Rigon alla 24 Ore di Daytona con la 488 del team Risi

Davide si prepara a Daytona per il Mondiale Endurance 2016. Correrà con la nuova 488 GTE

Rigon alla 24 Ore di Daytona con la 488 del team Risi
#62 Risi Competizione Ferrari F458: Pierre Kaffer, Davide Rigon, Giancarlo Fisichella, Olivier Beret
Pierre Kaffer, Davide Rigon, Giancarlo Fisichella, Olivier Beretta
#62 Risi Competizione Ferrari F458: Pierre Kaffer, Davide Rigon, Giancarlo Fisichella, Olivier Beret
#62 Risi Competizione Ferrari F458: Pierre Kaffer, Davide Rigon, Giancarlo Fisichella, Olivier Beret
#62 Risi Competizione Ferrari F458: Pierre Kaffer, Davide Rigon, Giancarlo Fisichella, Olivier Beret
#11 Kessel Racing Ferrari 458 Italia: Davide Rigon, Andrea Piccini, Michael Broniszewski

Con il rinnovo del contratto per le prossime due stagioni, Davide Rigon è pronto a portare al debutto la nuova Ferrari 488 GTE lungo i 5700 mt del Daytona International Speedway. 

In attesa della prima tappa del Campionato del Mondo Endurance FIA WEC, il cui calendario ha nella 24 Ore di Le Mans la punta di diamante insieme alle 6 Ore di Silverstone, Spa-Francorchamps, Nurburgring, Città del Messico, Austin, Fuji, Shanghai e Bahrain, la stagione sarà aperta da un’altra grande classica, ossia la 24 Ore di Daytona in programma dal 28 al 31 gennaio.

Un bel banco di prova per Davide e per la nuova arma di Maranello, che in Florida sarà affidata al team Risi Competizione e al poker d’assi Giancarlo Fisichella, Toni Vilander e Oliver Beretta, in coppia col driver veneto.

Sia la Ferrari che Michelotto Automobili hanno fatto un ottimo lavoro con la Ferrari 488 e non vedo l’ora di mettermi al volante. Daytona sarà un banco di prova molto interessante, essendo il primo contatto coi nostri avversari anche in vista del Mondiale WEC. Andiamo in Florida con obiettivi ambiziosi e per inaugurare la stagione al meglio. C’è grande attesa verso questa vettura e lavoreremo per svilupparla al meglio. Correre una 24 Ore è qualcosa di emozionante. La concentrazione deve essere sempre massima, avendo cura anche della macchina. Specialmente nella parte guidata il manto stradale presenta poco grip e ogni errore viene pagato pesantemente per la mancanza di vie di fuga. Le due paraboliche sono la caratteristiche principale, soprattutto per noi europei, ma ci si abitua velocemente”, commenta Davide Rigon.

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