Perché Garcia ha potuto vincere Daytona da positivo al Covid

Lo spagnolo è stato trovato positivo al Coronavirus con il tampone effettuato in pista, ma la squadra ha continuato con Catsburg e Taylor la cavalcata verso il successo della C8.R #3. Ecco cosa dice il protocollo IMSA.

Perché Garcia ha potuto vincere Daytona da positivo al Covid
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La 24 Ore di Daytona 2021 ha regalato uno spettacolo incredibile, come del resto tutte le gare dell'IMSA WeatherTech SportsCar Championship, ma c'è un argomento molto importante che va analizzato.

In Classe GT Le Mans il successo è andato alla Corvette Racing, che ha realizzato una fantastica doppietta con le sue C8.R #3 e #4, ma poco prima della bandiera a scacchi è giunta la doccia gelata della positività al Covid-19 di Antonio García.

Lo spagnolo, che aveva già completato il numero minimo di ore richieste facendo dei doppi stint, ha quindi lasciato i suoi compagni - Jordan Taylor e Nicky Catsburg - andare a festeggiare sul podio. Ma la domanda che sorge spontanea è: come ha fatto il team a continuare la sua corsa con un positivo presente fino a poco prima nel box e in macchina?

L'oscuro presagio

Il protocollo IMSA prevede il tampone prima di recarsi all'evento, durante e dopo, in modo da prevenire qualsiasi tipo di diffusione. E questo vale per tutti i partecipanti, quindi sia piloti e membri dei team, che debbono essere tutti indicati per un consulto da parte dell'organizzazione. La quale può anche decidere che "se uno non è indispensabile, non verrà accettata la richiesta di accredito".

Nel caso in cui una persona dovesse essere testata positiva al Coronavirus in loco, il protocollo recita quanto segue:

"Le organizzazioni degli eventi devono immediatamente condurre un'ampia ricerca per determinare se altri individui possono essere stati a contatto con il positivo, i quali dovrebbero cercare di effettuare il test, autoisolarsi o contattare il proprio medico".

"La mancata segnalazione di casi sospetti o confermati entro 24 ore dall'ordine di isolamento o dalla ricezione dei risultati dei test può comportare l'allontanamento dall'evento e/o ulteriori azioni a sola discrezione dell'IMSA".

Escludendo l'assenza di Mathieu Jaminet (che nemmeno è partito per gli Stati Uniti essendo risultato positivo al rientro dalla 24h di Dubai), è proprio per i motivi sopracitati nel testo ufficiale che c'è chi ha dovuto alzare bandiera bianca prima ancora di scendere in pista.

I ragazzi della Black Swan Racing, con Tim Pappas e Larry Ten Voorde che hanno avuto il tampone positivo proprio mentre si apprestavano a salire sulla loro Porsche per il fine settimana 'Roar Before the 24', sono stati costretti ad isolarsi immediatamente rinunciando all'evento.

#54 Black Swan Racing Porsche 911 GT3 R: Tim Pappas

#54 Black Swan Racing Porsche 911 GT3 R: Tim Pappas

Photo by: Art Fleischmann

Differente è la storia che si è verificata in Alegra Motorsports. Michael De Quesada aveva provato da giovedì la sua Mercedes, ma sabato mattina, a poche ore dalla partenza della 24h, è giunto il tampone positivo anche per il ragazzo statunitense, che quindi ha dovuto isolarsi e cedere il posto a Mike Skeen.

E qui sorge la seconda domanda: perché la Black Swan Racing si è ritirata in toto isolandosi e la Alegra no? De Quesada era ovviamente stato a contatto con i suoi compagni - Maxi Buhk, Daniel Morad, Billy Johnson - e i membri della squadra nei giorni precedenti di Prove Libere, ma la AMG #28 si è presentata tranquillamente in griglia.

#28 Alegra Motorsports Mercedes-AMG GT3, GTD: Billy Johnson, Michael de Quesada, Daniel Morad, Maximilian Buhk

#28 Alegra Motorsports Mercedes-AMG GT3, GTD: Billy Johnson, Michael de Quesada, Daniel Morad, Maximilian Buhk

Photo by: Jake Galstad / Motorsport Images

I due indizi che fanno la prove (e alimentano i dubbi)

Ancor più oscuro è quanto si è verificato domenica in Corvette. García ha effettuato il tampone al termine del suo turno di guida e prima di partire per fare ritorno a casa (come da protocollo, appunto): il risultato è emerso, purtroppo per lui, positivo. Nel frattempo, però, eravamo già in dirittura d'arrivo e appare strano il comunicato emesso dalla squadra a 10' dallo sventolio della bandiera a scacchi per avvisare della questione.

