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Pharaons Rally: Rodrigues accorcia su Coma
Tra le auto torna a fare la differenza "sua maestà" Schlesser
Se la tappa di ieri aveva già messo a dura prova un po’ tutti, la seconda giornata del Pharaons Rally 2011 non è stata da meno. Nel briefing di ieri sera Daniele Cotto aveva avvisato che quella odierna sarebbe stata una frazione difficile, con una prima parte molto sconnessa, per poi immergersi in un mare di dune di sabbia molle. Soprattutto la lunghezza, 478 chilometri complessivi quasi tutti di prova speciale, una boucle che da Tibniya portava fin quasi al lago di Sitra per poi tornare al bivacco nei pressi dell’Oasi di Baharija, è stata un vero inferno per molti dei piloti.
Tra le moto è stata la giornata di Helder Rodrigues (Yamaha), che ha sfruttato alla perfezione la sua quarta posizione di partenza, raggiungendo il battistrada Marc Coma e arrivando sul traguardo assieme a lui e a Jordi Viladoms. Il secondo posto è stato per il polacco Jakub Przygonski, staccato di 3’55’’ da Rodrigues, solo 21 secondi più veloce di Viladoms (Yamaha), terzo al traguardo.
Marc Coma (KTM) si è dovuto accontentare della quarta posizione, a 5’50’’ dal portoghese, che ora lo insidia nella classifica generale con un distacco di solo 1’23’’. Giornata positiva, dopo i problemi di ieri, per “Chaleco” Lopez (Aprilia). Il cileno, quinto al traguardo, ha dovuto rallentare negli ultimi 100 chilometri per paura di terminare la benzina.
Oggi il migliore degli italiani è stato Diocleziano Toia, nono davanti ad Andrea Mancini e Cesare Zacchetti.
Tra le auto “sua maestà” Jean Louis Schlesser (Schlesser Original), partito ieri con prudenza, oggi ha pigiato sul pedale del gas, dando un segnale forte a tutti gli avversari: tra le dune ha giocato al gatto e al topo con Vasiliev, fino a quando il russo è rimasto insabbiato. A quel punto ha iniziato la sua marcia trionfale e sul traguardo di Tibniya, il francese è arrivato con quasi mezz’ora di vantaggio sul giapponese Jun Mitsuhashi, che con la sua Toyota guida indisturbato la classe T2. Boris Gadasin (G-Force Proto), risolti i problemi tecnici di ieri, si è installato in terza posizione, nonostante si sia fermato ad aiutare il compagno di squadra Vasiliev.
Brutto e singolare incidente tra il ceco Zapletal e il rumeno Casuneanu: il primo ha saltato una duna atterrando di muso, mentre il secondo, che lo seguiva da vicino, è atterrato con la sua Mitsubishi sopra la BMW del ceco. Auto distrutta per lui, ma fortunatamente non c’è stato nessun ferito.
Brividi anche per Pietro Cinotto/Daniele Michi, autori di un capotamento sulle dune, senza conseguenze per pilota e copilota.
Domani è in programma la terza tappa che da Tibniya porterà al bivacco di Sahal Baraka, nei pressi dell’Oasi di Farafra, famosa per il suo incredibile e lunare deserto bianco. 310 i chilometri totali, 286 dei quali di prova speciale.
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