Ferrari: è servito il Genio per andare a podio nel Cinema Daytona

Con una grande rimonta la 488 #62 centra il 2° posto in GTD PRO, mentre meno fortunate sono state la #21 e la #47. Ma correre una 24h come quelle dell'IMSA richiede non solo bravura tecnica, ma anche altre caratteristiche ben descritte in una nota pellicola...

Ferrari: è servito il Genio per andare a podio nel Cinema Daytona
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Che cos'è il genio? "E' fantasia, intuizione, colpo d'occhio, decisione e velocità d'esecuzione".

Per correre in IMSA ormai è chiaro: su ogni muretto serve un personaggio di 'Amici Miei' e la 60a edizione della 24h di Daytona ne è la conferma.

I regolamenti della serie statunitense per prototipi e GT sono costruiti a regola d'arte come tutta America comanda. Regola numero 1: privilegiare lo spettacolo.

E così è stato anche nel 2022 perché in Florida quella che è una gara Endurance si è tramutata in una Sprint della durata di un giorno intero.

Citando sempre il fantastico 'Amici Miei', qui ogni tanto viene da chiedersi se si ha a che fare con una competizione automobilistica regolamentata da norme precise, oppure da... 'Supercazzole'.

Senza voler mancare di rispetto a nessuno, ma sottolineando anzi la bravura di gestione delle situazioni controverse che si manifestano sui tracciati statunitensi degli eventi IMSA, pare veramente difficile capirci qualcosa sui valori in campo quando una classifica finale come quella di Daytona vede auto divise da manciate minime di secondi.

Al di là del fatto che, come detto sopra, si fa di tutto per spettacolarizzare la questione, è curioso notare come ogni minima sbavatura commessa in pista dai concorrenti scateni la trafila delle neutralizzazioni con Full Course Yellow a far procedere tutti lentamente e poi ingresso della Safety Car.

Aggiungiamo anche che si aprono le finestre dei pit-stop per ogni categoria e che le ripartenze avvengono distaccando ogni Classe, ciò determina inevitabilmente l'annullamento non solo dei distacchi, ma anche di ogni piccolo piano strategico che un ingegnere può aver pensato.

Ed ecco che ci vuole appunto quel 'Genio' di cui parlavamo in apertura, lucidità nel comprendere come adeguarsi a situazioni più o meno scomode che possono farti vincere o perdere quello per cui si è lavorato e speso tantissimo in termini economici e di impegno psicofisico.

Atmosfera

Atmosfera

Photo by: Richard Dole / Motorsport Images

Un 'bis' mancato per un soffio

In una lotta all'ultima staccata tra le Acura di Meyer Shank Racing e Wayne Taylor Racing per il successo assoluto e tra le DPi, tutto il mondo dell'endurance è rimasto a bocca aperta e ad occhi sbarrati per gli ultimi 10' che hanno visto le Porsche di KCMG e Pfaff Motorsport contendersi il primato della Classe GTD PRO.

Evviva lo sport, certo: ma alzi la mano il ferrarista che non avrebbe sperato nel... patatrack tra le due 911 per vedere la 488 di Alessandro Pier Guidi beffare tutti e andare a trionfare.

A Maranello hanno affidato i loro piloti alle sapienti mani e menti della Risi Competizione, che di corse endurance ed IMSA ne sanno parecchio. Se dopo la settimana del 'Roar Before the 24' c'era qualche grattacapo tra gli alfieri del Cavallino Rampante sul discorso prestazioni pure, è stato evidente che qualche cosa in tasca Pier Guidi e compagni se lo erano tenuti.

Partita dalle retrovie, la Ferrari #62 di GTD PRO ha pazientemente rimontato fino ad arrivare in zona podio a circa metà gara. Da lì non si è mai mossa, cercando sempre di puntare al vertice con ottimi tempi stampati dal piemontese, James Calado, Davide Rigon e Daniel Serra nei loro turni di guida.

