Retroscena Le Mans: ecco come la Ferrari ha trovato la gloria in GTE-Am

Una Ferrari che ha corso a Le Mans per la prima volta sei anni fa, ha vinto la classe GTE-Am con un team che vi aveva partecipato solo un'altra volta. Ma, come spiega Charles Bradley, questa storia da favola ha rischiato di non funzionare.

Retroscena Le Mans: ecco come la Ferrari ha trovato la gloria in GTE-Am
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 GTE: Bill Sweedler, Townsend Bell, Jeff Segal
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Jeff Segal
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Townsend Bell, Jeff Segal
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
Podio LMGT Am: vincitori di classe #62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal,
Podio LMGT Am: vincitori di classe #62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal,
Podio LMGT Am: vincitori di classe #62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal,
Podio LMGT Am: vincitori di classe #62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal,
Podio LMGT Am: vincitori di classe #62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal,
Podio LMGT Am: vincitori di classe #62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal,
Podio LMGT Am: vincitori di classe #62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
Podio LMGT Am: vincitori di classe #62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal,
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Jeff Segal
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Jeff Segal, Bill Sweedler, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell
Brad Pitt, Actor
#62 Scuderia Corsa Ferrari 458 Italia: Bill Sweedler, Jeff Segal, Townsend Bell

Jeff Segal, Townsend Bell e Bill Sweedler hanno bevuto lo champagne nell'inebriante atmosfera del podio della 24 Ore di Le Mans, con migliaia di tifosi ad acclamarli, e in loro c'era anche una sfumatura di sollievo oltre ai festeggiamenti.

La loro Ferrari 458 Italia della Scuderia Corsa aveva appena vinto la classe GTE-Am a Le Mans, precedendo di tre minuti quella della AF Corse. Ma nessuno vive una 24 ore perfetta. La chiave è ridurre al minimo gli errori e mantenere un buon passo per tutta la durata.

E, se hai intenzione di vincere, è meglio non finire un giro indietro e bisogna dire che l'unicità della tripla safety car è pericolosa da questo punto di vista.

La squadra statunitense legata alla Ferrari, sponsorizzata da Amalgam e Motorstore.com, due compagnie che fanno parte del nostro Motorsport Network, si è presentata al via sullo sfondo del podio conquistato l'anno scorso al debutto. Ha confermato la sua 458 e l'equipaggio, preparandosi in base a quello che aveva imparato e pensando di poter andare più forte rispetto a quanto fatto in passato.

Poi è arrivata la pioggia prima dell'inizio. Giocare sul sicuro era la parola d'ordine, quindi la scelta è caduta sulle gomme full wet. Chi poteva sapere che la safety car sarebbe rimasta in pista fino a quando la pista era quasi asciutta?

Improvvisamente, per via della perdita di tempo iniziale, c'era l'inclinazione a finire dietro alla safety car "sbagliata", che avrebbe fornito un grande vantaggio agli avversari. Ma, qualunque cosa tu faccia, non devi finire un giro indietro...

"Noi stessi abbiamo scavato un buco enorme" ammette Segal. "Sapevamo di avere ritmo, così abbiamo scelto un'opzione conservativa all'inizio, montando le full wet e non le intermedie. Abbiamo distrutto quelle gomme, le abbiamo sostituite con le intermedie e perso un'enorme quantità di tempo e di posizioni".

"Poi ci siamo ritrovati dietro alla terza safety car, perdendo due terzi di giro, e presto saremmo dovuti tornare ai box per passare alle slick! Cercare di essere conservativi all'inizio ci era costato parecchio tempo, considerando che chi si era preso un rischio, aveva avuto dei dividendi enormi".

"In realtà, siamo quasi scesi ad un giro completo di ritardo ad un certo punto. Un gap enorme, che non si recupera facilmente. In America, avremmo aspettato la prossima safety car per recuperare il giro. Non è il caso di Le Mans, dove nella migliore delle ipotesi puoi riguardagnare un terzo di giro, anche se è abbastanza improbabile. L'unica scelta è quella di provare a risalire con il proprio passo".

"Ho iniziato il mio stint con un giro di ritardo, che poi ho recuperato. E penso di essere stato in testa nel giro in cui sono sceso dalla macchina. Quello è stato lo stint in cui mi sono detto: sono pronto a distruggere tutto, perché se non riprendiamo questo giro, non c'è più niente da fare".

"E' stata una bella sensazione recuperare da un giro indietro fino alla prima posizione! Voleva dire poter smettere di passare su ogni cordolo, smettere di fare sorpassi spaventosi, smettere di prendere rischi quando arrivavano le LMP1".

"Siamo stati in grado di rilassarci un' po, abbiamo raffreddato e ci siamo presi un po' cura della vettura. A Le Mans puoi recuperare utilizzando i cordoli, ma questo porta sempre dei rischi".

"La nostra auto poi è stata impeccabile a livello di affidabilità. Non abbiamo avvuto nessuno pit stop extra o il bisogno di fermarci al garage".

Jeff Segal intervistato dopo il podio di Le Mans...

Battere una concorrenza temibile

Prendiamo in considerazione i rivali principali della Scuderia Corsa: la Porsche 911 della Abu Dhabi Proton, la Vantage della Aston Martin Racing e la Ferrari 458 della AF Corse. Un trio di vetture che partecipano a tempo pieno al FIA WEC.

La Scuderia Corsa invece corre nella IMSA, in America, ma è estranea alle regole europee e per questo ha chiesto aiuto al Kessel Racing ed a Michelotto per questa una tantum nel Vecchio Continente.

