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Intervista

Le Mans | Cairoli: "Lamborghini mi apprezza, puntiamo in alto"

La nuova sfida del comasco nel 2024 è divisa in tre e mentre con la SC63 una Top10 sarebbe accolta a braccia aperte, nel GTWC l'obiettivo è vincere grazie alla competitiva Huracan. E l'aria nuova lo ha galvanizzato dopo anni in cui aveva cominciato a perdere le speranze, come racconta in esclusiva a Motorsport.com.

#63 Iron Lynx, Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

24h di Le Mans e Matteo Cairoli, un binomio che per anni abbiamo vissuto sulle Porsche, ma che ha sempre lasciato quella sensazione di eterna incompiuta.

Dopo una marea di stagioni da portacolori Porsche, il comasco è il nuovo alfiere di Lamborghini Squadra Corse, con cui ha scelto di intraprendere una nuovissima sfida come pilota ufficiale.

Nel 2024 si sta dividendo tra la SC63 LMDh che corre con il #63 in IMSA SportsCar Championship assieme ad Andrea Caldarelli e Romain Grosjean, e la Huracan GT3 EVO2 nel GT World Challenge Europe con lo stesso Caldarelli e Mirko Bortolotti.

Inoltre il team Iron Lynx gli ha offerto pure la possibilità di salire a bordo della Oreca 07-Gibson in ELMS come compagno di Jonas Ried e Maceo Capietto, dunque non c'è sosta per il ragazzo che oggi sfiderà il Circuit de la Sarthe per la prima volta con un prototipo.

Ma prima di intraprendere questa avventura assieme ai rivali della Classe Hypercar che corrono nel FIA World Endurance Championship, Motorsport.com ha avuto modo di scambiare due chiacchiere con Cairoli per sapere come si sta trovando nel suo nuovo posto di... lavoro.

#63 Iron Lynx Lamborghini SC63: Matteo Cairoli, Andrea Caldarelli, Romain Grosjean

#63 Iron Lynx Lamborghini SC63: Matteo Cairoli, Andrea Caldarelli, Romain Grosjean

Foto di: Jake Galstad / Motorsport Images

Matteo, come sta andando la nuova avventura in Lamborghini-Iron Lynx?
"E' un ambiente molto più piccolo e famigliare rispetto a quello da cui venivo. Dal punto di vista umano mi sento davvero più apprezzato e lo dico francamente, perché è ciò che ho provato sulla mia pelle".

Cosa non ha funzionato in Porsche?
"Premetto che non voglio assolutamente criticare o sputare nel piatto dove ho mangiato, ma racconto quelle che sono state le mie sensazioni. Avevo sostenitori da un lato, ma anche chi non mi vedeva bene dall'altro. Penso che più volte sia riuscito a fare la differenza dimostrando il mio valore e mettendomi spesso al servizio del marchio, anche in situazioni scomode. Mi erano state fatte tante promesse poi non mantenute, questo mi ha deluso tantissimo".

Ora l'aria è cambiata...
"Sinceramente penso di essere andato anche oltre le aspettative perché i primi contatti li ho avuti nel luglio scorso e l'idea era di entrare in Lamborghini come riserva, cosa che mi andava benissimo perché avrei potuto fare un anno di esperienza con la SC63 e poi presentarmi al via preparatissimo. Dopo il primo test di Jerez lo scenario è cambiato, mi hanno ritenuto pronto e da lì siamo partiti".

Non solo con la LMDh, ma pure con la Huracan GT3 e assieme ad Iron Lynx in ELMS guidando la LMP2...
"Un retroscena carino riguarda il primo test che feci con Iron Lynx nel 2022, anno nel quale presi parte alla ELMS con la 911. In battuta dissi che mi sarebbe piaciuto provare la Oreca, ma sul momento non capirono bene e pensarono che mi stessi allargando un po' troppo. Invece quest'anno me l'hanno chiesto loro direttamente, cosa mi ha fatto molto piacere".

#63 Iron Lynx, Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

#63 Iron Lynx, Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

Foto di: SRO

Come si affrontano tre programmi diversi nello stesso anno?
"Mi piacerebbe portare a casa qualcosa di buono per Lamborghini e credo che nel GTWC ci sia tutto perché abbiamo una formazione veramente forte e la vettura è molto competitiva. Ciò che ho notato è la facilità del passaggio tra LMDh a GT3, mentre la LMP2 mi scombina un po' le carte. La Oreca va guidata più come una monoposto, mentre la SC63 è più simile alla GT. E me ne sono reso conto facendo una sorta di pazzia..."

Sentiamo!
"Prima abbiamo svolto due giorni di test a Portimao con la SC63, simulando una 24h, poi la sera stessa mi sono trasferito a Barcellona per guidare il giorno successivo la GT3, seguito dalla LMP2 e poi nuovamente GT3. In pratica una settimana in pista! Ma con la Oreca mi sono reso conto che guidavo tenendo lo stile della Huracan, che è totalmente diversa in frenata. Lì ho capito tante cose".

L'addio di Giorgio Sanna come lo hai vissuto?
"Personalmente mi è dispiaciuto tanto perché se ho intrapreso questo percorso è stato anche grazie a lui. Lo avevo conosciuto nel 2013 e già allora mi aveva offerto un posto, ma poi non si è concretizzato nulla. Con me è sempre stato onesto e diretto, una bella figura come capo. Mi ha aiutato e supportato, dunque gli sarò sempre grato e purtroppo nessuno si aspettava questo addio, ma ora bisogna anche guardare avanti".