#9 Pfaff Motorsports Porsche 911 GT3R: Matt Campbell, Mathieu Jaminet, Felipe Nasr, #62 Risi Competizione Ferrari 488 GT3: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Daniel Serra, Davide Rigon, #2 KCMG Porsche 911 GT3R: Laurens Vanthoor, Patrick Pilet, Dennis Olsen, Alexandre Imperatori

#9 Pfaff Motorsports Porsche 911 GT3R: Matt Campbell, Mathieu Jaminet, Felipe Nasr, #62 Risi Competizione Ferrari 488 GT3: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Daniel Serra, Davide Rigon, #2 KCMG Porsche 911 GT3R: Laurens Vanthoor, Patrick Pilet, Dennis Olsen, Alexandre Imperatori

Photo by: Brett Farmer / Motorsport Images

Il salto di qualità lo hanno notato tutti, anche i rivali in pista, con Raffaele Marciello che sui propri social ha subito evidenziato un miglioramento di quasi 2" nei crono da parte delle Rosse in appena 6 giorni.

Tattiche a parte, dato che tutti le applicano (più o meno bene...), le Porsche hanno comunque avuto qualcosina in più sulle Ferrari, che hanno dovuto ragionare e sperare in un colpo di fortuna per poter centrare il successo.

Il ragionamento ha portato alla scelta di Pier Guidi come pilota a dover portare l'auto al traguardo, con il sogno di ripetere un sorpasso come la perla della 24h di Spa 2021. Il colpo di fortuna è invece arrivato solo a metà.

La staccata alla chicane 'Bus Stop/Le Mans' tra le Porsche di Mathieu Jaminet e Laurens Vanthoor ha visto quest'ultimo agganciarsi alla vettura avversaria e girarsi nell'erba, mentre il francese ha controllato magistralmente la sbandata tirando dritto e andando a cogliere il meritato successo.

In quel momento Pier Guidi stava rimontando sfruttando la bagarre tra i due, ma non è riuscito a colmare il divario a sufficienza, complice anche un doveroso rallentamento per far passare alcuni prototipi che sopraggiungevano alle sue spalle negli ultimissimi giri.

Per questo il Campione del FIA WEC ha superato solamente Vanthoor, dovendosi accontentare di transitare per secondo sotto la bandiera a scacchi per appena 2"1. Che con quel pizzico di fortuna in più sarebbero potuti essere colmati, tranquillamente per un'impresa storica, ma a questo giro possiamo anche mettere da parte la frase del Drake Enzo Ferrari 'Il secondo è il primo dei perdenti' e lasciarla a Vanthoor & C., terzi.

#62 Risi Competizione Ferrari 488 GT3: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Daniel Serra, Davide Rigon

#62 Risi Competizione Ferrari 488 GT3: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Daniel Serra, Davide Rigon

Photo by: Jake Galstad / Motorsport Images

Il buono, il brutto, il cattivo

Rimanendo in citazioni cinematografiche, applichiamo i personaggi della pellicola di Sergio Leone alle tre Ferrari impegnate per concludere l'analisi maranelliana della Daytona 2022.

'La Buona' è ovviamente la #62 di Risi Competizione, condotta perfettamente da Pier Guidi/Calado/Rigon/Serra in una rimonta davvero avvincente e frutto anche della bravura nella gestione del mezzo e delle condizioni da parte di tutti i coinvolti, come detto in precedenza.

"E' bello finire con un secondo posto, anche se in una situazione strana alla fine, dopo che siamo riusciti a recuperare all'inizio e a lottare per il vertice con i migliori - dice Serra - Abbiamo fatto il possibile, come ritmo penso che fossimo un pelino indietro rispetto alle altre auto, ma abbiamo lavorato bene".

Calado aggiunge: "Il secondo posto è un po' un misto di emozioni perché la squadra ha lavorato alla grande, anche considerando come eravamo andati l'anno scorso. Però rimane il rammarico del finale, con un po' di fortuna potevamo vincere, ma va bene così".

#62 Risi Competizione Ferrari 488 GT3: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Daniel Serra, Davide Rigon

#62 Risi Competizione Ferrari 488 GT3: Alessandro Pier Guidi, James Calado, Daniel Serra, Davide Rigon

Photo by: Ferrari

'La Brutta' risulta la 488 #21 di AF Corse. Questa era impegnata in Classe GTD e stava praticamente imitando la sorellina PRO, quando è incappata in una svista tanto minima quanto deleteria per le sorti.

