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Intervista
Le Mans 24h di Le Mans

Le Mans | Isotta Fraschini: obiettivo preso, ora il secondo salto

La TIpo 6 chiude 14a e senza problemi la sua prima 24h con il trio Vernay/Bennett/Serravalle ed ora guarda con fiducia alle prossime gare, consapevole che migliora ed è veloce, ma che andrà rivista sotto alcuni punti di vista. Per il prossimo anno servirà un bell'impegno economico anche dal team che la gestisce.

#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Al termine della 24h di Le Mans i sorrisi e gli abbracci in casa Isotta Fraschini Duqueine si sprecavano, con una visibile soddisfazione sul volto di ogni singolo componente del team italo-francese mentre si stappavano bottiglie di vino rosso per festeggiare un traguardo storico.

Stiamo parlando della Cenerentola del FIA World Endurance Championship, quella Tipo 6 LMH-C che rappresenta la sfida di 'Davide vs Golia' in Classe HYPERCAR, ma capace di portare a termine la gara più lunga della stagione, nonché la più prestigiosa ed ostica, senza aver mai provato in precedenza per così tanto tempo.

Eppure Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle e Carl Bennet hanno raggiunto il traguardo in 14a posizione, a 9 giri dalla Ferrari #50 vincitrice e con unico rammarico - se così lo si può definire - di aver sfiorato il primissimo punto conquistato nella classifica Costruttori ufficiali.

L'unico tempo perso ha riguardato una breve sosta in garage per riparare il prototipo ibrido #11 in seguito ad un lieve contatto con un'altra vettura, mentre ad un pit-stop la riaccensione del motore lenta ha fatto sudare per freddo per alcuni secondi, salvo poi tornare in pista velocemente.

#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle

#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle

Foto di: Marc Fleury

"Il primo stint con gomme slick su pista umida è andato molto bene e l'auto era ottima, ho cercato di tenerla in pista viste le condizioni piuttosto insidiose, non volevo correre rischi", ha commentato Vernay al termine del suo primo turno di guida.

"I tempi sul giro sono stati buoni, considerando che ho trovato traffico dopo poche tornate, ma la situazione è interessante e la cosa importante è riuscire a migliorare".

Successivamente il volante è passato a Serravalle e Bennett, con Vernay che è tornato all'opera per 3h domenica mattina e per gli ultimi giri, quando l'auto.

"A parte quando siamo stati dietro alla Safety Car, situazione piuttosto noiosa, per il resto è andato tutto bene e anche i crono mi hanno soddisfatto, promettendo bene e facendo vedere ciò che volevamo. Segno che l'auto va molto bene, se teniamo in considerazione dove sono gli altri. Siamo molto contenti", ha concluso il transalpino.

Nel mirino c'era la bandiera a scacchi e questa è stata presa, ma anche una certa crescita in termini di crono; la Tipo 6 alla Speed-Trap era una delle più rapide, ma ha sofferto parecchio nei tratti più guidati - come il settore 3 - non avendo abbastanza carico aerodinamico essendo arrivata al massimo di inclinazione dell'ala posteriore.

#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle

#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle

Foto di: Alexander Trienitz

Un aspetto che potrà essere rivalutato e aggiornato con un gettone di sviluppo per il prossimo anno, ma i 3" di distacco sul giro su un tracciato di oltre 13km fanno tornare a casa felici i vertici della Casa milanese.

"Che dire? Un piano rispettato e un coronamento del lavoro di questi anni. Dopo tre gare di sviluppo e preparazione, questo era il risultato che volevamo: una gara senza sbavature, con pensiero solo per gomme e benzina e zero problemi", sottolinea Claudio Berro, Responsabile Motorsport di Isotta Fraschini.

"Una Tipo 6 LMH Competizione concepita da un favoloso gruppo di tecnici della Michelotto Engineering, gestione impeccabile in pista del team Duqueine e piloti che non hanno commesso errori e che ringrazio per aver permesso questo risultato unico per Isotta Fraschini".

"Complimenti anche alla Ferrari per vittoria e podio ottenuti e anche alla Lamborghini per il solido risultato al debutto. Cinque auto italiane nei primi 14 posti, un risultato che premia l’eccellenza tricolore nel settore automobilistico di alte prestazioni. Posso solo aggiungere che sono davvero felice di questo fine settimana!".

Claudio Berro, Isotta Fraschini Sporting Director

Claudio Berro, Isotta Fraschini Sporting Director

Foto di: Isotta Fraschini

Motorsport.com ha avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lo stesso manager, facendo il punto di una situazione che ora attende una svolta, anche a livello di gestione nei piani alti dell'azienza.

"Sinceramente, dopo le gare di Qatar, Imola e Spa-Francorchamps sono stato contento, l'unico dispiacere rimane non aver portato a termine la gara di Lusail perché era un nostro obiettivo. Ma come prima gara ci poteva stare, considerando che arrivavamo con pochi test e solo il Prologo alle spalle, e un'auto ancora acerba".

"Imola e Spa sono andate secondo i piani, seguendo quella che era la preparazione in vista di Le Mans, ossia migliorare la vettura gara per gara e cercare di raccogliere i frutti di quanto fatto. Ma in ogni pista c'è sempre qualcosa da imparare, anche sulla Sarthe, che è un tracciato velocissimo, siamo stati tra i più rapidi e vogliamo capire il perché, dato che i tempi sul giro invece non erano da vertice".

