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Il dottor Costa ricorda Zanardi: "Nel 2001 17 interventi, 7 arresti cardiaci. Ma sconfisse la morte"

Claudio Costa, uno dei dottori che seguì Zanardi dopo il terribile incidente del Lausitzring nel 2001, ricorda Alex e lo celebra con una lettera condita con passione e amore, in un momento di dolore così intenso dopo la scomparsa del campione bolognese.

Il Dott. Claudio Costa e Alex Zanardi

Il Dott. Claudio Costa e Alex Zanardi

Foto di: Dott. Claudio Costa

"Alessandro Zanardi ha lasciato questo mondo terreno per andare a correre nelle praterie del cielo. Una notizia atroce, straziante come quella di Ayrton Senna lo stesso 1°maggio ma del 1994.

"Alessandro mi ricorda la poesia del grande poeta e filosofo Giacomo Leopardi 'La Ginestra': il fiore che spande profumo per odorate selve prima che la lava incandescente del Vesuvo distruttor la incenerisca".

Inizia così il ricordo struggente, ma colmo d'amore di Claudio Costa. Sì, il celebre dottore della Clinica Mobile che tanti piloti del Motomondiale ha rimesso in piedi in modi al limite del miracoloso. Ma anche una delle persone che sono state in grado di rimettere in piedi - è proprio il caso di dirlo - Alex Zanardi.

Il 59enne bolognese è spirato nella giornata di ieri, a 6 anni dal terribile incidente che lo ha visto sfortunato protagonista nei pressi di Pienza, in Toscana, nel 2020. Il dottor Costa ha voluto ricordare il campione, la persona, l'amico, con un post pubblicato sulla propria pagina di Instagram, raccontando inoltre i momenti più duri del percorso fatto assieme ad Alessandro proprio dopo il tremendo incidente nel triovale del Lausitzring. 

Di seguito vi riportiamo per intero l'intervento di Claudio Costa. Uno dei modi più belli per ricordare Alex Zanardi: vivo, lottatore e vincente. Anche nelle difficoltà e anche nelle sofferenze più atroci.

Il Dott. Claudio Costa e Alex Zanardi

Il Dott. Claudio Costa e Alex Zanardi

Foto di: Dott. Claudio Costa

"... Nel 2001, ha subito un terribile incidente che ha fatto rabbrividire tutto il mondo. Arrivò all'ospedale con meno di 1 litro di sangue, in condizioni cliniche gravissime per cui i libri di testo della Nasa non gli davano scampo ma dopo 17 interventi chirurgici e 7 arresti cardiaci Alessandro ha detto alla morte con cui stava giocando nella scacchiera della vita: "Questa volta ho vinto io" e la Nasa ha dovuto riscrivere i termini dei suoi libri". 

"Dalle macerie di Berlino, Alessandro si è risollevato per stupire tutto il mondo mettendosi in piedi davanti al pubblico del MotorShow di Bologna dopo soli 3 mesi dall'incidente meravigliando tutti i presenti.  E lo ha fatto con la sua solita ironia, con una battuta: "Per l'emozione mi tremano le gambe" lasciando esterefatti tutti gli astanti e Michael Schumacher anche lui premiato quel giorno con i Caschi d'Oro di Autosprint. In piedi sul palco sorridendo mentre tutti piangevano aveva dato scacco alla morte dimenticando la metà del corpo che gli era stata rubata in maniera diabolica a Berlino".

"In tempi brevissimi torna agli affetti familiari con la dolce moglie Daniela e il figlio Niccolò, sale sul kart e guida la moto, torna sulla neve per sciare e nel tanto amato mare per nuotare. Sorprendendo tutti torna alla corse dapprima completando la gara di Berlino che il terribile incidente aveva troncato in maniera atroce con tempi che gli avrebbero valso la prima fila e nel 2006 a Valencia entra nell'abitacolo della F1 segnando tempi sul giro simili a quelli del campionissimo Vettel. La sua abilità e il suo ingegno modificano la vettura Gran Turismo per poterla guidare e salire sui gradini del podio del mondiale".

"Spinto da un'inesauribile curiosità e dalla voglia del nuovo inizia la storia con l’handbike vincendo molti campionati del mondo e quando a Londra gli hanno messo al collo le medaglie d'oro delle Paralimpiadi ha gridato: "Sono un uomo felice" e giocando sulla scacchiera della vita ha dimenticato il nulla di fine partita. Oggi 1°maggio l'ineluttabile vincitor gliel'ha ricordato. In questi frangenti della vita dovrei dire che sono straziato dal dolore ma Alessandro che con la sua amicizia e sensibilità aveva ridisegnato i confini della mia anima non solo di medico ma di uomo mi aveva regalato gli strumenti per poterlo sopportare: il sogno che dalla tragedia nasce il bello".

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