Le Mans: la Toyota rompe l'incantesimo con Alonso che vince al primo colpo!

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Le Mans: la Toyota rompe l'incantesimo con Alonso che vince al primo colpo!
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
17 giu 2018, 15:16

La Casa giapponese cancella gli incubi del 2016 con una doppietta che non è frutto di una corsa contro nessuno, ma contro se stessa e il suo passato. Alonso, invece, punta alla Triple Crown per entrare nella storia.

La vettura dei vincitori #8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso, taglia il traguardo
Fernando Alonso, Toyota Gazoo Racing, festeggia con il team
Podio assoluto: i vincitori Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso, Toyota Gazoo Racing
I vincitori #8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso
Podio assoluto: il vincitore Fernando Alonso, Toyota Gazoo Racing
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso, pit stop
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso, pit stop
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Kazuki Nakajima
Podio assoluto: i vincitori Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso, Toyota Gazoo Racing
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Fernando Alonso, #7 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050: Mike Conway, Kamui Kobayashi, Jose Maria Lopez, tagliano il traguardo

Alla ventesima partecipazione la Toyota ha vinto la 24 Ore di Le Mans. La Casa giapponese cancella anni di delusioni cocenti, alcune rocambolesche come due anni fa. E proprio per come è finita nel 2016, non conta che quest’anno le due TS050 abbiano corso contro nessuno, perché l’importante era tagliare il traguardo vedendosi sventolare la bandiera a scacchi e vedere svanire per sempre quello che è stato un incubo.

Il più grande Costruttore del mondo che per primo ha creduto nell’ibrido ha rotto l’incantesimo di Le Mans in tempo, prima che venissero cambiate le regole verso la nascita delle hypercar attese nel 2020.

I vertici della Casa hanno voluto che la parata finale fosse dei due piloti nipponici che hanno fatto parte dei due equipaggi, Kazuki Nakajima sulla #8 vincente e Kamui Kobayashi sulla #7 piazzata, anche se sulla macchina che ha dominato c’era un certo Fernando Alonso, lo spagnolo che, inseguendo la Triple Crown, ha centrato il successo alla 24 Ore di Le Mans a primo colpo.

I giapponesi non hanno voluto che la prima vittoria della Toyota si trasformasse solo nella prima affermazione dello spagnolo, sebbene le luci della ribalta si sia siano accese proprio per la presenza del due volte campione del mondo che ha avuto la sua parte in questo storico successo per i nipponici.

Rob Leupen, direttore del team Toyota, non ha fatto mistero che la prestazione di Alonso sia stata "eccezionale" con un lavoro… oscuro quando nel pieno della notte si è sobbarcata ben quattro stint di fila condotti a un passo micidiale per recuperare la penalità di un minuto che era stata inflitta a Sebastien Buemi per essersi mosso ancora con il semaforo rosso che si era aggiunta al distacco che era già di un minuto.

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“Considerando il fatto che era un esordiente, Fernando è stato eccezionale, specialmente di notte – ha spiegato Leupen – Seb e Kazuki sono due ragazzi che conosciamo bene e sui quali potevamo contare: abbiamo potuto fare affidamento su una grande squadra”.

"Quello che rende lo sport così bello, è quando hai qualcuno che si unisce al team con un enorme talento e lo mette a disposizione del team integrandosi subito nella squadra. Questo è ciò che sogna ogni team principal”.

C’è chi per riderci sopra ha detto che la Toyota ha restituito ad Alonso il gusto di vincere con un motore giapponese, alludendo ai bocconi amari che lo stagno ha dovuto ingoiare in tre anni di collaborazione della McLaren con la Honda.

In due gare con la Toyota, Fernando ha collezionato due successi. E passi che al primo stint, appena salito sulla TS050 abbia messo la retro (cosa vietatissima in pit lane) per partire onde evitare i meccanici della vettura davanti. Nessuno ha osato azzardare alcuna protesta, anche perché il gesto è stato ininfluente sulla prestazione.

Kazuki Nakajima appena sceso dalla macchina, prima di essere portato in trionfo da Alonso e Buemi, si è lasciato andare ad un… “…finalmente”. Era la sua quella voce laconica che nel 2016 a due giri dalla fine aveva lanciato l’allarme “Ho perso potenza”, dando il via ad uno psico-dramma.

"Abbiamo vissuto una pessima esperienza sia nel 2014 che nel 2016, quindi la nostra attenzione era davvero concentrata ad arrivare fino alla bandiera a scacchi, e in qualche modo ci siamo riusciti: vincendo”.

"È stato davvero un grande sforzo da parte di tutto il team, inclusi i ragazzi della #7. Penso che entrambi gli equipaggi abbiamo meritato di vincere la gara, perché ci stavamo spingendo a vicenda. Seb ha fatto un lavoro fantastico, e Fernando nella notte, è stato davvero incredibile, quindi sono stato davvero felice di guidare la macchina con loro".

“La doppietta è, quindi, il giusto riconoscimento di un lungo lavoro”.

Le due Toyota non hanno mai dovuto abbassare troppo il ritmo per mantenere alto il livello della ricarica dell’ibrido. Sulla TS050 erano state messe a punto una serie di strategie che avrebbero dovuto permettere alla vettura di arrivare ai box (quasi) con qualsiasi tipo di rottura meccanica.

Questa volta tutto è filato liscio e non ci sono stati problemi, ma nessuno nel team Toyota ha azzardato un minimo sorriso prima della bandiera a scacchi…

“L’ultimo giro – racconta Buemi – è durato… ore. Non posso davvero descriverlo, perché sembrava una situazione già vissuta in passato. Sulla macchina, infatti, c’era proprio Kazuki. Ma per fortuna non è stato un de javu”.

"Quando ho visto la macchina oltrepassare la linea del traguardo ho sentito emozioni che non mi aspettavo e quasi non volevo crederci”.

La Toyota cancella gli spettri del passato, mentre Fernando Alonso si proietta nel futuro: non avrà vinto i mondiali di F1 che si sarebbe meritato, ma è il primo pilota della storia che potrebbe centrare la Triple Crown dopo Graham Hill: adesso gli manca (solo) la 500 Miglia di Indianapolis, una corsa che ha già assaggiato e che potrebbe farlo salire sul gradino dei piloti più grandi di sempre…

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