Salita al secondo posto e con la possibilità di insidiare la Porsche #16 della Wright Motorsports che poi ha festeggiato, l'auto affidata a Nicklas Nielsen/Toni Vilander/Simon Mann/Luis Perez-Companc è stata 'beccata' in un sorpasso con bandiere gialle esposte, proprio quando eravamo in prossimità della ripartenza dall'ultima Safety Car a 30' dal termine.

L'inevitabile Drive Through comminatole ha fatto crollare giù dal podio il quartetto, che pure era stato bravissimo a recuperare un giro di ritardo accumulato nella notte, quando una LMP3 ha dato una assurda ruotata a Mann per rientrare ai box, come se l'inglese non esistesse in pista in quel momento.

"Avremmo potuto vincere, o almeno essere sul podio, dunque è un gran peccato, ma a volte capitano queste cose. Sono comunque orgoglioso di tutto quello che abbiamo fatto e felice di poterci riprovare la prossima volta", commenta Nielsen.

#21 AF Corse Ferrari 488 GT3: Simon Mann, Luis Perez Companc, Nicklas Nielsen, Toni Vilander

#21 AF Corse Ferrari 488 GT3: Simon Mann, Luis Perez Companc, Nicklas Nielsen, Toni Vilander

Photo by: Brett Farmer / Motorsport Images

'La cattiva' infine tocca alla macchina di Cetilar Racing/AF Corse, unica a non riuscire a giocarsi nulla. Un vero peccato perché l'esordio del team di Roberto Lacorte tra le GT3 IMSA poteva andare decisamente meglio se non fosse stata per una lieve sbavatura commessa dal toscano.

Lieve quanto fatale perché il testacoda in curva 1 ha messo la 488 #47 nella traiettoria della Lexus #12 che la seguiva, senza che Frankie Montecalvo potesse fare nulla per evitare il contatto.

Pur provando a scartare Lacorte, il ragazzo della Vasser Sullivan Racing ha agganciato la posteriore sinistra della Ferrari rompendo tutto, dunque sono servite parecchie ore di lavoro agli uomini di Cetilar/AF per sistemare le cose.

A quel punto, Lacorte con Giorgio Sernagiotto, Antonio Fuoco ed Alessio Rovera erano ormai troppo attardati per sperare in qualcosa di positivo, che comunque possiamo trovare - non senza rammarichi - nei temponi stampati proprio da Rovera nella notte, quando con 1°C soltanto di temperatura è riuscito a girare in 1'45"1 e ad essere il più rapido dei ferraristi.

"Con Daytona ho scoperto il mondo dell'IMSA e imparato a conoscere un circuito emozionante ma complesso, dove per la variabilità del grip è necessario guidare con precisione - spiega il varesino - Anche nei turni di guida notturni mi sono trovato bene e la macchina è stata perfetta, tanto che a un certo punto avevo il giro più veloce proprio con il buio".

"Purtroppo, però, troppo presto in gara le cose non si sono messe come avremmo voluto. A lungo il team ha dovuto ripristinare l'auto in conseguenza a contatti che hanno costretto i miei compagni a rientrare ai box. Un peccato anche per i tanti tifosi che abbiamo trovato qui negli States, ma queste sono le corse".

"Il team non è stato fortunato e io ho preso il volante per la prima volta quando le chance di fare risultato erano già compromesse. Mi sono concentrato sul completare i miei stint nel miglior modo possibile e contribuire a portare l'auto al traguardo, come ha fatto il resto della squadra, che ringrazio".

"Per me è stata un'opportunità di maturare esperienza e nel complesso posso essere fiero del mio primo impegno competitivo da pilota ufficiale Ferrari".

#47 Cetilar Racing Ferrari 488 GT3: Roberto Lacorte, Alessio Rovera

#47 Cetilar Racing Ferrari 488 GT3: Roberto Lacorte, Alessio Rovera

Photo by: Jake Galstad / Motorsport Images

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