Bamber: "Non importa cosa guido. Voglio solo rivincere a Le Mans"

Earl Bamber dopo il trionfo dell'anno scorso con la 919 Hybrid spera nel bis, anche se di categoria, nell'edizione di quest'anno. E ammette di divertirsi molto nella sua esperienza americana.

Un anno fa, assieme a Nick Tandy e a Nico Hulkenberg, era stato il grande protagonista e vincitore della 24 Ore di Le Mans con la Porsche 919 Hybrid. Nel 2016 Earl Bamber si ritroverà ai nastri di partenza della classica più importante al mondo a lottare con la Porsche 991RSR ufficiale schierata dal team Manthey contro Ford, Ferrari, Corvette e Aston Martin per una difficile supremazia tra le GTE PRO. Una sensazione strana per chi, come il neozelandese, sperava di potere essere ancora nelle prime file a giocarsi la vittoria assoluta.

"È una sensazione strana che sto vivendo come se fossi un debuttante. Sono partito di fatto da zero nel mondo delle GTE-ndr Bamber aveva vinto la Carrera Supercup del 2014 per poi essere inserito nel programma 919 Hybrid- dove siamo in quattordici a lottare per il primo posto. Speravo di potere migliorare il tempo della prima qualifica. Un 3'54" o un 3'53"5 erano alla nostra portata  poi la pioggia ha deciso diversamente. Prevedo un'edizione molto difficile e dura con continui mutamenti del tempo e questo potrebbe dare alla Porsche una chance in più di ben figurare".

Quanto è difficile per un professionista tornare indietro quando sembrava che un'affermazione così importante potesse spalancargli definitivamente le porte di una carriera al massimo livello?
"Non è così umiliante come si potrebbe credere. Dal punto di vista squisitamente tecnico ci sono delle difficoltà perchè l'approccio è molto differente tra una LMP1 e una GTE. Hai da resettare molte cose, capire che sei tu quest'anno che dovrai stare attento alle bandiere blu dei doppiaggi e ottimizzare vettura e strategia in funzione di una categoria diversa da quella da cui provieni. Ma alla fine si tratta sempre di mettere in pratica ciò che so fare: pilotare nel modo più veloce possibile, perché Le Mans, al contrario di ciò che si dice, impone ad ognuno di noi il massimo della prestazione. Ogni secondo di ritardo lo si paga e non c'è modo di recuperarlo. Devo solo ricordarmi di guardare di più negli specchietti. Questa è davvero la più grande differenza rispetto all'anno passato. Poi per quanto riguarda il resto della domanda dico che sono un pilota professionista e ho gli stessi obiettivi. Sono un ufficiale e devo svolgere il compito che mi è stato assegnato".

L'Imsa sta diventando un'esperienza entusiasmante

Stai gareggiando nel Weather Tech Imsa. Quali differenze trovi tra quel campionato e il livello delle GTE PRO nel WEC?
"Il fatto che ci siano poche vetture GT nel WEC non è un problema che mi riguarda. Dico che negli Usa in ogni gara c'è una competizione durissima e molto bella. Là sono presenti tutti i costruttori di GT: noi della Porsche, la BMW, la Ferrari, la Ford, le Corvette. Cinque costruttori, quattro vetture ufficiali, regole precise ed eque. Le corse endurance si sono trasformate in gare sprint, tutti spingiamo al massimo e nessuno può immaginare il vincitore fino agli ultimi giri. Sono molto soddisfatto dell'esperienza americana. Come pilota provo entusiasmo a correre negli Usa. Sei sempre in lotta con qualcuno, spingi dal primo all'ultimo giro e cerchi ogni pertugio e provi ogni manovra per sopravanzare chi ti sta davanti. Quest'anno con tre podi sono al secondo posto del campionato. È motorsport allo stato puro. Se vuoi lottare e spingere devi andare negli Usa".

Ti sei stupito delle prestazioni dei vostri avversari nelle qualifiche?
"Si. Nel prologo eravamo andati molto bene poi nelle qualifiche ci siamo presi più di 3" di distacco. Ripeto potevamo andare più forte e nelle qualifiche di mercoledi avevamo ottimizzato la vettura per migliorarci il giovedi. Comunque sarà una corsa molto interessante e non partiremo battuti. La Porsche se la giocherà anche tra le GTE"

Hai già provato la nuova GTE della Porsche che dall'anno prossimo verrà schierata nel WEC?
"Non ancora. Lo farò qualche settimana dopo Le Mans. Prima ero impegnato nelle corse del Weather Tech".

Tutti dobbiamo imparare da Tom Kristensen

Il tuo obiettivo è tornare subito in LMP1?
"È di vincere ancora la 24 Ore di Le Mans con ogni vettura. Che sia LMP1, LMP2, GTE o altro non importa. Perché questa è davvero la corsa più difficile al mondo. Puoi disporre della vettura migliore in assoluto, di quella più veloce e ugualmente non vincere. O guidarne una lenta e trionfare. Ci sono troppe variabili impazzite nell'arco di un giorno di gara per potere dare delle certezze. Prendo sempre come esempio la carriera di Tom Kristensen che secondo me dovrebbe insegnare parecchio a tutti i piloti"

"Le Mans è differente da tutto il resto. Facciamo un confronto con la 24 Ore di Daytona: là mettiamo riesci a rientrare dai distacchi tirando allo spasimo nelle ultime ore. Qui no, è per quello che dicevo che ogni secondo perso può compromettere la corsa. Se per esempio sei a 10" di distanza dal tuo rivale diretto ed esce la safety car che si mette di fronte alla tua vettura perdi in un sol colpo altri 45" che poi non potrai più recuperare. È la specificità di Le Mans: dalla luce verde in poi devi essere nelle posizioni di comando. Quindi tirare al massimo e elaborare strategie differenti per ogni evento che accade. Non è semplice. Ho la fortuna di lavorare in un team che è perfetto. Persone diverse da quelle che gestivano la 919 Hybrid dell'anno scorso ma con la stessa identica passione e competenza".

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A proposito di questo articolo
Campionati Le Mans
Evento 24 Ore di Le Mans
Circuito Le Mans
Piloti Earl Bamber
Team Porsche Team
Articolo di tipo Intervista