Da grande esperto di GT, come ti stai trovando con la Huracan? Te la senti in mano al 100%?
"Al momento ancora non del tutto, ma sto crescendo velocemente. Vengo dalla Porsche che è una vettura molto complicata da capire, nonostate sia quella costruita meglio; se non sei nella finestra ottimale è difficile andare forte, mentre con la Lamborghini è più semplice, anche per via del bilanciamento e del motore centrale. Mirko mi aiuta tantissimo perché è il pilota che ha più esperienza con la Huracan e ciò che dice è puntualmente preciso".

#56 Project1 - AO Porsche 911 RSR - 19 of Pj Hyett, Gunnar Jeannette, Matteo Cairoli

#56 Project1 - AO Porsche 911 RSR - 19 of Pj Hyett, Gunnar Jeannette, Matteo Cairoli

Foto di: Marc Fleury

Allora, quali sono le differenze di guida?
"Con la Porsche si deve sempre andare al limite e pure oltre, litigando con la macchina per tirarle fuori il meglio, mentre lo stesso comportamento con la Lamborghini non rende; anzi, non bisogna assolutamente esagerare e ha una aerodinamica molto migliore sul dritto, poi è chiaro che nei cambi di direzione e trazione la Porsche è più completa. E la frenata della 911 può essere molto più aggressiva, mentre con la Huracan rischi di andare dritto e va gestita molto più dolcemente".

La SC63 sappiamo che è molto complessa, quale è stata la maggior difficoltà?
"Inizialmente tutta la parte elettronica e tutti i settaggi e pulsanti legati all'ibrido, che sono molto difficili e cambiano in continuazione ad ogni giro. Ma entrare in pista a gomma fredda è veramente tosto, non c'è tempo di reagire e a volte bisogna pregare che non succeda nulla. Anche nei test di Le Mans mi sono girato appena ho toccato l'acceleratore e non me l'aspettavo. Serve molta attenzione, specialmente di notte".

Sei un esperto di Le Mans che si trova davanti ad una novità: come ti senti?
"Nonostante abbia corso solamente in GTE, l'esperienza delle passate edizioni mi sta tornando utile e non ho trovato grandi differenze. Ho impiegato poco ad adattarmi a vettura e pista, si va molto più forte sul dritto, ma onestamente non te ne rendi conto più di tanto, mentre sul carico aerodinamico si avvertono i cambiamenti, in frenata e percorrenza curva. Ma mi sento pronto e non ho dubbi che possa gestire tutto bene".

Chi è passato da GT a prototipo ha accusato principalmente il problema del traffico in gara; preoccupa anche te?
"Sinceramente mi sono trovato benissimo, non ho avuto problemi e lo trovo di facile gestione. Forse i tanti anni di GT mi hanno aiutato a capire anche come si muovono le auto in pista, se chi ti sta davanti non commette sciocchezze è tutto semplice".

#19 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Romain Grosjean, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

#19 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Romain Grosjean, Andrea Caldarelli, Matteo Cairoli

Foto di: Nikolaz Godet

Conoscere già alcuni piloti LMGT3 è di aiuto per prevedere il loro comportamento?
"La regola dice che il più lento deve mantenere la sua traiettoria e siamo noi a doverli aggirare, se tutti la rispettano non ci sono problemi. Ogni tanto capita che qualcuno chiuda perché non vuole farsi passare prima di una curva, il che mette un po' di agitazione ad entrambi creando problemi. Quindi non è detto che siano solamente i prototipi ad essere troppo aggressivi".

Tu hai vissuto queste esperienze in passato...
"Sono sincero, quando corro penso a fare la mia gara senza rovinare quella degli altri, ma non voglio nemmeno che succeda il contrario. Quando sei in auto capita che si incontrino problemi, ma chi sta davanti deve comportarsi bene".

Tornando alle gomme, quali mescole pensi verranno usate?
"Di notte le morbide vanno bene e forse anche un triplo stint è possibile. Questo lo abbiamo provato con le medie di giorno ed è andata abbastanza bene, poi è stata provata anche la soluzione mista con soft all'anteriore e medie al posteriore. Può esserci il rischio di delaminazione sullo stint multiplo, ma onestamente preferisco rischiare quello che sbattere perché ho le gomme fredde".

Nel WEC ci sono state molte lamentele per l'assenza degli 'scaldoni' a Le Mans, eppure in IMSA non ci sono polemiche sulle gomme fredde; come la stai vivendo, dato che il tuo programma con la SC63 è in America?
"Semplicemente le gare IMSA si svolgono quasi sempre in posti più caldi rispetto all'Europa. A dicembre, al test di Austin, alle 9;00 del mattino c'erano 4°C, ma solitamente la situazione è totalmente differente. A Le Mans fino alla quarta marcia c'è ancora il rischio di sbandare".

Quanto impieghi a scaldare le gomme?
"Di giorno, se lavori bene, dopo quasi un giro sei già più o meno a regime, mentre di notte se ne impiegano anche un paio. Ma uscire dal box e non girarsi alla prima chicane è già un trionfo, si fatica tantissimo. Anche dietro ad una eventuale Safety Car o in Slow Zone si rischiano problemi, specialmente sull'anteriore".

Siamo a metà della tua nuova sfida: alla fine cosa ti renderebbe felice?
"Con la LMDh mi piacerebbe tantissimo entrare di prepotenza in Top10, ma senza aiuti esterni, solo con il nostro potenziale. In LMP2 le prime due gare non sono andate come ci aspettavamo, ma l'obiettivo è anche far crescere i miei giovani compagni. Con la GT3 puntiamo molto in alto, dobbiamo solamente far bene il nostro lavoro senza strafare".

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