I piani per la IndyCar del 2021 saranno svelati nel 2018

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I piani per la IndyCar del 2021 saranno svelati nel 2018
Di: Tom Errington
Co-autore: David Malsher
Tradotto da: Marco Di Marco
24 dic 2017, 09:06

La nuova vettura che prenderà parte alla serie americana potrebbe fare il proprio esordio nel 2021, ma gli organizzatori puntano alla stabilità e stanno pensando di rimandare al 2022 la nuova monoposto firmata Dallara.

Scott Dixon, Chip Ganassi Racing Honda
James Hinchcliffe, Schmidt Peterson Motorsports Honda
Simon Pagenaud, Team Penske Chevrolet
Simon Pagenaud, Team Penske Chevrolet
Spencer Pigot, Ed Carpenter Racing Chevrolet
Scott Dixon, Chip Ganassi Racing Honda
Chevrolet IndyCar 2018
Chevrolet IndyCar 2018
Honda IndyCar 2018
Honda IndyCar 2018

L'attuale telaio IndyCar IR12, rinominato DW12 in onore al due volte vincitore della 500 miglia di Indianapolis Dan Wheldon, ha calcato le piste per la prima volta nel 2012. Nonostante abbia ricevuto numerosi aggiornamenti nel corso degli anni, inclusi dei pannelli antri intrusione nella zona dell'abitacolo, e sia pronto ad entrare nella terza generazione di bodywork, il suo design rimarrà praticamente invariato per 9 anni sino al 2020.

Sia la IndyCar che la Dallara sono tuttavia propense ad allungare la vita del telaio IR12 di una ulteriore stagione e la vettura totalmente nuova, quindi, potrebbe così non arrivare prima del 2022.

Jay Frye, presidente delle competizioni e delle operazioni per la IndyCar, ha dichiarato a Motorsport.com che la decisione in merito potrebbe essere presa già in questa stagione.

"La vettura attuale rimarrà la stessa sino al 2020, mentre a maggio inizieremo a discutere delle nuova vettura che esordirà nel 2021 o nel 2022. Quando avremo chiara la situazione che si andrà a delineare per il 2021 poi potremo andare avanti".

Andrea Toso, responsabile R&D Dallara per i programmi americani ha affermato come si parlerà della futura generazione di vetture solo quando si avrà la certezza di aver raggiunto gli obiettivi preposti con il nuovo aerokit.

"Credo che inizieremo a pensare ad una nuova vettura dopo Indy 2018. Prima vogliamo verificare la bontà del nuovo pacchetto sui vari tracciati e solo quando saremo soddisfatti dei risultati potremo parlare della vettura del futuro".

Toso ha anche affermato come l'arrivo di nuovi team ed il conseguente aumento di domanda relativo ai telai potrà consentire di mantenere i costi per la nuova auto a livelli accettabili.

"L'obiettivo è quello di migliorare la IndyCar ed avere più auto in griglia e questo sarà possibile grazie all'ingresso di nuovi team come Juncos, Harding e Carlin. Quando si introduce una nuova vettura c'è sempre un grande investimento di denaro e bisogna affrontare un periodo difficile. Adesso è il tempo della stabilità. Dobbiamo aumentare il numero delle vetture e vedere dove saremo tra tre anni".

Frye ha poi evidenziato come l'obiettivo della serie resti sempre quello di attrarre un terzo costruttore che possa affiancarsi ad Honda e Chevrolet.

"Il nostro obiettivo principale è quello di avere un terzo fornitore di motori. Possiamo andare dai costruttori con il nostro piano pluriennale e spiegare tutti i dettagli, credo sarebbe qualcosa di apprezzato".

"Credo inoltre che eliminare il precedente aerokit sia stata una scelta azzeccata. Adesso abbiamo fatto un passo avanti con il nuovo bodywork ed i costruttori sono curiosi di vedere cosa siamo stati in grado di realizzare. Sono rimasto sorpreso della attenzione riservata alla nostra categoria. Questo non significa che nell'immediato avremo un nuovo costruttore, ma ce ne sono un paio che sono fortemente interessati". 

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