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Intervista

Rosin esclusivo: "L'Indycar sarà un'alternativa valida alla F1"

La squadra italiana sbarca negli Stati Uniti per partecipare alla serie americana di punta. René Rosin, CEO del gruppo Prema, ritiene l'Indycar lo sbocco ideale per i piloti che, completato il percorso fino alla F2, cercano uno sbocco al professionismo che non sia la F1. Il team tricolore ha ambizioni di giocare un ruolo da protagonisti.

Rene Rosin, PREMA Racing

L’ingresso in Indycar nel 2025, ufficializzato questa settimana, permette alla Prema di completare un progetto partito da lontano: offrire ai propri piloti un percorso che parte dal karting e sfocia nel professionismo.

Nel tempo i grandi ambasciatori della Prema sono sempre stati gli ‘ex’, ovvero piloti che dopo aver concluso con la squadra italiana il loro percorso nelle formule propedeutiche, chiedevano a gran voce un programma che permettesse loro di continuare a correre restando all’interno del team.
“Ci hanno sempre spronato a fare qualcosa in più - ha ricordato il CEO del gruppo Prema, René Rosin – ed ora potremo offrire questa possibilità”.

Il programma sta prendendo forma in una sede non lontana dal circuito di Indianapolis, è arrivato l’accordo con Chevrolet per la fornitura dei motori, così come l’assunzione nel ruolo di CEO di Prema Racing Indycar di Piers Phillips, al timone per quattro stagioni del team Rahal Letterman Racing.

Piers Phillips, Rene Rosin, PREMA Racing, e Jay Frye

Piers Phillips, Rene Rosin, PREMA Racing, e Jay Frye

Foto di: James Black

Rosin farà la spola tra i programmi europei e la nuova sfida statunitense, e in occasione della presentazione della squadra, avvenuta nel circuito di Indianapolis insieme al responsabile Indycar, Jay Frye, ha spiegato come e perché Prema ha deciso di varcare l’oceano a quarant’anni dalla fondazione della squadra.

Cosa vi ha convinto a fare questo passo?
“Avere la possibilità di competere negli Stati Uniti, nel campionato più importante, è qualcosa di cui siamo davvero orgogliosi. Cerchiamo sempre di trovare nuove sfide, nuove possibilità di crescita, non solo da offrire ai nostri piloti ma anche a meccanici ed ingegneri. Avere l'opportunità di crescere all'interno della nostra struttura è un aspetto che ci ha sempre contraddistinti”.

Tra i piloti presenti oggi in Indycar ci sono diversi ex-Prema, Ericsson, Rosenqvist e Ilott. Hai parlato con qualcuno di loro prima del varo del programma?
“Abbiamo iniziato a parlare con Indycar negli ultimi sei, sette mesi, ma l’idea di espandersi negli Stati Uniti è iniziata a girarci in testa due o tre anni fa. Siamo in ottimi contatti con tutti i piloti che hai menzionato, e confermo che più volte ci hanno detto: ‘perché non venite qui in Indycar?’. E alla fine eccoci qui”.

Ci sono delle indiscrezioni secondo le quali stareste puntando ad un pilota d’esperienza da affiancare ad un giovane. È realmente così?
“La prospettiva di affiancare un pilota con un buon bagaglio d’esperienza ad un debuttante è sicuramente la più allettante. Nella filosofia di Prema c’è sempre stato il desiderio di guidare giovani di qualità all’esordio in nuovi campionati, questo aspetto non ci spaventa, non riteniamo una follia iniziare la nostra avventura con due debuttanti. Stiamo valutando tutte le opportunità, dopo aver ufficializzato il nostro ingresso nella categoria la maggior parte del nostro tempo sarà dedicata a strutturare la squadra nel miglior modo possibile. Posso dire che ci saranno delle novità tra non molto”.

Piers Phillips e Rene Rosin, PREMA Racing

Piers Phillips e Rene Rosin, PREMA Racing

Foto di: James Black

Cosa vi ha convinto a voler iniziare questo progetto proprio adesso?
“Volevamo uscire dall'Europa, siamo stati presenti in ogni categoria nel panorama delle serie per monoposto ad esclusione della Formula 1, oggi abbiamo programmi che vanno dal karting alla Formula 2. Poi abbiamo una partnership tecnica nel Campionato Mondiale Endurance, ma stavamo comunque cercando qualcosa di nuovo per ampliare i confini del nostro gruppo. Perché nel '25? Quando Prema in passato ha deciso di cimentarsi in un nuovo campionato non lo ha mai fatto per essere un numero, l’obiettivo è sempre stato quello di essere protagonisti. Questo comporta il dover essere pronti prima di fare un passo, e il 2025 per noi è il momento giusto in termini di struttura e risorse per avviare una nuova avventura qui negli Stati Uniti”.

Quanto sarà difficile la stagione d’esordio in uno scenario del tutto nuovo?
“È una grande sfida, siamo ai massimi livelli del motorsport mondiale. Ci saranno momenti difficili in termini di organizzazione, pianificazione e ingegneria, ma sono convinto che con la giusta dose di pazienza e determinazione possiamo farcela. Il 2025 sarà un anno di apprendimento, ne siamo consapevoli, dovremo affrontare circuiti permanenti, cittadini e ovali, ma allo stesso tempo non vediamo l’ora di fondere la mentalità europea con quella statunitense e provare a portare qualche novità nel contesto in cui ci accingiamo ad entrare”.

Il programma Indycar è pensato anche come una chance da offrire ai giovani piloti che fanno già parte di Prema?
“È indubbiamente un’importante opportunità che potremo offrire ai nostri piloti. In Formula 1 i posti sono piuttosto limitati, e per un giovane valido che ha concluso il percorso in Formula 2 avere la possibilità di esplorare il mondo Indycar rappresenta un’alternativa importante e di grande qualità. È qualcosa che potremo offrire ai nostri piloti per continuare il loro percorso dalle categorie propedeutiche al professionismo”.

Andrea Kimi Antonelli, Prema Racing

Andrea Kimi Antonelli, Prema Racing

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Negli ultimi due anni ci sono state squadre Indycar che hanno creato tra loro delle partnership con vantaggi reciprochi. È un aspetto che state considerando e che credete possa essere utile per la vostra crescita nella serie?
“Siamo aperti a tutto, sicuramente sarà uno di quegli aspetti che valuteremo. Vogliamo valorizzare la nostra squadra nel miglior modo possibile e non ci sono preclusioni, anzi, saranno analizzate tutte le possibilità e valuteremo le migliori opzioni”.

In un futuro a medio termine valuterete anche la possibilità di un programma nella IndyNXT?
“Dobbiamo tenere gli occhi aperti e vedere cosa richiederà il mercato. Ma al momento abbiamo abbastanza sul tavolo, il primo passo è avviare e dare stabilità al programma Indycar, poi saremo nelle condizioni di poter valutare altri programmi”.

Il tuo ruolo nell’ambito del progetto Indycar prevede la presenza in pista o resterai maggiormente focalizzato sul fronte europeo?
“Ovviamente dobbiamo continuare a competere e vincere sul versante europeo. Il mio ruolo si evolverà in modo da tenere maggiormente sotto controllo entrambi i fronti, quello europeo e quello statunitense. Nel nostro gruppo abbiamo un responsabile per ogni programma, una persona di riferimento che si occupa della gestione quotidiana, un modello che avremo anche in Indycar. Sarò presente negli appuntamenti più importanti, ma l’obiettivo del mio ruolo è far sì che i programmi Prema abbiano a disposizione tutto ciò che serve per ben figurare”.

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