"Ma i primi sono in un equilibrio eccezionale, anche di BoP, e su una pista di oltre 13km avere 12 vetture in 1 secondo lo evidenzia particolarmente. Ricordiamo che i distacchi vanno calcolati in proporzione alla lunghezza del tracciato; per noi essere a 3 secondi significa aver migliorato tantissimo ed esserci avvicinati parecchio".

"Inoltre se trovi traffico nei settori più guidati di Le Mans perdi tanto, cosa che ci è capitata con LMP2 e LMGT3 durante le prove cronometrate, per cui il distacco in realtà poteva essere anche minore".

#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle

#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle

Foto di: Shameem Fahath

Come detto, arrivare alla fine era l'obiettivo primario, ma per niente scontato dato che l'evento più lungo messo in saccoccia dalla Tipo 6 sono state le 6h di Spa.

"Il test endurance di 24h non lo avevamo mai fatto, praticamente la corsa più lunga è stata quella di Spa, ma a livello motoristico siamo contenti perché non ci sono mai stati problemi ed ero molto fiducioso, anche se la parte ibrida lascia sempre tante incognite, anche per chi è qui da tanto tempo".

"E' stato fatto tanto lavoro in modo da cercare di terminare la corsa, possibilmente senza perdere ore o giri a causa di soste lunghe ai box per risolvere guai".

"Come detto, quello che contava era arrivare alla bandiera a scacchi impostando la gara in maniera conservativa e cercando di sfruttare al meglio tutti i piloti, compiendo anche tre stint di fila se non subentravano affaticamenti, così come per quel che riguarda le gomme, su cui non c'era un grande degrado".

Il problema della Isotta Fraschini, come avevamo già evidenziato da tempo, è la mancanza di allenamento in pista. Michelotto Engineering ha costruito e omologato l'auto, ma Duqueine l'ha presa in gestione senza organizzare per ora alcuna sessione di prova al di fuori dei weekend di gara.

E questo sarà ancor più duro in estate, visto che i materiali verranno mandati in Brasile per la 6h di San Paolo e poi viaggeranno per raggiungere Austin, il Fuji e il Bahrain per le rimanenti gare in programma.

Inoltre con il solo Vernay a dettare la via, per tutta la squadra si tratta di andare oltre i limiti pur di riuscire ad ottenere qualcosa.

"Finita Le Mans spediremo tutti i materiali direttamente in Brasile; essendoci solo questo esemplare di vettura, cercheremo di far allenare i piloti al simulatore di buona qualità che abbiamo con Michelotto Engineering".

"Serravalle e Bennett sono molto giovani, e Vernay è l'unico esperto con cui confrontarsi. A lui piacerebbe avere di fianco qualcuno del suo livello con cui confrontarsi, anche più forte, perché così si può crescere maggiormente; essere l'unico riferimento a volte è un po' limitante".

"Tecnicamente la possibilità di costruire una seconda vettura c'è, ora abbiamo una nuova struttura a livello finanziario e quindi vediamo se potremo fare il secondo salto in avanti. Il primo era arrivare a Le Mans e lo abbiamo centrato".

#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle

#11 Isotta Fraschini Isotta Fraschini Tipo6-C: Carl Wattana Bennett, Jean-Karl Vernay, Antonio Serravalle

Foto di: Shameem Fahath

Infine con Berro abbiamo fatto il punto della situazione anche in ottica 2025, quando la griglia di partenza del FIA WEC verrà ampliata a 40 vetture, con 20 iscritte alla Classe HYPERCAR. Sulla carta, pare che qualcuno dovrà farsi da parte per lasciare il posto ai nuovi arrivati, come ad esempio una seconda Lamborghini e Cadillac, oltre ad Aston Martin.

"Per una ulteriore Tipo 6 LMH-C dal punto di vista tecnico e operativo siamo pronti, ma per il momento sappiamo che ogni Costruttore dovrà avere due auto in pista e non è stato specificato se con un solo team o anche con due squadre differenti a gestirle".

"Questo cambierebbe molto gli scenari, anche per le possibilità di raccogliere introiti, dunque si dovrà capire come gestire la questione perché avere un team in più che possa aiutare a sostenere economicamente il programma è importante".

"Personalmente sono d'accordo ad avere due macchine per Costruttore, ma preferirei che fossero in mano come operatività in pista a due squadre diverse, le quali possano fare riferimento ad un unico Direttore Sportivo e Team Manger forniti da Isotta Fraschini. E' giusto che tutti abbiano una opportunità da ambo le parti, vedremo come saranno scritti i regolamenti".

"Inoltre bisognerà anche capire quanti posti realmente ci saranno a disposizione dei 40 dichiarati; arriverà la Aston Martin e quindi se tutti i Costruttori di oggi confermeranno la loro iscrizione diventeremo 20 in Classe HYPERCAR, senza spazio per i team privati. Al momento è tutto da valutare".

Per concludere, ecco il commento di Alessandro Fasina, Presidente di Isotta Fraschini: "Considero questa giornata un punto di partenza e non di arrivo, è un risultato figlio di una grande passione e competenza. Un ringraziamento particolare alla Michelotto Engineering, ai piloti ad al team Duqueine per il grande lavoro svolto sia in pista che a casa".

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