Di Grassi: "La pole? Non è il nostro obiettivo"

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Guido Schittone
Di: Guido Schittone
16 giu 2016, 16:00

Lucas Di Grassi ammette che l'Audi non ha ricercato la prestazione ad effetto ma ha provato girando con un ritmo adatto alla corsa. E minimizza i problemi di usura di materiali avuti nelle prime prove libere

#8 Audi Sport Team Joest Audi R18: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18: Oliver Jarvis, Loic Duval, Lucas di Grassi
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis
Lucas Di Grassi, ABT Schaeffler Audi Sport
#8 Audi Sport Team Joest Audi R18 e-tron quattro: Lucas di Grassi, Loic Duval, Oliver Jarvis

Vista dall'esterno per Lucas Di Grassi potrebbe essere una magra consolazione l'aver fatto meglio, ancora una volta, dei colleghi che guidano l'Audi R18. L'essere ben distante dalle Porsche e persino dalle Toyota con dietro solamente le due Rebellion e la non classificata, per il momento, CLM del team ByKolles non dovrebbe essere un motivo di particolare orgoglio. Eppure il pilota brasiliano, che sta vivendo un periodo magico-alle affermazioni in Formula E ha finalmente aggiunto quella della 6 Ore di Spa-Francorchamps del mese scorso-, non appare pessimista come molti degli addetti ai lavori. Perché la realtà che il brasiliano dell'Audi sta vivendo a le Mans va oltre i tempi sul giro delle prove e delle qualifiche e si concentra soprattutto sulla corsa più dura al mondo.

"Ciò che la gente sembra non capire è che l'Audi non sta lavorando per un giro velocissimo o per la pole position ma per la corsa. Anche ieri, al di là del fatto che nel mio giro migliore ho incontrato traffico un po'come accaduto a Bernhard che stava andando ad attaccare Jani per conquistare la pole position, siamo scesi in pista per preparare le 24 Ore, non badando particolarmente al rilievo cronometrico che sarebbe arrivato. L'importante sarà essere vicini sabato e domenica".

Il guaio di mercoledi? L'usura

Ieri nel corso delle prove libere alla frenata della chicane Playstation la tua Audi ha avuto una reazione brusca e l'hai riportata ai box. Cosa era di successo di preciso?
"È molto semplice spiegarlo: quando sono andato a frenare ho ascoltato un rumore sospetto e in quel momento la vettura ha scartato verso il cordolo di sinistra. Così l'ho riportata piano ai box. Non si è trattato di nulla di particolare, comunque. Ma di un particolare che era ormai a fine chilometraggio che avevamo usato sia nel prologo sia nelle prove libere del mattino. È questa la ragione per la quale nelle qualifiche siamo usciti più tardi rispetto agli altri. Dovevamo sostituire i pezzi usurati e a fine chilometraggio. Non si trattava  di un problema legato all'affidabilità. Anzi credo che su questo fronte Audi abbia compiuto un buon lavoro fino ad oggi, proprio per avere una buona vettura per la corsa".

Quindi ha ragione chi sostiene che vi siete nascosti....
"Guarda lo ripeto per noi non cambia nulla nemmeno sul fronte regolamentare. Non è come tra le GTE che se vai piano o se vai forte ti affibbiano un BoP differente. Quando gareggi in una 24 Ore essere primi, secondi, quinti o sesti in prova è ininfluente.  Ieri le prove sono state importanti perché la pioggia ci ha fondamentalmente risparmiato e quindi abbiamo potuto lavorare sul long run. Mai come quest'anno sarà l'affidabilità il fattore base per arrivare a vincere. Noi, Porsche e Toyota siamo davvero molto vicini, c'è pochissimo distacco anche sul passo corsa. Sarà una gara molto tattica ma non sul fronte delle prestazioni assolute. Tutti tireremo al massimo, al 100 per cento, ma usando forse più la testa che in altre occasioni perché sappiamo che l'obiettivo è completare la gara".

Un pilota come deve gestire questa corsa mentalmente e fisicamente?
"Parto da una premessa: Le Mans è la corsa più dura al mondo. In assoluto. Per il team, per la tecnologia e per i piloti. Non c'è paragone con nessuna altra corsa, Gran Premi compresi. Io cerco di riposarmi per un'ora, un'ora e mezza al massimo nel corso della notte ma ammetto che a volte non ci riesco. Ho bisogno di sapere cosa succede ai miei compagni, cosa accade nella corsa. Dormire per un pilota è abbastanza complicato e bisogna sforzarsi di trovare dei momenti di relax. Quanto alla resistenza fisica direi che Le Mans non è molto impegnativa. Non si tratta di un circuito faticoso, hai lunghissimi rettifili.  La parte difficile è quella mentale, perché non puoi mollare un attimo la concentrazione . Fai conto che una 24 Ore di Le Mans è lunga come 6 campionati di Formula E...."

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Serie Le Mans
Evento 24 Ore di Le Mans
Sotto-evento Giovedì
Location Circuit de la Sarthe
Autore Guido Schittone
Tipo di articolo Intervista