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WEC | Keely Bosn: "Ecco il mio esercito Cadillac, per stare qui a lungo"

A Le Mans abbiamo incontrato la nuova responsabile di Cadillac Racing, che fra le varie esperienze ha anche vissuto quella della divisa. Tornata al motorsport, sta affrontando nuovamente la sfida con la stessa voglia di mettersi in competizione, confermando che l'impegno endurance è separato da quello del gruppo GM in F1.

Keely Bosn, Cadillac Racing

Keely Bosn, Cadillac Racing

Foto di: Francesco Corghi

La Cadillac Racing si è presentata a pieno regime alla 24h di Le Mans, con tutti i propri team presenti perché a Jota - che corre nel FIA World Endurance Championship - si sono aggiunte anche le due V-Series.R di Wayne Taylor Racing ed Action Express Racing.

Di conseguenza, non poteva mancare anche la dirigenza del marchio di General Motors e l'occasione di conoscere in prima persona Keely Bosn era imperdibile. Nonostante la giovane età, la manager ha già diverse esperienze importanti di lavoro in campi diversi e grazie al suo carisma è stata scelta per prendere il posto di Laura Wontrop-Klauser come capo del marchio impegnato con le LMDh in pista.

"E' sicuramente stato un grande cambiamento nella mia vita, sono tornata nel motorsport dopo tanti anni", ha detto la Bosn a Motorsport.com ed altri giornalisti quando ci siamo seduti sui divanetti nella hospitality di Cadillac al Circuit de la Sarthe, per parlare di questi primi mesi in seno alla squadra americana.

"La mia prima Le Mans fu nel 2008 con Corvette Racing ed oggi sono di nuovo qui per la terza volta, ora con Cadillac Racing, con tre team diversi, ma che hanno un approccio unico. Da sette mesi ho assunto il ruolo che era di Laura e devo dire che è una bella avventura, molto impegnativa".

Foto di: Cadillac Racing

Hai avuto esperienze di lavoro differenti in passato, come approcci questo nuovo ruolo in pista?
"Ho lavorato nell'Esercito, che naturalmente è un settore molto diverso rispetto al motorsport; però ci sono diversi legami, correlazioni ed incroci di competenze con lo sport, ed è sempre emozionante farne parte. Sono una persona molto competitiva, come poi lo sono molte di quelle che fanno parte del motorsport. Di fatto, si tratta di comandare un esercito, ma di altro tipo!"

Come siete riusciti a portare il team di Wayne Taylor assieme ad Action Express Racing?
"Sapevamo che avere quattro auto in pista non sarebbe stato semplice, ma Wayne era già stato a Le Mans e anche i piloti, ovvero i suoi figli Ricky e Jordan, e Filipe Albuquerque, quindi negli ultimi sei mesi abbiamo lavorato alacremente dal punto di vista dell'organizzazione per affrontare la sfida. Si aggiunge ad altre due squadre e sappiamo che ogni campionato ha le sue regole, ma il lavoro degli ultimi sei-sette mesi è stato improntato anche su questa sfida. Il podio ottenuto a Detroit in IMSA ci ha caricato molto, WTR e Action Express Racing hanno iniziato a lavorare a stretto contatto con Jota sulle vetture in modo da presentarsi pronti a questa battaglia. E poi abbiamo anche altri grandi piloti e credo molto nelle capacità del team Jota, dunque non manca nulla. E' solo questione di conoscere bene la vettura e sfruttarla al massimo".

Qual è l'aspetto più impegnativo che hai trovato in questo tuo nuovo ruolo?
"Ogni squadra rappresenta Cadillac Racing e loro lo sanno, ma sono anche team diversi e gestire le relazioni al meglio credo sia la chiave fondamentale, nonché la cosa più impegnativa. Ognuno ha la sua cultura e approccio, quindi bilanciare tutto mettendo insieme ogni cosa non è sicuramente facile".

#38 Cadillac Hertz Team Jota Cadillac V-SeriesR: Earl Bamber, Sebastien Bourdais, Jenson Button

#38 Cadillac Hertz Team Jota Cadillac V-SeriesR: Earl Bamber, Sebastien Bourdais, Jenson Button

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

E uno di questi, Jota, è nuovo della famiglia...
"Sì, ma anche Wayne Taylor è tornato con noi dopo anni, mentre AXR corre con le nostre vetture da 13-14 anni, per cui è quello che rappresenta la continuità, con delle basi ed esperienza davvero di altissimo livello, che unite alle altre competenze formano un bell'insieme".

Pensi che il prossimo anno ci possano essere più vetture in IMSA, magari con team clienti?
"Abbiamo già cinque vetture impegnate in giro per il mondo e per Cadillac è senz'altro un bel lavoro. Passare da tre a cinque non è stato ovviamente semplice, ma al momento non abbiamo avuto ancora richieste da team clienti".

Si parla molto del futuro con vetture ad idrogeno, vi può interessare?
"Certo, credo che GM sia sempre attenta sulla possibilità di prendere in considerazione le nuove tecnologie, come appunto l'idrogeno, tenendo conto anche dell'utilizzo sul prodotto di serie. I regolamenti sono in via di studio e definizione, vedremo cosa arriverà in futuro, ma siamo pronti a seguire le innovazioni".

#101 Cadillac WTR Cadillac V-Series.R: Ricky Taylor, Jordan Taylor, Filipe Albuquerque

#101 Cadillac WTR Cadillac V-Series.R: Ricky Taylor, Jordan Taylor, Filipe Albuquerque

Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo

Domanda difficile: come Laura prima di te, e Jessica Dane in Corvette, sei l'unica donna al comando di un Costruttore, cosa che non si vede spesso...
"Beh, in realtà questa è la squadra dove ho trovato più donne con cui lavorare nella mia vita! Se penso a quando ero nei militari o fra gli ingegneri... Ma è bello ed emozionante vederne così tante nel paddock, specialmente con ruoli di leadership. Credo anche che sia davvero importante fare in modo che le donne sviluppino competenze e capacità dirigenziali nel motorsport, così come quelle che vogliono fare i piloti".

In GM manca ancora la donna pilota, però...
"Sfortunatamente ancora non ne abbiamo una, ma mi piacerebbe averla e credo sia solo questione di tempo. Stiamo cercando di costruire qualcosa che possa attirare giovani talenti, indipendentemente dal sesso, ma sicuramente sarebbe fantastico avere un giorno una donna al volante".

Nell'Endurance ci sono tantissimi Costruttori presenti ed altri arriveranno; pensi che l'impegno in F1 possa mettere a rischio il vostro futuro?
"No, perché i programmi sono separati e il progetto F1 prosegue per conto suo. Sono due mondi differenti e il fatto che oggi siamo in pista tra WEC ed IMSA con cinque vetture dimostra che vogliamo restare qui a lungo".

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