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Intervista
Le Mans 24h di Le Mans

Le Mans | Buemi: "Essere al quarto anno in LMH non è un vantaggio"

In Toyota si cerca il riscatto e il pilota svizzero sa che sarà una 24h molto combattuta essendo tutti vicinissimi, per cui perdere meno tempo possibile fra traffico, gomme fredde ed eventuali neutralizzazioni diventa fondamentale, cosa che lo scorso anno aveva creato qualche dubbio.

Sebastien Buemi, Toyota Gazoo Racing

C'è voglia di riscatto in casa Toyota in una 24h di Le Mans che si preannuncia molto interessante e combattuta.

La Casa giapponese cova il desiderio di rifarsi dopo la sconfitta patita nel 2023 per mano della Ferrari, ma c'è altresì tanta carica per ritornare ad essere protagonista nel FIA World Endurance Championship dopo le prime tre gare della stagione 2024 dove è arrivata una vittoria ad Imola in condizioni miste, ma anche tante sofferenze tra Qatar e Spa.

Mentre il sole sta continuando a riscaldare l'ambiente, per ora, all'interno del paddock del Circuit de la Sarthe si svolgono gli ultimi preparativi e Sébastien Buemi sa bene che nulla si può lasciare al caso in un evento come questo, come spiega nell'intervista concessa ai media presenti, tra cui Motorsport.com.

#8 Toyota Gazoo Racing Toyota GR010 - Hybrid: Sebastien Buemi, Brendon Hartley, Ryo Hirakawa

#8 Toyota Gazoo Racing Toyota GR010 - Hybrid: Sebastien Buemi, Brendon Hartley, Ryo Hirakawa

Foto di: Alexander Trienitz

Come valuti le prestazioni della Toyota in base alla giornata di test, in vista della settimana di gara?
"Vedremo qualcosa di diverso, sembra che mercoledì e giovedì le condizioni saranno asciutte e la prima volta che vedremo la pioggia sarà in gara o nel warm-up, diciamo. Quindi farà molto più freddo e le possibilità di pioggia sono ovviamente elevate. E' difficile prevedere come questo influenzerà le prestazioni se si guarda alla giornata di test, credo sia un po' difficile dirlo".

Riguardo gli altri, come li vedi?
"Sembra che la Porsche sia un po' più veloce, difficile dire di quanto, visto che c'è molto traffico. Non si sa quanto carburante consumino, dunque è evidente, ma è difficile capire il resto, le Ferrari, che chiaramente non hanno mostrato alcun ritmo, facevano cose strane sul rettilineo, per me hanno nascosto qualcosa. Quindi, è difficile giudicare, mi sarei aspettato che fossero molto veloci. Ma al momento non hanno mostrato nulla. Per quanto riguarda gli altri, le Cadillac non sono male, la BMW ha mostrato buone prestazioni. Quando le auto sono vicine è difficile tirare somme; se la differenza tra le auto è di due secondi, è facile da capire, ma quando si parla di distacchi dai 2 ai 4 decimi, è difficile fare una lettura corretta".

Con soli 8 posti in Hyperpole, quanto si può essere sicuri di rientrarvi?
"In passato le Qualifiche non contavano molto, ma ovviamente ora sì. È estremamente difficile superare sul rettilineo, tutti hanno la stessa velocità massima. Non abbiamo nessun tipo di boost o DRS come in passato. Quindi sorpassare è dura e se riesci a qualificarti davanti, è un grande aiuto, anche se si tratta di gare di durata. Cercheremo di impegnarci al massimo e allenarci sulla Qualifica anche nelle prove libere, magari con due set di gomme nuove. Dovremo vedere quanto tempo abbiamo a disposizione".

Questa è la terza Le Mans di questa Toyota, pensi abbia un potenziale maggiore da sfruttare o qualcosa ancora in tasca?
"Aver corso qui per molti anni, tra cui tre volte con questa macchina, ti dia potenzialmente un piccolo vantaggio in termini di affidabilità, ma non possiamo dare nulla per scontato. Chi è arrivato dopo ha potuto vedere cosa va e cosa no. Ovviamente, la tecnologia migliora costantemente ed è sempre meglio fare una nuova auto più avanti rispetto agli altri perché ci sono più conoscenze. Forse questo è l'aspetto più negativo perché dopo 3 anni è difficile per noi apportare miglioramenti, perché tutto è omologato. Possiamo lavorare sul software, sull'assetto, ma è davvero poca roba".

E' più una questione di messa a punto...
"Sì, mettiamo a punto quello che abbiamo, ma diciamo che c'è un margine di progressione che è fondamentalmente inferiore a quello della maggior parte degli altri concorrenti".

