Dallara: il rebus della discordanza tra i dati di galleria e la pista

Al debutto nel WEC le LMP2 italiane hanno sofferto più del previsto. Il problema sembra risiedere nell'assemblaggio o nel materiale usato per la carrozzeria. Buono comunque l'ottavo posto del trio Belicchi-Sernagiotto-Lacorte

La 24 Ore di Le Mans ha coinciso con il debutto della Dallara LMP2 nel WEC oltre che nella corsa di durata più impegnativa al mondo. Il bilancio non è stato forse quello che a Varano de Melegari speravano, anche in considerazione del fatto che la base della vettura è la stessa che sta dominando il campionato Imsa statunitense sotto le insegne della Cadillac.

La migliore prestazione è arrivata dall'esemplare tutto italiano schierato dalla Villorba Corse-Cetilar che, con Andrea Belicchi, Roberto Lacorte e Giorgio Sernagiotto, ha conquistato un buon ottavo posto di classe.

Un risultato importante se si considera che l'unico ad avere esperienza del trio era Andrea Belicchi e che il team si trovava di fatto al debutto assoluto nel WEC. Quello di Rubens Barrichello, Jan Lammers e del gentleman Frits van Eerd ha invece agguantato il dodicesimo posto, mentre più sfortunata è stata la corsa della Dallara che appariva più competitiva.

Aleshin-Shaytar-Sirotkin infatti hanno tagliato il traguardo in 17 esima posizione ma nelle prime fasi di corsa erano molto vicini agli equipaggi dell'Oreca poi arrivati ai primi posti. Un guasto all'acceleratore, un problema di lubrificazione degli ammortizzatori, dovuto probabilmente al gran caldo, ha però estromesso dai giochi il trio russo quando mancava poco al tramonto del sabato.

È innegabile che qualcosa non ha funzionato e lo si è compreso fin dalle prime prove di mercoledi. Tutte le Dallara erano costantemente le più veloci sul dritto ma avevano tanti problemi quando si trattava di impostare i curvoni in appoggio del circuito transalpino, rendendo la guida critica.

Così si è tornati a una configurazione più carica rispetto all'originale studiato per Le Mans. La situazione è in parte migliorata ma non a tal punto da poter fornire quelle prestazioni assolute che tutti si attendevano.

È infatti accaduto un fatto inusuale per la Dallara: i parametri aerodinamici scaturiti dalla galleria del vento non riuscivano a trasformarsi in realtà una volta in pista. C'è stato anche, per fugare ogni dubbio, un consulto con una struttura esterna che però ha confermato gli stessi dati, tranquillizzando i tecnici italiani su eventuali errori di calcolo o di simulazione.

Così si è scoperto che il guaio molto probabilmente deriva da fattori realmente risibili che riguardano l'assemblaggio di alcune parti della vettura o lo stesso materiale usato nella realizzazione della carrozzeria. Il tutto verrà analizzato nelle prossime settimane perché la Casa è convinta che una volta risolta questa magagna i risultati arriveranno.

Le Mans è servita per incamerare esperienza e confrontarsi con chi il WEC e questa corsa in particolare li conosce a memoria. La 24 Ore ha anche mostrato la tendenza della Dallara a mantenere anche con la versione ad alto carico delle velocità sul dritto superiori.

Ma ancora la vettura sente eccessivamente le differenze di temperatura all'asfalto. È andata benissimo nel clima temperato della sera e più in crisi con il caldo della domenica. Ci sono insomma dei particolari ancora da rifinire ma l'ottimismo in prospettiva futura da parte di tutti  è grande.

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A proposito di questo articolo
Campionati Le Mans
Evento 24 Ore di Le Mans
Sub-evento Domenica, post-gara
Circuito Le Mans
Piloti Jan Lammers , Rubens Barrichello , Mikhail Aleshin , Giorgio Sernagiotto , Andrea Belicchi , Frits van Eerd , Sergey Sirotkin , Viktor Shaytar , Roberto Lacorte
Articolo di tipo Ultime notizie