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Il retroscena di Miles: Alonso ha "rubato" la macchina a Wilson

La monoposto della Andretti Autosport con cui lo spagnolo correrà la 500 Miglia di Indianapolis era destinata a Stefan, fratello minore dello sfortunato Justin ed è stato proprio il boss della serie a trovare l'accordo.

Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda nella sua monoposto
La monoposto di Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda, controlla la vettura con Gil de Ferran
Giampaolo Dallara, Mark Miles, Oriol Servia
Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
La monoposto di Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
La monoposto di Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
La monoposto di Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
Stefan Wilson, KV Racing Technology Chevrolet
La monoposto di Fernando Alonso, Andretti Autosport Honda
Stefan Wilson, KV Racing Technology Chevrolet

L’American Dream di Fernando Alonso ha costruito in pochi giorni un ponte che attraversa l’oceano Atlantico. Non è stato solo il pilota spagnolo a percorrerlo già un paio di volte decidendo di assistere alla gara Indycar che si è tenuta la settimana prima del Gran Premio di Russia in Alabama. Un po’ a sorpresa, anche gli stessi uomini chiave dell’Indycar hanno deciso che il momento era quello giusto per un tour Europeo mirato a presentare ai media continentali la sfida di Fernando Alonso, la 500 Miglia di Indianapolis ed anche l’Indycar nel suo insieme.

La prima tappa è stata a Milano, dove il microfono è stato condiviso dall’Ingegner Giampaolo Dallara, dal pilota Oriol Servià e dal boss della serie Mark Miles, numero uno della Hulman & Company, gruppo composto da varie entità di aziende tra cui l’Indycar e l’Indianapolis Motor Speedway. “Abbiamo visto la grande eco che ha avuto in Europa la decisione di Fernando Alonso e della McLaren – ha confermato Miles – quindi abbiamo deciso di cogliere questa opportunità per presentare l’edizione 101 della 500 Miglia. Per troppo tempo siamo stati concentrati solo sul mercato statunitense, e questa occasione non andava sprecata”.

“Ho passato un weekend con Fernando in Alabama – ha raccontato Miles - e l’impressione che ho avuto è stata molto positiva. La prima cosa che mi ha colpito è che l’ho visto rilassato e divertito. C’è una certa differenza tra noi e la Formula 1. Siamo più accessibili, più vicini al pubblico, e gli stessi piloti sono meno stressati. Ma al di là dell’atteggiamento informale e rilassato, Fernando ha mostrato una grandissima attenzione quando abbiamo avuto i primi colloqui con la squadra. Dopo il weekend di gara in Alabama è partito per Indianapolis, dove ha provato la posizione di guida della monoposto nella sede del team Andretti. Poi ha fatto rotta su Sochi per il Gran Premio di Russia, e terminata la gara è tornato ad Indianapolis, dove oggi ha iniziato le prime prove in pista”.

“Il programma che seguirà Fernando è quello solito per i rookie – ha confermato Miles - con serie di dieci giri a velocità progressivamente maggiore. Poi tornerà in Spagna per la gara di Formula 1, e poi tornerà ad Indianapolis per il programma che porterà alla 500 Miglia. Mi ha colpito molto l’attenzione che Fernando presta a tutto, compresi i dettagli, ha le idee ben chiare su cosa gli serve capire. Correndo con il team di Michael Andretti, squadra che ha una grande esperienza in questa gara, sarà guidato al meglio. Non sarà semplice, ma ci sono dei precedenti molto favorevoli al team, come la vittoria del rookie Rossi lo scorso anno. La storia ha visto sessanta piloti correre in Formula 1 e nella 500 Miglia di Indianapolis, di cui due sono stati in grado di vincere prima la gara su ovale e poi il titolo di campione del Mondo di Formula 1, Mario Andretti e Jacques Villeneuve. C’è anche chi ha seguito il percorso inverso, vincendo prima in Formula 1 e poi ad Indianapolis, come Graham Hill ed Emerson Fittipaldi, e Fernando punta ad essere in questo gruppo”.

Un’idea che ha preso forma per caso, quella di Alonso ad Indy, e Miles ha raccontato i retroscena: “Ho sempre avuto un buon rapporto con Zak Brown, e un paio di mesi fa mi aveva rivelato il desiderio di Fernando di vincere la triple-crown. Ho pensato che fosse poco più di una battuta, ed invece tre settimane dopo quella conversazione Zak mi ha chiamato informandomi che Fernando diceva sul serio, ed è stato subito prima del weekend di Shanghai. Ma a quel punto per me sono iniziati dei grattacapi non da poco, visto che Zak mi ha detto: ‘adesso cerca il team, che sia motorizzato Honda e che sia vincente’. Ho fatto un primo giro di chiamate e le possibilità erano zero! Poi ho parlato con Stefan Wilson, iscritto alla gara con il team Andretti, e mi ha detto che avrebbe rimandato al 2018 il suo appuntamento con la 500 Miglia. Abbiamo messo d’accordo il team, la McLaren, gli sponsor, la Honda, ed in extremis siamo riusciti a fare l’annuncio!”.

Miles sta già toccando con mano l’effetto Alonso sulla 500 Miglia, ma ad Indianapolis non sono certo dei novellini nella gestione dell’evento. Lo scorso anno, in occasione del centenario, Miles ha raccontato di alcune difficoltà che sono il sogno di tutti gli organizzatori di eventi sportivi. “Dodici mesi fa abbiamo dovuto interrompere la vendita dei biglietti – ha confermato – perché oltre una certa cifra non eravamo certi di poter garantire i nostri standard di sicurezza. Abbiamo avuto 350.000 presenze il giorno della gara, con l’impressionante cifra di 550.000 spettatori nell’arco dell’evento. Abbiamo avuto richieste da 147 paesi per trasmettere le immagini della corsa”. Non ci sono problemi, insomma, ben venga l’invasione di tifosi di “Nando”, a Indianapolis è tutto pronto.

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