A Misano si è celebrata la liturgia di Valentino: 100 mila per Rossi!

Per la prima volta un intero autodromo si è colorato di giallo: Misano è stato invaso dai tifosi del Dottore che non hanno voluto mancare all'happening del GP di San Marino. E la corsa è quasi passata in secondo piano come il posto d'onore...

La carica dei centomila! Tutti (o quasi) vestiti di giallo a correre verso il podio. Bambini, donne e anziani. Rigorosamente per partecipare a un rito. Celebrare Valentino Rossi a Misano Adriatico. La corsa l’ha vinta Dani Pedrosa, ma chi se ne frega. Lo spagnolo dalle ossa di cristallo è tornato al successo dopo una gara straordinaria, ma l’attore (anche se non protagonista) è stato il secondo classificato. Lui. Sono venuti in Romagna solo per Valentino.

Mai si è visto un autodromo più… giallo. E non facciamo confusione con i giapponesi, perché la Honda ha vinto il GP, ma non se l’è filata proprio nessuno. Se Daniel Pedrosa ha allungato con l’ottava perla la collana di otto piloti diversi che hanno centrato almeno una gara quest’anno chi se ne frega. Questa volta contava solo il secondo.

 

Alle 8,00 di questa mattina quando i motori erano ancora spenti, il prato era già pieno. Non si poteva mancare all’evento. Quest’anno la capienza delle tribune del Misano International Circuit è stata ampliata di altri 8.500 posti per cui si è sfondato il muro dei 100 mila spettatori (ne sono stati dichiarati 100.496 la domenica e 158,396 nel weekend).

C’era un… esercito in tenuta da combattimento: cappellino, t-shirt e bandiera con il 46. Una divisa di riconoscimento. Monza, domenica scorsa per il GP d’Italia non era Rossa per la Ferrari quanto Misano per Valentino. Un plebiscito e non solo di tifosi italiani. Un fenomeno che non accenna a sgonfiarsi proprio come il campione di Tavullia che ogni anno riesce a essere il sole che illumina la MotoGP.

L’Italia che è ancora quella dei Comuni e delle Contrade è capace di dividersi su tutto: a Misano ha dato l’impressione che potrebbe essere un Paese unito sotto le insegne di Rossi. Valentino presidente del Consiglio? È un uomo che da solo vale un’industria e muove un impero intorno al quale gira tutto il Motomondiale.

Nel paddock tutti, a cominciare da Carmelo Ezpeleta, grande capo della Dorna, augurano lunga vita al Dottore, consapevoli che senza di lui la MotoGP avrebbe una caduta verticale di ascolto, per lo meno simile a quella dello sci quando si ritirò Alberto Tomba.

La gara è stata solo la cornice di un happening: un ragazzo tifoso di Marc Marquez è salito su una delle tante tribune con la bandiera rossa e il numero 93. E’ stato investito da una bordata di fischi finché non ha ammainato la bandiera e ha riavvolto il vessillo. A Misano, insomma, c’era il pensiero unico, al punto che anche alcuni sprazzi della tribuna Ducati si sono contaminati di… giallo.

Per non dire dello tsunami giallo che si è riversato sul rettilineo d’arrivo mentre le ultime moto rientravano nei box. Una marea festante che voleva salutare sotto al podio il Blues Brothers che ha bevuto lo champagne del secondo posto nello stivale, seguendo la moda tutta australiana iniziata da Jack Miller e che ha avuto dei sostenitori in Daniel Ricciardo e Mark Webber in Formula 1.

“Nel giro di formazione della griglia ho avuto un brivido nel vedere che tutto l’autodromo era giallo – ha detto Rossi in conferenza stampa – sono soddisfatto del secondo posto dietro ad un imprendibile Daniel Pedrosa, ma questo pubblico si sarebbe meritato che vincessi per loro. Peccato…”.

È l’inizio della liturgia per il prossimo anno. Quando torneranno tutti, se non di più…

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Evento GP di San Marino
Circuito Misano Adriatico
Piloti Valentino Rossi
Team Yamaha Factory Racing
Articolo di tipo Analisi