo stop di Silverstone è stato legato ad un sensore che si è rotto ed ha fermato il motore. Questa la chiamerei più sfortuna che altro, anche se non deve capitare".

In questo senso, è vero che state avendo anche delle collaborazioni esterne per quanto riguarda lo sviluppo del motore?
"Noi internamente abbiamo un ingegnere che ha realizzato un motore eccellente. Penso che in Aprilia abbiamo delle competenze interne straordinarie, ma sicuramente ci avvaliamo di engineering esterne. Sono più di una, ma i nomi non credo che sia corretto farli, anche se si tratta di collaborazioni importanti".

Recentemente Aleix Espargaro ha lasciato intendere che l'anno prossimo sarà cruciale, nel senso che è fondamentale dare tutto per fare uno step per avvicinarsi ulteriormente ai top team, altrimenti non ha troppo senso continuare in MotoGP. Qual è il pensiero di Aprilia?
"Il fatto che ci siamo avvicinati ad Honda, Yamaha e Ducati è estremamente positivo se consideriamo la gioventù del progetto. E' vero che sta risalendo anche la KTM, ma ricordiamo sempre che non è un progetto più giovane del nostro. Anzi, la loro moto è scesa in pista prima della nostra, poi loro hanno optato per una strategia diversa dalla nostra, preferendo fare un anno di test. E' quasi anomalo il fatto che sia normalmente dietro. Sul fatto di dare tutto, Aleix ha ragione. Abbiamo capito che possiamo essere molto competitivi, perché siamo già arrivati ad un livello tale per cui possiamo sognare delle cose molto belle. Giustamente dobbiamo affrontare la prossima stagione con delle ambizioni più alte di quelle con cui abbiamo iniziato questa. Sicuramente pianificare anche mezzi superiori ed è quello che faremo nel momento in cui ci si rende conto che si può fare veramente bene".

Anche dal punto di vista dei piloti, quest'anno c'è stata un po' la sensazione che abbiate potuto lavorare solamente con Espargaro. L'anno prossimo avrete un pilota di esperienza come Redding al posto di Lowes, che potrebbe essere un ulteriore aiuto...
"Purtroppo quest'anno non siamo riusciti ad ottenere risultati con entrambi i piloti, ma nel 2018 ci aspettiamo di avere un team molto più bilanciato, equilibrato e con un maggiore potenziale".

Il fatto che Redding abbia già guidato sia la Honda che la Ducati può essere importante nell'ottica dello sviluppo della RS-GP?
"Questo può essere sicuramente positivo. Quando prendi un pilota nuovo è molto importante se è in grado di portarti un feedback sulle moto concorrenti, soprattutto se li porta da moto competitive. E' sicuramente un valore aggiunto al fatto di cambiare un pilota, così come lo fu l'anno scorso l'arrivo di Aleix, che ci aiutò a capire meglio anche le caratteristiche di una moto diversa dalla nostra".

C'è un aspetto della moto su cui pensate di dovervi avvicinare di più agli altri nella prossima stagione?
"Dobbiamo migliorare l'erogazione ai regimi molto bassi, perché la RS-GP è ancora un filino poco reattiva. In alto invece la moto va moto forte, ce lo dicono sia i piloti che i dati della telemetria. Esiste poi una fase a centro curva, quella in cui il pilota è senza freno e senza gas, nella quale la moto dovrebbe avere un po' più di 'turning'. C'è anche qualche episodio di chattering, ma niente di gravissimo. Diciamo che non c'è un punto critico in particolare: più o meno è tutto livellato e quindi abbiamo bisogno di fare uno step con tutto quanto".

Nel weekend di Misano abbiamo visto una carena nuova sulla RS-GP, come sono stati i primi feedback?
"Con Aleix ora terremo la carena standard e quella nuova, perché lui non ha mai gradito tantissimo la prima carena deportante che avevamo realizzato. Con quella introdotta a Misano è riuscito a trovare un gran bel feeling nell'arco di pochi giri, quindi siamo molto soddisfatti, perché la strada sembra essere decisamente quella giusta".

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento GP di San Marino
Circuito Misano Adriatico
Piloti Scott Redding , Aleix Espargaro , Sam Lowes
Team Aprilia Racing Team
Articolo di tipo Intervista