#8 Toyota Gazoo Racing Toyota GR010 - Hybrid: Sebastien Buemi, Brendon Hartley, Ryo Hirakawa

#8 Toyota Gazoo Racing Toyota GR010 - Hybrid: Sebastien Buemi, Brendon Hartley, Ryo Hirakawa

Foto di: Rainier Ehrhardt

Sei preoccupato per l'assenza degli scaldoni per le gomme?
"Onestamente, non so cosa sia cambiato rispetto all'anno scorso. Le gomme sono le stesse, la macchina è la stessa e la pista è la stessa. Perché? Avendole usate l'anno scorso e non quest'anno, ovviamente possiamo dire che abbiamo più esperienza, ma avevo guidato molte, molte volte con le gomme fredde. Credo che il problema sia il meteo: se fa caldo, credo che vada bene, ma se fa freddo, a un certo punto si presenta un problema. Il problema è che i pneumatici morbidi sono davvero ottimi in termini di riscaldamento, ma una volta caldi sono troppo morbidi, quindi la macchina si muove molto e non va bene. A un certo punto si può correre il rischio di scegliere le medie, che però sono davvero difficili da portare in temperatura. E se fa freddo, può succedere qualcosa di simile a quello che è successo a Spa l'anno scorso. Allo stesso tempo è una situazione uguale per tutti, ma è chiaro che quando esci dal box e hai le gomme fredde e qualcuno arriva che le ha già calde, la differenza è enorme, specialmente nel primo settore".

Quanti giri servono per scaldare le gomme?
"Credo che a metà giro si abbia già un'aderenza decente, in uno completo sono più o meno a regime. Il problema è il settore 1, dove perdiamo tantissimi secondi".

Pensi si possa creare caos con le altre classi?
"Sì, perché quando una macchina esce dai box ed è da 5 a 10 secondi più lenta nel settore 1, è come se tu facessi una chicane; hai una curva in più sulla pista. Naturalmente si creeranno situazioni strane in cui una GT arriva alla prima curva ed è molto più veloce di te nel primo settore. Ma anche in questo caso, è una situazione uguale per tutti, quindi sta a noi cercare di massimizzare la situazione".

Pensi che anche i piloti delle GT correranno più rischi? Ora hanno l'ABS e possono frenare un po' più tardi...
"Sinceramente no, l'unica cosa che si nota è che sono un po' più lenti rispetto al passato. Inoltre sono tante vetture, quindi è difficile fare un giro pulito".

E le gomme da pioggia senza scaldoni come pensi possano rendere?
"Non li avevamo già prima, per quanto mi ricordo. Quindi non c'è molta differenza. Hanno un'autonomia ridotta, ma hanno un'aderenza buona fin dall'inizio".

Il riscaldamento del pneumatico medio è facile?
"Dipende dal momento della giornata, dovrebbe essere possibile. Poi, naturalmente, analizziamo sempre quanto crediamo di perdere in termini di prestazioni e quanto guadagnamo con le gomme nuove. Il problema è che in passato si usciva con le gomme calde, quindi le prestazioni c'erano già, mentre ora si perde molto tempo per riscaldarle. Questo ti spinge ad andare più a lungo con il pneumatico perché sai che se lo cambi, non solo perdi il tempo per sostituirlo, ma anche per portarlo in temperatura. Tutto questo spinge a cercare di effettuare stint più lunghi".

#8 Toyota Gazoo Racing Toyota GR010 - Hybrid: Sebastien Buemi, Brendon Hartley, Ryo Hirakawa

#8 Toyota Gazoo Racing Toyota GR010 - Hybrid: Sebastien Buemi, Brendon Hartley, Ryo Hirakawa

Foto di: Marc Fleury

Qualcuno adotterà strategie estreme?
"No, perché alla fine devi avere il consenso della Michelin, quindi devi già dimostrare a loro che puoi fare un certo numero di stint in sicurezza, non puoi fare quello che vuoi. Loro controllano la pressione degli pneumatici, la campanatura e la quantità di giri che fai, quindi non puoi semplicemente che sei a posto, a tuo parere".

A livello globale, rispetto all'anno scorso, che cosa pensi di poter fare di meglio per quanto riguarda le prestazioni in squadra rispetto all'anno scorso, in base a quanto avete imparato?
"L'anno scorso abbiamo perso più di un minuto nella Slow Zone perché il nostro limitatore FCY era troppo lento. È stato estremamente fastidioso perché il modo in cui veniva monitorato, secondo noi, non era corretto. In pratica, c'erano vetture che, secondo noi, erano troppo veloci, ma non ricevevano avvertimenti. A Sebring abbiamo provato a spingere e ci hanno dato una ammonizione, poi non so cosa sia successo davvero, ma quest'anno c'è un modo molto più severo di controllare la velocità".

Quanto avete perso?
"Credo si parli di 150 km percorsi a Slow Zone, quindi potete immaginare che tutto questo a 80km/h fa una grande differenza se qualcuno gira a 80,5km/h. Abbiamo calcolato che l'anno scorso abbiamo perso quasi un minuto rispetto ad altri e non vogliamo che questo si ripeta. E poi, nel finale, Ryo è finito in testacoda, altra cosa da provare a evitare. Ma a parte questo, credo che la nostra gara sia stata abbastanza pulita. Eravamo solo un po' troppo lenti rispetto alla Ferrari, ma quest'anno il meteo sarà diverso".

Avete migliorato il software da questo punto di vista?
"Sì, ma credo che sia stata più la FIA a decidere. È più severa e più chiara su cosa si può fare e come viene monitorato. Non sono un tecnico e non ho abbastanza conoscenze per spiegare nei dettagli, ma ora è tutto più controllato, non dovrebbe esserci alcuna differenza".

Quindi non pensi che qualcuno possa trarre un vantaggio in questo modo?
"Per come viene monitorato quest'anno, non c'è margine per riuscirci. La Ferrari era riuscita a guadagnare nelle Slow Zone, ma alla Speed Trap erano costantemente sopra gli 80km/h, quindi diciamo che si trovavano in una sorta di zona grigia".

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