Le Mans, Prove Libere: dietro alle Porsche spingono Audi e Toyota

Miglior tempo per Jani che sul finire ha abbassato quello ottenuto da Hartley in una sessione equilibrata dove la pioggia e tre bandiere rosse hanno spezzato il ritmo di tutti quanti. Problema tecnico sulla R18 di Di Grassi

Prove libere  della 24 Ore di Le Mans all'insegna del duello tra Porsche, prima e seconda, e l'Audi ma con la Toyota che ancora una volta è molto vicina alle due rivali. Quella che dalle 16 alle 20 è andata in scena sul circuito francese è stata una sessione abbastanza tribolata, perché per le prime due ore una leggera pioggerellina ha impedito di ottenere prestazioni di rilievo e poi perchè tre bandiere rosse- una causata dall'incendio al motore della CLM di Kaffer sul rettifilo dell'Hunaudieres, l'altra dalla Oreca di Senna finita fuori a Indianapolis e quella conclusiva per un'uscita senza conseguenze di Ines Taitinger-hanno spezzato il ritmo di tutti quanti. Pochi i giri  a disposizione per cercare il tempo ad effetto e preparare la prima sessione di qualifiche di stasera ma indicazioni a iosa in vista della corsa che confermano sostanzialmente quanto visto nel prologo: le Porsche sono le più costanti e fino ad ora sembrano quasi essersi nascoste mentre le Audi R18 si sono avvicinate di parecchio sul fronte delle prestazioni ma non ancora in quello dell'affidabilità. È avvenuto infatti che subito dopo avere ottenuto la migliore prestazione provvisoria Lucas di Grassi,  sia arrivato alla variante Playstation con la vettura che si è scomposta nel momento dell'impostazione nonostante il brasiliano non stesse in quel momento forzando e i suoi compagni lo attendessero ai box. Di Grassi è tornato al rallentatore ai box e da allora-mancavano 38'alla fine della sessione-la sua R18 non è più uscita.

Jani si scatena sul finale

Così i tempi sono arrivati solo nell'ultima ora con Neel Jani che proprio all'ultimo è sceso a 3'22"011 lasciando Brendon Hartley al secondo posto con 3'22"550 e Di Grassi al terzo a quasi nove decimi. Ma vicinissima al brasiliano dell'Audi si è spinta  la Toyota 050 Hybrid-Hybrid di Stephane Sarrazin, un altro che sul finire della sessione è arrivato ai box con l'avantreno danneggiato a causa di un'uscita di pista con relativo urto contro le barriere all'uscita della curva Indianapolis mentre andava verso Arnage. L'equilibrio quindi sembra essere il motivo dominante di questa corsa anche se iniziano a preoccupare le piccole magagne che affliggono le Audi, ancora alla ricerca di quella affidabilità necessaria per donare sicurezza ai propri equipaggi. Il passo gara è  tutto dalla parte delle Porsche che non paiono al momento avere troppe problematiche da risolvere. Le due 919 Hybrid quando hanno visto la loro leadership vacillare sotto i colpi dell'Audi R18 vincitrice della 6 Ore di Spa Francorchamps non hanno impiegato molto  a migliorare le prestazioni. Resta da vedere cosa accadrà tra qualche ora e soprattutto se l'Audi riuscirà a non avere quelle grane che sembrano ancora non essere state risolte. Buona nel complesso la prestazione d'assieme delle Toyota anche se la dinamica dell'incidente di Sarrazin è apparsa strana:il francese infatti si trovava già oltre il cordolo di uscita e all'improvviso la sua vettura ha scartato verso l'esterno. Solo umido ai lati della pista?

Ferrari in gran spolvero in GTE

Scomparsa presto per l'uscita a Indianapolis la Ligier di Bruno Senna, che ha subìto solo danni superficiali, la lotta per il primato tra le LMP2 ha coinvolto i nuovi protagonisti giunti dall'Elms. Sul finire il miglior tempo è andato all'Oreca di Bradley ma fino ad allora Lapierre e Richelmi con l'Alpine avevano occupato la prima posizione di poco davanti alla Ligier gommata Michelin di Buret che poi è stata relegata in terza posizione davanti alle altre due Oreca di De Brujin e di Hirikawa. I tempi comunque sono stati alti per le vetture di questa classe,  più lenti di tre secondi di quelli fatti registrare nel prologo di inizio giugno, cosa che non è accaduta tra le GTE PRO. Le Ferrari 488 GTE sono state le più veloci con Bruni-Calado-Pierguidi davanti all'esemplare statunitense di Vilander-Malucelli-Fisichella. Ma la lotta in questa classe sembra essere davvero senza quartiere perché lo squadrone della Ford per lungo tempo è stato al comando e le Porsche, soprattutto con Makowiecki, non sono troppo distanti. Più nascoste invece le Corvette che hanno dato l'impressione di non voler spingere per mostrare il proprio potenziale. La migliore, quella di Oliver Gavin, è 1"9 dalla Ferrari di testa e dietro di essa, in un fazzoletto si ritrovano la seconda vettura americana di Antonio Garcia, la Porsche di Nick Tandy e la prima Aston di Darren Turner. Le Ferrari hanno dominato anche tra le GTE AM con le tre 458 del team Clearwater,della scuderia Corsa e della AF Corse nelle prime tre posizioni.

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A proposito di questo articolo
Campionati Le Mans
Evento 24 Ore di Le Mans
Sub-evento Mercoledì, prove libere
Circuito Le Mans
Articolo di tipo Prove libere