Poker Toyota a Le Mans, spazzati i dubbi: "Ma che sofferenza"

Le Hypercar GR010 centrano la doppietta, con la #7 che finalmente si scrolla di dosso la sfortuna, mentre la #8 non ha avuto una gara facile. Su entrambe le auto ci sono state però alcune noie che hanno dato sudori freddi.

Poker Toyota a Le Mans, spazzati i dubbi: "Ma che sofferenza"

Quarta vittoria alla 24h di Le Mans per la Toyota, che nell'edizione numero 89 della leggendaria gara su Circuit de la Sarthe ottiene quello che negli annali sarà un successo storico.

Non che gli altri ottenuti in passato dal team giapponese siano da ignorare, ma nel 2021 c'era il debutto della nuova Classe Hypercar e le GR010 Hybrid si sono imposte con una grande doppietta, nonostante in parecchi avessero nutrito dubbi sull'effettivo potenziale e resistenza di questi mezzi.

A spazzare perplessità e gufate è stata la #7 condotta da Mike Conway, Kamui Kobayashi e José María López, che storicamente a Le Mans non aveva mai avuto fortuna quando erano ancora in vigore le LMP1, ma che stavolta non ha praticamente avuto problemi, se non per una piccola noia legata all'impianto della benzina.

Tale grattacapo è stato accusato anche dalla #8 di Sébastien Buemi/Kazuki Nakajima/Brendon Hartley un paio di volte, il che ha richiesto un paio di stop in pista per un reset dei sistemi. Fra l'altro il tutto è risultato molto simile a quel che si era verificato nel precedente round del FIA WEC a Monza, ma stavolta i tecnici hanno trovato il modo di risolvere la situazione senza incorrere in lunghe soste ai box.

"Dobbiamo ancora vedere i dettagli per avere un quadro più chiaro della situazione, ma è stato un problema simile a Monza, dove non eravamo riusciti a risolverlo", ha detto il Direttore Tecnico, Pascal Vasselon.

"Molte persone nel team si sono ingegnate in tal senso, ma la grande differenza questa volta è stata che abbiamo trovato un modo per lavorare su di esso senza fermarci ai box. Sarebbe potuto costare almeno 45', quindi abbiamo fatto di tutto per non farlo".

Detto ciò, per il trio Conway/Kobayashi/José María López è arrivata la tanto agognata affermazione a Le Mans, con grande merito e senza troppi patemi visto che la concorrenza non era alla loro altezza.

"È stata una gara difficile. Sapevamo di avere un problema sulla macchina nelle ultime sei ore e questo avrebbe potuto essere grave, ma la squadra ha trovato una soluzione per farci andare avanti. E' merito loro aver ottenuto una doppietta. È davvero speciale in queste circostanze", ha detto Conway, che è scoppiato a piangere al traguardo.

"Questa gara non è mai facile. Anche se sei da solo in testa, tutto può succedere. Voglio ringraziare i miei compagni di squadra per i loro grandissimi stint e il duro lavoro, oltre alla squadra di Colonia e del Giappone per il loro sostegno e tutto ciò che reso questo possibile. Ora possiamo godercelo, ci siamo tolti un peso".

"Per anni c'ero andato vicino, ma per un motivo o per l'altro non ero mai riuscito a prendermi questo successo. E' un turbinio di emozioni, sto piangendo come una bambina, davvero".

Anche per Kobayashi è una grande emozione: "È una sensazione incredibile, abbiamo dovuto passare attraverso tante situazioni dure nel corso degli anni, alcune delle quali molto difficili. Ho sempre saputo che Le Mans richiede fortuna per vincere e ne abbiamo avuto bisogno anche oggi. Abbiamo dovuto fare una procedura speciale per mantenerci in gara, era il massimo che potevamo fare per sopravvivere nelle ultime sette ore; è stato un lavoro quasi impossibile".

