Indycar: la Ferrari solo come motorista è poco realistica

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Indycar: la Ferrari solo come motorista è poco realistica
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Mark Miles, CEO di Penske Entertainment Corp, è disposto ad aspettare l'ingresso della Ferrari nelle gare in monoposto americane, ma il Cavallino guarda al futuro con maggiore attenzione rivolta alll'Hypercar nel WEC.

La Ferrari a Indy500? È una voglia o poco più. Con un alto valore politico per far capire alla FIA che esistono anche campionati diversi da quelli a gestione parigina. Ma il gioco non vale la candela.

Mattia Binotto in un’intervista al The Guardian, il team principal del Cavallino aveva parlato per la prima volta di una Ferrari che guardava oltre la Formula 1…

“La Ferrari sente molto la responsabilità sociale verso i propri dipendenti e vogliamo essere certi che per ognuno di loro ci sarà spazio anche in futuro. Per questo motivo abbiamo iniziato a valutare dei programmi alternativi e confermo che stiamo guardando l’Indycar, che al momento è una categoria molto diversa dalla nostra ma con un cambio di regolamento in programma nel 2022. Osserviamo anche il mondo Endurance ed altre serie: cercheremo di fare la scelta migliore”.

Paletti da Penske

Gli americani della Indycar, dopo aver steso i tappeti… rossi alla Scuderia, hanno cominciato a fare dei distinguo di non poco conto. Mark Miles, CEO di Penske Entertainment Corp la società che gestisce la serie americana, ha messo dei paletti importanti.

Negli States aspettano la Ferrari come motorista, ma non hanno alcuna intenzione di rompere la mono gestione dei telai affidata a Dallara, sebbene nelle chiacchiere iniziali si era parlato anche di questo e di altro.

Roger Penske farebbe carte false per avere i motori della Ferrari da aggiungere all’offerta di Honda e Chevrolet e, probabilmente, sarebbe il primo a voler motorizzare le monoposto della sua squadra con le unità ibride di Maranello che dovrebbero entrare in vigore a partire dal 2022.

In GeS al vaglio i progetti

Nel Reparto Corse per ora sono fermi alle fattibilità dei singoli progetti, mentre le pressioni americane crescono, ma a Maranello l’idea di andare a Indianapolis solo con un motore non entusiasma, anche perché il riciclo di personale dalla F1, per effetto delle nuove regole e del budget cap di 145 milioni di dollari, non potrà mai coprire gli esuberi che supererebbero le 300 persone.

Una parte sarà dirottata al prodotto (la strategia di Louis Camilleri è di implementare i modelli e i numeri) e una parte potrà essere ricollocata al di fuori della GeS per trovare casa nel progetto Indy o in quello destinato al Mondiale Endurance.

Il protezionismo tipico americano non semplificherà la cose, per cui sembra più razionale l’idea di tornare a Le Mans per vincere la classifica assoluta della 24 Ore, cercando di ripetere anche l’abbinata alla 24 Ore di Daytona, vista la convergenza di norme fra ACO, FIA e IMSA.

Hypercar o LMDh?

La Ferrari sta sfogliando la margherita per capire se sarà più giusto puntare sull’Hypercar o sul Prototipo LMDh. La prima soluzione rivelerebbe un legame molto stretto con l’erede della SF90 Stradale, vale a dire la futura macchina estrema del Cavallino che potrebbe derivare direttamente dal modello che andrà ad attaccare il WEC e l’IMSA, più che dalla Formula 1.

Gli scenari appetibili sono diversi, bisognerà vedere quale filone andrà a concretizzarsi, tenuto conto che partire oggi per il 2022 è già molto tardi, da una parte come dall’altra. E una eventuale bocciatura del board del Cavallino avrebbe degli effetti che si riverbereranno per anni nella categoria esclusa…

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Serie IndyCar
Team Ferrari
Autore Franco Nugnes