Dalla Porta: "Voglio diventare uno dei piloti da battere in Moto3: per farlo devo lavorare da solo e capire i miei limiti"

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Dalla Porta:
Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
12 giu 2018, 11:13

Il portacolori del Leopard Racing è convinto di aver fatto uno step importante a livello di maturazione, che crede gli possa essere utile per raggiungere il suo obiettivo: diventare uno dei piloti da battere della Moto3.

Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Enea Bastianini e Lorenzo Dalla Porta parlano con il giornalista di Motorsport.com Matteo Nugnes
Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Enea Bastianini e Lorenzo Dalla Porta parlano con il giornalista di Motorsport.com Matteo Nugnes
Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing
Podio: il terzo classificato Lorenzo Dalla Porta, Leopard Racing

Lorenzo Dalla Porta non ci gira troppo intorno se gli si chiede quale sia il suo obiettivo a breve termine: il portacolori del Leopard Racing mira a diventare uno dei piloti da battere della classe Moto3. Un processo che aveva iniziato molto bene, con il primo podio iridato arrivato nella gara inaugurale della stagione in Qatar, trovando subito un buon feeling con la Honda.

Dopo essere stato veloce, ma aver raccolto meno rispetto al suo potenziale in Argentina ed in Texas, il pilota toscano ha vissuto un momento un po' più complicato al ritorno in Europa, con le due gare di Jerez e Le Mans finite entrambe con un ritiro. Nella gara di casa del Mugello però Lorenzo è riuscito a tornare ad assaporare la top 10, con un ottavo posto che gli ha permesso di portarsi al 12esimo posto nella classifica iridata con 33 punti all'attivo.

Proprio in occasione del GP d'Italia, Motorsport.com ha avuto modo di fare una bella chiacchierata con Dalla Porta, che ci ha parlato della sua maturazione, passata anche attraverso l'anno difficile vissuto in Mahindra, e delle sue importanti ambizioni per il finale di stagione, ma anche per la prossima.

Che bilancio tracci di questa prima parte di stagione?
"Sicuramente, dopo la prima gara, pensavo che avrei potuto fare meglio. Alla fine anche in Texas ho fatto dei turni in cui ero in testa, quindi le prime tre gare sono state molto positive. Quando siamo arrivati in Europa invece ho faticato di più e non riuscivo ad avere ritmo girando da solo e questo mi ha un po' compromesso l'andamento dei weekend di Jerez e di Le Mans. Poi va bè, in Spagna mi hanno steso alla prima curva e in Francia ho avuto un po' di sfortuna, perché c'è stato un problemino. Resta un pochino di amaro in bocca, perché sappiamo di avere più potenziale da poter sfruttare".

Cosa pensi che ti sia mancato nelle ultime gare?
"Prima della gara del Mugello abbiamo fatto dei test a Barcellona ed ho lavorato molto su me stesso, cercando di girare da solo. Penso che alla fine sia quello che mi è un po' mancato nelle ultime gare. Penso di aver fatto un piccolo step in avanti, che spero mi possa far stare con il gruppo dei migliori".

Tu forse sei l'unico che è riuscito a guidare Honda, KTM e Mahindra in Moto3. Riesci a spiegarci quali sono i pregi ed i difetti di tutte e tre?
"L'unico forse no, però effettivamente ho avuto questa fortuna. Sicuramente la Mahindra aveva un punto debole nel motore, che era davvero lento. Della Honda mi piace molto il telaio, perché mi sembra che abbiamo molto grip ed è una cosa che si percepisce soprattutto a fine gara. Un punto debole rispetto alla KTM quest'anno invece forse è che ci manca un po' di accelerazione. Loro hanno fatto uno step veramente importante, anche se devo dire che la KTM aveva un motore molto buono anche quando l'ho guidata io. Ma mi piaceva molto anche in staccata. Se dovessi fare un paragone tra le due moto, direi che la Honda è un po' più facile da guidare, mentre la KTM è un po' più 'ignorante', nel senso che la devi forzare un po' per andare forte".

Guardando avanti, che obiettivo ti dai per il proseguimento della stagione?
"Il target che ci siamo dati ad inizio anno era di cercare di fare bene. Venivo da un anno difficile, ma non avevo un mezzo all'altezza di quello che ho quest'anno. Quindi voglio cercare di stare sempre nel gruppo davanti, ma ho capito che per farlo devo cominciare a lavorare da solo per scoprire i miei limiti e provare ad andare sempre un po' oltre. Penso di aver fatto uno step mentale importante. In Qatar ho scoperto quanto è bello il podio, ma penso che sarebbe ancora più bello il gradino più alto. Poi è ovvio che tutti la pensiamo così in pista, però ci proveremo".

E' stato difficile gestire la situazione dell'anno scorso, quando hai capito che la Mahindra non era competitiva?
"Non è stato facile mantenere le motivazioni ed ho sofferto tanto. In alcune gare credo di aver fatto anche meno di quello che avrei potuto, ma la situazione mentale non era quella giusta per fare dei risultati importanti".

Per l'anno prossimo pensi già al salto verso la Moto2 o credi che sia meglio un'altra stagione in Moto3?
"Per come si stanno mettendo le cose ora, penso che un altro anno in Moto3 mi farebbe bene, ma il campionato è ancora molto aperto, quindi ci penserò più avanti, anche se al momento l'idea dovrebbe essere quella di continuare in questa categoria".

Anche se dovesse arrivare un'offerta a cui non si può dire no dalla Moto2?
"Non potrei dire di no a prescindere, ma dipende molto da come andrà quest'anno. Vorrei diventare uno dei piloti da battere in Moto3 prima di andare in Moto2".

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Su questo articolo

Serie Moto3
Piloti Lorenzo Dalla Porta
Team Leopard Racing
Autore Matteo Nugnes
Tipo di articolo Intervista