"Normalmente la gara sarebbe finita lì per noi, ma in qualche modo siamo sopravvissuti perché la squadra ha lavorato molto duramente e ha fatto la scelta giusta. I miei compagni di squadra, l'equipaggio della mia macchina e gli ingegneri hanno fatto un ottimo lavoro durante la settimana".

Brividi di gioia pure per López: "Le ultime gare a Le Mans erano state piuttosto difficili per noi come equipaggio e vincere finalmente questa è un sogno che si avvera. È semplicemente incredibile. C'eravamo andati molto vicini per anni, ma senza mai vincere. Tutte queste esperienze rendono la vittoria ancora più speciale".

"Mike e Kamui sono come fratelli per me e li ho visti fare cose in macchina che sono semplicemente incredibili. Naturalmente c'è una squadra forte dietro di noi, in Giappone e a Colonia. La vittoria è nostra, ma non avremmo potuto conquistarla senza questa squadra".

Dall'altra parte del box, non c'è la stessa aria, visti i problemi in cui è incorsa la #8 fin dal via. Tamponato dalla Glickenhaus di Olivier Pla, Buemi ha dovuto spingere parecchio assieme a Nakajima e Hartley per riprendere la seconda posizione, che comunque completa la doppietta nipponica.

"Non c'è stata pioggia per tutta la settimana e poi proprio alla partenza è arrivato il temporale - commenta lo svizzero - Eravamo tutti nelle stesse condizioni, al via si cerca di essere abbastanza cauti perché è una gara di 24 Ore, soprattutto se è bagnato. E' abbastanza chiaro che io fossi stato attento".

"Pla invece ha bloccato le gomme e ha finito per colpirmi. Siamo stati, in qualche modo, abbastanza fortunati perché mi ha preso proprio nella ruota posteriore sinistra, quindi per fortuna non abbiamo avuto alcun danno. L'unico problema è che a quel punto bisognava ripartire con 60 auto attorno e una scarsa visibilità".

Come per la #7, anche la #8 ha avuto qualche sofferenza tecnica che ha richiesto dei reset.

"Abbiamo dovuto fermare la macchina, resettare completamente tutto nel mezzo del rettilineo con le GT che passavano ovunque. Non è stato bello e poi sono andato dritto ad Arnage perché avevo gomme completamente fredde, dovendo poi fare retromarcia. Eravamo praticamente ultimi!

"Finire secondi dopo quello che abbiamo passato è buono, eravamo anche in testa alla gara in alcuni momenti, quindi è stata ottima come cosa. Sono davvero felice per la #7 e per la squadra, ma un po' deluso per noi. Ovviamente ci sarebbe piaciuto vincere, dato che Brendon ha fatto il giro più veloce".

Nakajima esprime parole di affetto per i compagni vittoriosi: "Grandi congratulazioni vanno all'equipaggio della vettura #7 e a tutta la squadra. È una vittoria per tutto il team e l'auto #8 ne fa parte, quindi siamo felici. La #7 è stata sfortunata nel corso degli anni e finalmente ha vinto. Se lo meritano. La nostra auto ha avuto qualche problema, ma siamo riusciti a portarla a casa. La squadra ha trovato un modo per gestirla, quindi un grande grazie agli ingegneri, ai meccanici e anche ai miei compagni di squadra. È stata una grande gara".

Hartley mastica un po' amaro: "Le Mans regala sempre qualcosa di folle e quest'anno non è stato diverso. Fin dal primo giro abbiamo avuto problemi. Il modo in cui la squadra ha collaborato per ottenere questa doppietta è stato fenomenale, abbiamo dovuto gestire il problema e a un certo punto non eravamo nemmeno sicuri di arrivare alla fine".

"Sono molto felice per la macchina #7, che è sempre stata anche troppo sfortunata. Siamo tutti buoni amici e sono contento di vederli sul primo gradino del podio. Una grande vittoria per la squadra".

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