"Antonio è stato immediatamente ritirato dalla competizione dopo la notifica del risultato positivo del test e, anche se non ha accusato alcun sintomo, non parteciperà più a nessun'altra attività relativa alla 24h di Daytona. Dopo aver consultato l'IMSA e i suoi protocolli per le operazioni durante gli eventi, la serie ha stabilito che la Corvette Racing ha soddisfatto tutte le condizioni previste dai protocolli che le hanno permesso di gareggiare in modo sicuro e responsabile".

La sicurezza magari è stata osservata, ma viene da chiedersi allora perché nessuno di quelli venuti a contatto con lo spagnolo è stato immediatamente isolato, come specificato nel protocollo che abbiamo riportato sopra.

L'IMSA ha risposto: "Seguendo le linee guida delineate nel manuale Event Operations Protocols, Corvette Racing ha avvisato IMSA che il pilota Antonio García è risultato positivo al COVID-19. Auguriamo ad Antonio un buon recupero".

Tutto qui?

#3 Corvette Racing Corvette C8.R, GTLM: Nicky Catsburg, Jordan Taylor, Antonio Garcia, #24: BMW Team RLL BMW M8 GTE, GTLM: John Edwards

#3 Corvette Racing Corvette C8.R, GTLM: Nicky Catsburg, Jordan Taylor, Antonio Garcia, #24: BMW Team RLL BMW M8 GTE, GTLM: John Edwards

Photo by: Richard Dole / Motorsport Images

Quel condizionale che fa andare oltre il protocollo

Purtroppo dobbiamo necessariamente partire da un dato: il Coronavirus non si vede, ma è ancora presente e in agguato, pronto a colpire chiunque e in qualsiasi situazione.

Per quanto siano stati redatti con caratteristiche rigide e attenzioni, anche i protocolli IMSA non hanno evitato che venissero riscontrati casi di positività nelle due settimane trascorse in pista.

Tenendo conto dei 14 giorni di cui si parla sull'incubazione del virus, lasciano particolare sgomento gli episodi che si sono susseguiti nel fine settimana della gara. Festa negata per forza di cose a García, ora c'è da interrogarsi su cosa non abbia funzionato all'interno del paddock di Daytona. Rileggendo il protocollo, salta all'occhio un passaggio che lascia una certa libertà di interpretazione.

"Le persone venute a contatto con il positivo dovrebbero cercare di effettuare il test, autoisolarsi o contattare il proprio medico".

Quel 'dovrebbero' è un condizionale che fa pensare a libera interpretazione più che ad un obbligo, ancor di più se si legge la risposta dell'IMSA, la quale afferma la bontà del lavoro sul rispetto della sicurezza effettuato in Corvette, senza invece imporgli l'immediato ritiro di entrambe le vetture isolando tutto il personale.

Sì, entrambe. Perché García guidava la #3, ma la squadra è unica e schiera due macchine, per cui vien facile pensare che ci siano stati contatti pure con l'equipaggio della #4 formato da Tommy Milner, Nick Tandy e Alexander Sims.

Evidenziato un problema decisamente serio che dovrebbe evitare di ripetersi, magari facendo sì che ciascuno si comporti allo stesso modo seguendo linee guida precise e uguali per tutti, altre domande possono aprire scenari nuovi.

Abbiamo ricominciato prendendo la cosa sottogamba? Servivano più attenzioni? Controlli e protocolli non erano adeguati? Sono stati adottati pesi e misure differenti? Queste sono solo alcune delle questioni che potremmo porre al Presidente John Doonan e soci che gestiscono l'IMSA, ma che loro stessi dovrebbero farsi in generale da soli dato che la stagione è partita con campanelli d'allarme preoccupanti.

Chi non sembra toccato dalla cosa è Jordan Taylor, che alzando il trofeo con il solo Catsburg a fianco ha detto: "Certamente dispiace un sacco che Antonio non sia qui con noi, è il nostro capitano e quello che avrebbe dovuto portare la macchina al traguardo. Contatti? Il team ha agito benissimo con i protocolli, noi siamo bardati da casco e tuta, non sono preoccupato. E poi io vivo da solo col mio cane, che non penso sia un portatore del Covid, quindi andrà tutto bene!"

In bocca al lupo!

#3 Corvette Racing Corvette C8.R, GTLM: Antonio Garcia, Jordan Taylor, Nicky Catsburg

#3 Corvette Racing Corvette C8.R, GTLM: Antonio Garcia, Jordan Taylor, Nicky Catsburg

Photo by: Michael L. Levitt / Motorsport Images

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