"Per noi questa è una one-off" ha detto. "Le probabilità di impagliarsi sul regolamento sono molto più alte. Qui le regole sono diverse da quelle dell'IMSA, e devo ringraziare il nostro ingegnere che ha fatto Le Mans 20 volte, vincendola in quattro di queste occasioni".

"Abbiamo avuto il nostro spavento nelle libere, quando si sono spente le luci ausiliarie che si attivano con il pit limiter per non accecare tutti in pitlane. Quando si spengono, si spengono anche le luci a lato del numero. A Le Mans non puoi entrare in pista a meno che queste non siano accese... E non si può rischiare neache di fare un millimetro fuori dalle regole".

E che dire della macchina, la vecchia e fedele 458?

"Mi permetto di supporre che la nostra fosse la vettura più vecchia in gara e con margine!" esclama Segal. "E' stata costruita nel 2011. Ogni altra Ferrari 458 è vecchia di due anni, al massimo tre. La nostra ha visto molta più azione!".

Quando il sole è andato giù a Le Mans, la stategia della vettura #62 ha cominciato a dare i suoi frutti...

"Noi tre eravamo tra uno e tre secondi più veloci rispetto alla Porsche della Proton dal tramonto all'alba" calcola Segal. "Qui è stato quando abbiamo recuperato, rientrando sul nostro piano".

"L'anno scorso abbiamo analizzato cosa dovevamo fare per vincere. E' stato semplice: abbiamo pagato alcune penalità con errori da rookie da parte dei piloti, inoltre anche dal punto di vista meccanico abbiamo avuto alcune difficoltà banali".

"Sapevamo su cosa dovevamo lavorare per correggere gli errori e, incredibilmente, non se ne sono presentati altri. Abbiamo fatto una gara perfetta in questo senso".

La gioia del grande capo

Il modenese Giacomo Mattioli, boss della Scuderia Corsa, che vende Ferrari a Beverly Hills e nella Silicon Valley, si è gustato il suo successo nella gara endurance più storica e prestigiosa.

"Incredibile, davvero incredibile" ha detto. "Siamo venuti qui l'anno scorso, ed era la prima volta per tutti noi, piloti compresi. E' stata un'esperienza che ci ha fatto apprendere tanto e che era andata bene. Quest'anno invece ci siamo impegnati seriamente per cercare la vittoria".

"Vincere è sempre il nostro obiettivo, ma eravamo coscienti di quanto fosse difficile qui. Ma ora conosciamo bene la vettura e l'esperienza dell'anno scorso ha fatto una differenza enorme".

"La nostra asticella era posizionata molto in alto, abbiamo deciso di provarci ed i piloti hanno fatto un lavoro fantastico. Siamo stato veramente veloci ed efficaci, quindi abbiamo ottenuto ciò che volevamo".

"I meccanici sono stati impeccabili, tutti i pit stop sono andati bene e non abbiamo avuto penalità".

Strumenti virtuali per migliorare il passo

Segal gestisce il proprio simulatore di guida a Miami, il GPX Lab. Dopo il podio dell'anno scorso, ha capito che era uno strumento che avrebbe potuto giocare un ruolo importante per attaccare la vittoria nel 2016.

"L'anno scorso non abbiamo sottovalutato la sfida, ma non avevamo il ritmo per competere" ha detto Segal. "Nei nostri stint migliori avevamo un passo vicino ai leader, ma non li abbiamo mai raggiunti".

"Abbiamo avuto una grande spinta per quest'anno. Io e Townsend siamo stati più veloce, ma la fetta più grande l'ha fatta Bill. Il suo giro veloce è stato migliore di 6"5 rispetto all'anno scorso. Il suo giro medio è stato diversi secondi più veloci rispetto al suo best del 2015. Questa è stata la grande differenza".

"Ho costretto Bill ad utilizzare molto il mio simulatore, perché Le Mans non è una pista facile. Le velocità sono molto elevati, quindi gli errori sono molto ad alto rischio. Se sbatti, ci saranno ripercussioni, anche solo nei giorni delle prove".

"Il giro è molto lungo, quindi si può lavorare per ottenere un vantaggio sulle parte in cui sei più debole. Il simulatore ha un ruolo enorme in questo ed è per questo che i team ufficiali li utilizzano molto. Basta guardare i piloti factory, che fanno tempi strepitosi fin dal primo giro. Loro sono dei grandi piloti, ma arrivano ben preparati".

"Così lo abbiamo usato a piene mani per la nostra preparazione da privati. Una cosa è capire che stai commettendo un errore in una curva, ma correggerlo è completamente un'altra cosa".

"Siamo stati fortunati perché abbiamo avuto i dati della Ferrari GTE-Pro dello scorso anno, quindi abbiamo avuto molti riferimenti per migliorare la nostra vettura".

Letting the emotion sink in

Quindi come ci si sente a stare in cima al podio della gara endurance più famosa al mondo?

"E' stato sicuramente surreale" dice Segal. "Abbiamo fatto questa gara solo due volte e già nella prima eravamo saliti sul podio, qualcosa di notevole. Ho disputato tante gare endurance e ognuna ha la sua storia".

"Direi, teoricamente, che i nostri rivali avevano vetture e piloti più veloce. Ma hanno avuto problemi e hanno fatto errori. E' una 24 ore, è Le Mans".

Mattioli aggiunge: "Il podio a Le Mans è qualcosa di speciale, ci si sente come se ci fosse più gente laggiù rispetto a quando è iniziata la gara! E' davvero fantastico".

"La passione, l'entusiasmo, è incredibile. Io non sono uno a cui piace scattare selfie e sono piuttosto rigoroso, ma quello è l'unico posto che merita di rompere questo rigore".

 

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