Le Mans | Acura lavora dietro le quinte: "Valutiamo se ha senso"
Il Presidente Salters ha sottolineato l'ottimo lavoro fatto da ACO, WEC e IMSA con i nuovi prototipi per una categoria in grande salute, ma a rischio di deragliare facilmente dal punto di vista economico; ecco perché le ARX-06 stanno aspettando di andare alla 24h francese e in mano a team clienti.
#60 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Tom Blomqvist, Colin Braun, Scott Dixon, Felix Rosenqvist
Foto di: IMSA
La Acura deve ancora fare la sua prima apparizione alla 24h di Le Mans con la sua ARX-06, ma anche per la stagione 2025 bisognerà attendere.
Si pensava, infatti, che la LMDh telaiata Oreca del marchio sportivo americano di Honda Racing Corporation potesse finalmente arrivare sul Circuit de la Sarthe per giocarsela con le rivali della Classe HYPERCAR.
Invece anche questo sarà un anno di attesa e valutazioni, rimanendo quindi l'unica vettura di nuova generazione LMH/LMDh a non aver ancora calcato il terreno del tracciato francese, che però rimane comunque un obiettivo per il futuro.
#60 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Tom Blomqvist, Colin Braun, Scott Dixon, Felix Rosenqvist
Foto di: Art Fleischmann
"Honda Performance Development ha avuto 30 anni di storia straordinaria in Nord America, e poi abbiamo messo tutto insieme con HRC per il futuro. Questo per dare più opportunità al nostro personale e per spostarci al di fuori degli Stati Uniti, che rimangono il nostro obiettivo principale, ma con una proiezione su un palcoscenico globale. Finora ha funzionato molto bene", ha spiegato il Presidente della sezione americana, David Salters, in una intervista rilasciata a DSC.
"Il WEC ci interessa, abbiamo una macchina fantastica, la serie sta crescendo e Le Mans è Le Mans. Dobbiamo solo capire se ha senso per Honda, i costi e quant'altro. Stiamo lavorando dietro le quinte, ma come tutte le cose, deve avere un senso in prospettiva. Il WEC sta facendo un lavoro straordinario e la serie gode di ottima salute, che però rimane cagionevole".
"Abbiamo una macchina che credo sia buona per quella competizione. Come abbiamo sempre detto, continuiamo a valutare la cosa seriamente, per vedere se ha senso e se è adatta. A parte questo, credo che l'IMSA stia facendo un ottimo lavoro, sta crescendo e se guardo oltre oceano, anche ACO e WEC lo stanno facendo".
#60 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Tom Blomqvist, Colin Braun, Scott Dixon, Felix Rosenqvist
Foto di: Andreas Beil
Detto ciò, uno degli aspetti più importanti per cui sono nate le LMDh è il potenziale parco clienti che questo tipo di vetture possono avere; ad oggi l'unica Casa che ha realmente avviato qualcosa di importante sotto questo aspetto è la Porsche, mentre gli altri tentennano. Acura compresa...
"Non dobbiamo fare il passo più lungo della gamba: queste auto sono complesse, non l'abbiamo sottovalutato e di questo sono soddisfatto. In questo modo abbiamo imparato a conoscere la macchina piuttosto rapidamente, ma è come fosse per metà una F1", sottolinea Salters.
"Oreca è straordinaria, ha fatto un grandissimo lavoro; a noi spettava capire l'auto, metterla in pista e cominciare a correre bene, come prime cose. Quindi la questione dei clienti l'abbiamo messa da parte. Ma siamo aperti ad essi perché sarebbe bello vedere più vetture in circolazione, ma deve essere fatto nel modo giusto e con qualcuno che sia competitivo. E ricordiamo che sono auto tutt'altro che a buon mercato!".
"Dobbiamo stare molto attenti perché spesso si comincia con grandissimo entusiasmo per la novità, ma poi i costi e le varie questioni vanno un po' fuori controllo, allora si deve cambiare nuovamente. Abbiamo due forme di sostenibilità. Una è prendersi cura del pianeta, ma anche le corse debbono essere economicamente sostenibili, altrimenti moriranno".
"Come dicevo, sono vetture molto complesse e all'inizio sarebbe stato molto difficile per qualcuno prenderla in mano da cliente e usarla nel modo corretto. Pian piano impariamo tutti e ora sarebbe fattibile, ma vanno tenuti sotto controllo i costi. Mi piacerebbe avere un paio di clienti cui dare supporto, ma debbono comportarsi da clienti e fare i loro conti. Io ho un budget e non possiamo limitarci a distribuire denaro o auto. Quindi è un discorso che va fatto nel modo corretto".
"Non sono affatto contrario e, anzi, abbiamo avuto anche alcune conversazioni interessanti. E siamo felici di poterne fare altre, ma è necessario che ciò avvenga su una base commerciale economicamente sostenibile e vogliamo anche che i nostri clienti siano in grado di vincere. Non mi importa quale sia, basta che vinca una Acura".
"Al momento non c'è stato un incontro di vero e proprio interesse con qualcuno, ma credo che sia dovuto principalmente al fatto che siamo concentrati su altre cose. Siamo un po' con l'acqua alla gola, ma appena le cose si saranno sistemate, sarò felice di dedicare un po' di tempo a qualche trattativa. Ne potremo parlare in futuro, magari tra un anno o due, ma deve essere un cliente del livello giusto e finanziato in modo adeguato".
#93 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Renger Van Der Zande, Nick Yelloly, Alex Palou, Kaku Ohta
Foto di: James Gilbert - Motorsport Images
Infine il manager americano ha anche commentato il ritorno con il team Meyer Shank Racing per la stagione 2025 dell'IMSA SportsCar Championship, dopo la burrascosa separazione avvenuta nel corso del 2023, quando emerse che alla 24h di Daytona la squadra manipolò la pressione delle gomme.
"Sono accadute cose spiacevoli, inaccettabili e ci sono state conseguenze. Tutti abbiamo una possibilità e tutti noi commettiamo errori. Abbiamo un ottimo rapporto con Mike Shank, credo risalga a circa 10 anni fa; come tutte le relazioni che durano più di 10 anni è normale che si verifichi qualche intoppo", risponde Salters, che poi sottolinea l'importanza di avere un team esperto al proprio fianco dato che la ARX-06 #93 quest'anno è presa in carico da un gruppo di persone di HRC.
"Il punto è come possiamo gestire la nostra auto, metterci alla prova e crescere. La vettura #93 è nostra e tutti quelli che sono al box hanno diversi livelli di esperienza, ma come gruppo collettivo non l'abbiamo mai fatto prima. Ci sono persone che hanno corso in macchina, ma mai lavorato in gruppo".
"La cosa bella dell'organizzazione di MSR è che abbiamo una squadra di piloti. Possiamo lavorare tutti insieme con rispetto reciproco, e tutti si danno da fare. Ma ci sono anche persone nuove, quindi la prima cosa da fare è costruire la squadra, imparare ciò che non sappiamo e poi capiremo qual è l'obiettivo. Una volta fatto ciò, speriamo di iniziare a fare risultati".
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