Bonanomi: "Non è facile accettare come è andata"

Il pilota dell'Audi è stato vittima incolpevole di un incidente, ma poteva dire la sua per le posizioni che contano

Bonanomi: "Non è facile accettare come è andata"
Bonanomi:
Dal sogno all'incubo: potrebbe essere questo il riassunto della 24 Ore di Le Mans di Marco Bonanomi. Il pilota italiano dell'Audi è partito di gran carriera, arrivando anche ad occupare la seconda posizione nei minuti successivi alla conclusione della prima ora di gara, al termine di un bellissimo duello con la R18 e-tron quattro gemella di Andre Lotterer. La possibilità di continuare a battagliare per il podio però è andata in fumo poco più tardi e per Marco è stato un boccone davvero amaro da ingoiare, visto che quello che è accaduto lo ha visto assolutamente incolpevole. La pioggia ha iniziato a cadere copiosa sul tracciato francese ed una vettura di classe LMP2 è finita contro le barriere alla prima chicane del Mulsanne Straight, imponendo alla direzione gara di mandare in pista la safety car: Marco ha rallentato, come imposto dal regolamento, ma dietro di lui sono arrivate ad alta velocità la Toyota di Nicolas Lapierre e la Ferrari di Sam Bird, dando vita ad uno schianto nel quale purtroppo il retrotreno della sua vettura è andato completamente distrutto, senza lasciargli alcuna speranza di ripartire. Ecco il suo racconto dell'incidente: "Non è facile accettare di finire in questo modo una gara come la 24 ore di Le Mans. Eravamo ancora all'inizio, e per di più con la pioggia che improvvisamente era iniziata a cadere abbondante. Eravamo in pieno rettilineo quando ho visto delle vetture più lente, ed ho abbassato la velocità anche perché la visibilità non era buona. Ho sentito un primo colpo nella parte posteriore della mia vettura, ed era Lapierre, finito in testacoda. Sono riuscito a riprendere il controllo della monoposto quando è arrivato Bird che mi ha colpito con grande violenza". Come detto, i danni erano troppo pesanti: "Nell'urto ha strappato una sospensione della mia vettura, ma soprattutto si è danneggiato il motore, che ha subito perso olio. Ho provato a riaccendere la vettura, ma non c’è stato nulla da fare. Non capisco davvero dove volesse andare Bird a quella velocità in quel momenti di gara". Se a questo si aggiunge che le Toyota in gara sembravano meno inarrivabili che in qualifica, ecco che i rimpianti aumentano: "Dopo il via mi sono accorto subito che le Toyota avevano ridotto il passo, perché anche loro devono fare i conti con il consumo. Sono risalito fino alla terza posizione, poi ho battagliato con Lotterer per la seconda. Andava tutto per il meglio, credo davvero che senza inconvenienti ci fosse la possibilità di dire la nostra per la vittoria. Non sarà facile da dimenticare quanto accaduto oggi, ma ormai non posso far nulla per cambiare le cose".
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