I record di Le Mans: margini di vittoria, distanze e velocità

Il Motorsport è un gioco di numeri. Parlando di ore, minuti e secondi (con relative frazioni), giri, punti e quant'altro, sono tanti gli aspetti che contano.

I record di Le Mans: margini di vittoria, distanze e velocità

È un mondo pieno di record, ma pochi eventi assumono tanto significato quanto la 24 Ore di Le Mans. È una gara ricca di storia dove i numeri sono grandi e i record durano a lungo.

Ecco alcuni di questi segni storici riguardanti i tempi, la velocità e la distanza.

Il giro più veloce di sempre: 3'14"791

Anno: 2017

Auto: Toyota TS050 HYBRID LMP1

Pilota: Kamui Kobayashi

Slower speeds from the current Hypercars means Kobayashi's 2017 LMP1 benchmark is likely to remain in place for the foreseeable future

Slower speeds from the current Hypercars means Kobayashi's 2017 LMP1 benchmark is likely to remain in place for the foreseeable future

Photo by: Motorsport Images

Le velocità più basse delle attuali Hypercar faranno sì che il record della Toyota LMP1 di Kamui Kobayashi del 2017 rimarrà imbattuto per diversi anni.

Il giapponese detiene il primato per il giro più veloce del Circuit de la Sarthe, una pista che incorpora sezioni di strada pubblica lungo un percorso di quasi oltre 13,6km. Al volante della TS050 Hybrid #7, nel giugno 2017, Kobayashi firmò la pole position in 3'14"791, battendo il precedente riferimento che resisteva da più di 30 anni.

La velocità media di Kobayashi fu di 156,512 miglia orarie, superando Hans Stuck che aveva il record in 3'14"8 a 156,470 miglia orarie con cui aveva ottenuto la pole per la gara del 1985 guidando una Porsche 962C ufficiale in livrea Rothmans.

Il record non ufficiale del due volte vincitore di Le Mans rimase tale a lungo a causa delle drastiche modifiche al circuito che seguirono negli anni successivi.

Una chicane fu aggiunta all'uscita della Dunlop Curve, la veloce curva a destra dopo i box, per l'edizione 1987. Il layout della pista fu poi cambiato ulteriormente tre anni dopo, quando il lungo rettilineo di Mulsanne (una volta il percorso principale tra le città di Le Mans e Tours), fu inframezzato da due chicane.

Il giro di Kobayashi rischia di essere il più veloce di sempre sul circuito completo di Le Mans, ma non in assoluto se consideriamo i termini di tempo cronometrico, più che la rapidità media.

Jackie Oliver portò la Porsche 917H della JW Automotive al traguardo in 3'13"6 nella giornata di test ufficiali di Le Mans nell'aprile 1971, con una velocità media di 155,626 mph; i calcoli sono corretti perché il Circuit de la Sarthe era significativamente più corto allora.

L'edizione del 1971 della gara è stata l'ultima prima che le curve Porsche sostituissero la sezione quasi rettilinea denominata Maison Blanche che riportava le auto sul rettilineo di partenza. Quella che l'ACO etichetta come quinta versione del Circuit de la Sarthe, con le chicane ha visto incrementare la sua lunghezza.

Il vero record sul giro, però, è detenuto da Mike Conway. Questi vengono stabiliti in gara e quello più veloce del 2019 in 3'17"297, a confronto con quello pre-chicane di 3'18"4 registrato da Oliver nel 1971.

Il giro più veloce della pista dopo la costruzione delle curve Porsche e prima che le chicane fossero aggiunte sul rettilineo di Mulsanne era un 3'21"27 realizzato da Alain Ferte con una Jaguar XJR-9LM nel 1989.

La maggior distanza: 5410,713km

Anno: 2010

Auto: Audi R15 TDI-plus

Piloti: Romain Dumas, Timo Bernhard e Mike Rockenfeller

Trouble-free run in dry conditions in 2010 gave Audi's 'ugly duckling' R-15 a record-breaking victory

Trouble-free run in dry conditions in 2010 gave Audi's 'ugly duckling' R-15 a record-breaking victory

Photo by: Motorsport Images

Una corsa senza problemi sull'asciutto nel 2010 ha dato al "brutto anatroccolo" R-15 dell'Audi una vittoria da record

Il record che resistiteva da quasi 40 anni è stato finalmente battuto nel 2010. Romain Dumas, Timo Bernhard e Mike Rockenfeller, con la loro Audi R15 TDI-Plus, eguagliarono il numero di giri completati da Helmut Marko (oggi capo della Red Bull Racing) e Gijs van Lennep, anche se come abbiamo già visto il Circuit de la Sarthe era aumentato in lunghezza negli anni successivi.

I 397 giri che Marko e van Lennep completarono al volante della loro Porsche 917K in livrea Martini Racing erano pari a 5335,313km, mentre con lo stesso numero di giri - 39 anni dopo - si arrivò a 5410,713km.

Il più vicino a battere il record del 2010 fu la Porsche 919 Hybrid condivisa da Nico Hulkenberg, Nick Tandy e Earl Bamber, che chiusero con 395 giri all'attivo, mentre le Toyota TS050 Hybrid vincenti negli ultimi tre anni sono arrivate a 388, 385 e 387 giri.

I record sono lì per essere battuti, ma questo potrebbe rimanere intatto a lungo. I giapponesi avevano ammesso di puntare al record nel 2018 come unico Costruttore che correva nella classe LMP1. Si fermarono a 9 giri dal limite in una gara in cui nessuna delle sue auto ebbe grossi problemi.

