Ericsson: "A Sebring sono andato subito forte. Con le IndyCar il pilota fa ancora la differenza!"

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David Malsher
Di: David Malsher
05 dic 2018, 10:09

L'ex pilota del team Alfa Romeo Sauber ha svolto il suo primo test al volante di una monoposto di IndyCar a Sebring, compiendo più di 100 giri.

Marcus Ericsson ha voltato pagina. Chiusa la sua parentesi in Formula 1 dopo essere stato protagonista di una buona stagione al volante dell'Alfa Romeo Sauber C37, il pilota svedese ha svolto il suo primo test al volante di una monoposto IndyCar, quella del team Schmidt-Peterson, per iniziare a prendere confidenza con il mezzo, con la squadra e con la categoria in cui correrà nel 2019.

Ericsson ha compiuto oltre 100 giri sul tracciato di Sebring al volante di una Dallara motorizzata Honda del team Schmidt-Peterson, e dopo pochi giri ha stupito tutti. Non solo per la professionalità, ma anche per i suoi crono, che sono stati decisamente al di sopra delle aspettative.

Al termine del test, Marcus ha parlato del suo esordio in IndyCar a Motorsport.com, indicando con grande chiarezza dove e come si è già sentito a proprio agio sulla Dallara e dove, invece, dovrà cercare di migliorare per arrivare pronto alla sua prima stagione nella serie americana a ruote scoperte.

Taylor Kiel, manager del team Schmidt Peterson, ha detto a Motorsport.com di essere stato impressionato dal tuo primo test con il team. Tu invece sei soddisfatto?
"Sì, sono molto contento. E' stata una grande prima giornata, è stata davvero positiva. Ogni cosa è andata secondo i piani. Sono riuscito a trovare il ritmo e sono andato un po' più forte di quanto mi aspettassi inizialmente, devo dire. Per questo devo dare credito al team, mi hanno aiutato a prepararmi dandomi tutte le informazioni necessarie. Dunque dopo un paio di giri ho iniziato a spingere e a dare feedback, iniziando a provare anche cose differenti per quanto riguarda l'assetto. Sono stato in F1 per 5 anni, per questo mi aspettavo di metterci di più a prendere confidenza, onestamente. Perché c'è molta differenza tra le monoposto delle due categorie".

Pensi di dover lavorare sul set up per rendere la monoposto più vicina alle tue esigenze o di dover modificare il tuo stile di guida per adattarti meglio alla monoposto?
"Penso sia un mix tra questi due aspetti. Sono un pilota e devo avere la mente aperta, devo imparare cosa vuole la monoposto per essere sfruttata al meglio. Ma penso anche che il mio stile di guida preferito possa adattarsi bene alle caratteristiche della Dallara di IndyCar".

"Abbiamo iniziato a modificare l'assetto della monoposto dal terzo run e le cose sono andate meglio. Però devo dire che il team aveva già trovato un ottimo assetto per far girare forte la monoposto a Sebring. Al termine della giornata sono tornato indietro, all'assetto base della monoposto e mi sono sentito molto più a mio agio. Questo è un buon segno. Evidentemente il mio stile di guida è abbastanza simile a quello di James Hinchcliffe e Robert Wickens, che hanno guidato la monoposto nel 2018".

Passando da una monoposto con servosterzo a una senza hai avuto difficoltà a prendere confidenza con la precisione dello sterzo?
"E' un'area in cui mi sono trovato più in difficoltà, certamente. Posso fare certamente meglio. In F1 grazie al servosterzo e ad altre cose riesci a essere perfetto in ogni curva, mentre con le IndyCar no. Questa è una monoposto più dura da guidare e non puoi essere così preciso nella maniera in cui vorresti. Devi guidare attorno ai problemi di bilanciamento, perché devi accettare che la monoposto non sia perfetta in ogni singolo tipo di curva".

"Devo dire però di essermi adattato velocemente e so dove potrò migliorare. Con un tipo di monoposto del genere mi diverto di più, perché sento che il pilota ha più possibilità di fare la differenza e cercare di trovare una soluzione alla mancanza di bilanciamento. Con queste macchine devi 'lottare' di più rispetto a quanto avviene in F1 e devo dire che per un pilota è molto più soddisfacente".

Sebring è una pista su cui il grip aumenta in maniera considerevole con tante macchine in pista. Nel tuo test eravate in 4 a girare: sei riuscito ad avvertire questo cambiamento?
"Sì, assolutamente, infatti alla fine della giornata sono riuscito a spingere sempre più forte. Sebring è una pista speciale, un tracciato vecchia scuola che mi ha ricordato molti di quelli su cui ho corso in Formula BMW e in Formula 3".

Tra il motore Ferrari di F1 che hai usato nel 2018 e quello Honda che hai provato a Sebring ci sono 200-250 cavalli di differenza. Sei stato dispiaciuto per questo o il basso carico aerodinamico di queste IndyCar ti ha aiutato a non avvertire troppo la differenza?
"Mi sono divertito molto a guidare. Voglio dire, sicuramente senti la differenza di potenza tra i due motori. C'è meno potenza nel motore Honda rispetto al Ferrari di F1, ma con questo propulsore puoi lavorare molto di più sulla tua guida e per me è stata una bella sensazione, me la sono goduta".

Hai recentemente affermato di volere un contratto a lungo termine. Sei convinto di volere e poter correre per tanto tempo in IndyCar?
"Oggi ero super positivo e penso a quello che verrà, ossia devo fare bene in America. Non voglio chiudere nessuna porta, non voglio precludermi alcuna opportunità. Vedremo quello che verrà, ma se chiudo gli occhi mi vedo qui con un impegno a lungo termine. Ogni cosa con il team e la monoposto è andato davvero bene, è stato eccitante e ora ho una nuova sfida a cui guardare. Questo è il mio attuale obiettivo".

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Serie IndyCar
Piloti Marcus Ericsson
Team Schmidt Peterson Motorsports
Autore David Malsher