Lietz: "Chiediamo solo la possibilità di lottare"

Richard Lietz parla del BoP da campione del mondo in carica tra le GTE. Non gli vanno giù i continui e improvvisi aggiustamenti che potrebbero spingere qualche costruttore ad abbandonare la scena iridata.

Richard Lietz non è solo il campione del mondo in carica del WEC per quanto riguarda la GTE PRO.È anche e soprattutto uno dei piloti più esperti ed equilibrati per poter parlare con raziocinio ed equilibrio dell'assurda situazione che si è venuta a creare a Le Mans a causa delle discussioni sul BoP e i relativi cambiamenti intervenuti in corso d'opera, ovvero dopo le qualifiche.

"È la moda delle corse attuali. In passato tu andavi a gareggiare con regole certe e trovavi la Ferrari che lottava contro la Porsche. Ma nessuno era contento perché in pista c'erano solo due marchi. Così è stato creato il BoP per invogliare a entrare nel settore delle GT anche altri. In teoria il BoP avrebbe dovuto equilibrare le prestazioni di tutti. Il problema è che nel gioco delle equivalenze c'è sempre un costruttore che trae un vantaggio a danno degli altri. Il risultato è che alcuni sono arrabbiati e tanto, altri felici e che le corse sono meno interessanti rispetto al passato. Certo la possibilità di modificare il BoP dopo le prove esiste ed è scritta. Ma allora dovrebbe essere spiegato perché prima di oggi ce ne fosse un altro. Mi sembra logico".

Quindi elimineresti il BoP?
"No. Volenti o nolenti devi cercare di equilibrare le forze in campo. Quindi il BoP è necessario. Ma dovrebbe essere trasparente, chiaro, preciso, soprattutto equilibrato, cosa che ora non è. Qui a Le Mans l'anno scorso non avevamo molte chance ma durante il WEC riuscivamo a lottare con le Ferrari che erano leggermente più veloci e alla fine lo abbiamo vinto e siamo diventati campioni del mondo. Voglio dire che nel 2015 nessuno aveva vantaggi di 2" o 3" al giro come accade in questa stagione. Ecco bisogna tornare a quella situazione perchè l'unica possibilità per avere uno schieramento di molte vetture GT anche nel WEC è quello di offrire ad ognuna la possibilità di competere con le giuste ambizioni. Comprendo l'ansia degli organizzatori di voler riproporre quest'anno il duello tra Ferrari e Ford e fare show con Brad Pitt a dare il via della corsa. Ma questo non è che piaccia agli altri. C'è poi il discorso che riguarda anche noi piloti. Con un BoP così sfavorevole sembriamo degli incapaci perché nulla possiamo fare per migliorare la situazione se non aspettare gli errori di chi ci sta davanti. Non è certo quello che desideriamo quando saliamo in vettura. Anche il nostro interesse è quello di avere un campionato forte, non un campionato per pochi intimi".

A proposito della tua stagione:ci attendevamo una promozione in LMP1 o un salto di qualità. Invece sei rimasto tra le GTE. Per quale motivo?
"L'alternativa al programma  propostomi ad inizio stagione era di non  disputare un campionato intero ma solo di collaudare la nuova GTE che Porsche schiererà il prossimo anno nel mondiale. Così ho deciso di lavorare in modo molto attivo per motivare Christian Ried-figlio del titolare del team Proton- e la Porsche stessa per restare in un qualche modo in un campionato nel quale credo molto. È importante che sebbene in modo semiufficiale si riesca a disputare l'intera serie iridata. Avremo l'opportunità di imparare nuove piste come il Messico, di incamerare dati utili per la nuova Porsche e anche per osservare come si comporta la Ferrari 488 contro la quale combatteremo. È per questo che ho trovato un compromesso accettabile a livello professionale per non scomparire dalla scena per un anno intero. Poi è chiaro so che il 2016 non sarà la stagione di maggior successo come hanno dimostrato le due gare che abbiamo disputato prima di Le Mans. A Silverstone ci aspettavamo di andare piano e siamo andati forte. A Spa-Francorchamps sapevamo che saremmo stati fuori dalla competitività. È andata a finire che in Inghilterra siamo stati sfortunati e che in Belgio siamo andati meglio di quanto ci potessimo attendere nonostante i problemi di gomme. Qui a Le Mans siamo a 4" dai migliori e non siamo certo felici. Ma credo che dopo la 24 Ore si troverà finalmente una situazione stabile di BoP perché si corre il rischio che continuando così qualche costruttore si accorga che non è il caso di continuare a correre".

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Campionati Le Mans
Evento 24 Ore di Le Mans
Circuito Le Mans
Piloti Richard Lietz
Articolo di tipo Intervista