L'edizione 2010 della gara fu completamente asciutta, con l'unico problema incontrato dall'Audi che fu la sostituzione di uno specchietto colpito da un cameraman che era inciampato in pit-lane. Ci furono poi solo quattro safety car. Era anche prima dell'introduzione delle cosiddette slow zone, misura usata per rallentare le auto a 80km/h come ci fosse una safety car virtuale in aree particolari.

Toyota non potrà avere alcun obiettivo del genere questa volta. È improbabile che il vincitore di quest'anno si avvicini al record: le auto andranno 10 secondi al giro più lente con l'introduzione della nuova categoria Le Mans Hypercar al posto della LMP1.

Il maggior vantaggio del vincitore: 20 giri

Anno: 1927

Auto: Bentley 3 Litre Sport

Piloti: Sammy Davis e Dudley Benjafield

Davis and Benjafield crushed the opposition in 1927

Davis and Benjafield crushed the opposition in 1927

Photo by: Motorsport Images

La Bentley ottenne la seconda delle sue cinque vittorie a Le Mans nel 1927 con un enorme margine di 20 giri. La 3 Litre Sport guidata da Sammy Davis e Dudley Benjafield riuscì a percorrere il Circuit de la Sarthe 137 volte nelle 24 ore, mentre la Salmson Grand Sport, seconda classificata, solo 117 volte.

Questo significa più di 200 miglia di una pista che all'epoca portava le auto nel cuore della città di Le Mans sul suo percorso di 10,72 miglia. Dato che i tempi sul giro superavano di gran lunga gli otto minuti, la macchina vincitrice aveva circa due ore e mezza di vantaggio!

Il minor vantaggio del vincitore: 20 metri

Anno: 1966

Auto: Shelby American Ford MkII

Piloti: Bruce McLaren e Chris Amon

Ickx pipped Hermann in 1969 after a final lap akin to an Olympic cycling sprint

Ickx pipped Hermann in 1969 after a final lap akin to an Olympic cycling sprint

Photo by: Motorsport Images

Il margine di vittoria dichiarato dall'organizzatore della gara, l'Automobile de Club de l'Ouest, era in metri alla fine di ogni edizione della corsa. Il record fu stabilito nel 1966 in quello che fu lo spettacolo Ford. Il vantaggio ufficiale di vittoria della Shelby American Ford MkII condivisa da Bruce McLaren e Chris Amon è indicato come 20 metri sulla gemella di Denny Hulme e Ken Miles.

Le fotografie di quell'anno delle auto che tagliano il traguardo fanno pensare che fossero più vicine, ma il margine ufficiale era basato sulla distanza tra loro sulla griglia. La Ford vincente partì quarta, l'altra seconda.

Tre anni dopo, quando la Ford centrò l'ultima delle sue quattro vittorie di fila. Jacky Ickx finì, secondo le statistiche ufficiali dell'ACO, 120 metri avanti sulla sua GT40 della JW Automotive in livrea Gulf che condivideva con Jackie Oliver. Il belga, che sarebbe diventato una leggenda di Le Mans, si era scambiato più volte le posizioni con Hans Hermann con la seconda Porsche 908LM durante gli ultimi due giri.

Come tempi, nel 2011 l'Audi R18 e-tron quattro vincente con André Lotterer chiuse con 13"854 sulla Peugeot 908 guidata da Simon Pagenaud. Questo conta come il quarto distacco più risicato, se contiamo i 401 metri che nel 1933 separarono le due Alfa Romeo 8C-2300.

La velocità più alta: 405km/h

Anno: 1988

Auto: WM-Peugeot P88 Group C Car

Pilota: Roger Dorchy

French-built WR put a premium on straightline speed above anything else

French-built WR put a premium on straightline speed above anything else

Photo by: Motorsport Images

La velocità massima raggiunta sul rettilineo di Mulsanne è stata stabilita nel 1988, due anni prima dell'aggiunta delle chicane. I libri dei record riportano il record ufficiale di quasi 405km/h registrato da Roger Dorchy al volante di una WM-Peugeot P88 Gruppo C, ma con lamanopola del boost fissata ad 11, in realtà sulla speed trap era passata molto più velocemente.

Il team francese, composto per lo più da ingegneri e tecnici Peugeot che lavoravano lì nel loro tempo libero, si accordò con l'ACO di dichiarare che la velocità era di 405km/h anziché 407km/h, per non mancare di rispetto al loro datore di lavoro. Era infatti l'anno del lancio della nuova Peugeot 405 berlina a quattro porte.

Vincent Soulignac, direttore tecnico di lunga data della WM, ritiene che Dorchy abbia raggiunto una velocità ancora più alta l'anno prima, guidando la WM della generazione precedente, presentando prove basate sui rapporti del cambio e sui giri del motore che sosterrebbero che la macchina era arrivata anche a 420km/h in un anno in cui nessuno era in grado di misurare le clamorose punte di velocità raggiunte.

Poche settimane prima della Le Mans di quell'anno, la P87 WM raggiunse i 416km/h su un tratto di autostrada chiuso al traffico nelle mani dell'ex pilota di Formula 1, François Migault. Un punto a favore di Soulignac era che in quella occasione non fu usato il carburante da corsa, per cui ci sarebbero stati ulteriori margini.

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