Lo stop Acura scoperchia un vaso per IMSA e WEC: "Evo Joker destabilizzanti, costi insostenibili"
Il Presidente HRC US, David Salters, ha spiegato perché le ARX-06 LMDh sospenderanno l'attività, puntando il dito contro gli aggiornamenti che inizialmente non dovevano neanche esserci, ma sperando che i regolamenti possano arrivare ad una soluzione comune nel 2030. Anche grazie al BoP.
Meyer Shank Racing, le nuove livree delle Acura ARX-06 LMDh
Foto di: Meyer Shank Racing
Altro che sbarco nel FIA WEC e alla 24h di Le Mans. Il mondo dell'endurance perde nel giro di poche settimane anche un'ulteriore vettura, con Acura che ha scelto di interrompere il programma che la vedeva impegnata solamente nella Classe GTP dell'IMSA.
E dire che, nelle passate settimane, gli scenari per vedere le ARX-06 finalmente in azione anche in Classe HYPERCAR cominciavano a delinearsi con contorni più veritieri rispetto a quel che si era vociferato nelle stagioni scorse.
D'altronde, il prototipo di casa HRC US era l'unico a non essere ancora stato sul Circuit de la Sarthe, ma quella che poteva essere una possibilità di espansione si è subito rivelata una bolla di sapone, esplosa schizzando liquido negli occhi degli appassionati provocando il più classico dei bruciori.
E' infatti un grandissimo peccato perdere un'altra auto - fra l'altro esteticamente molto bella e anche competitiva - ma è chiaro che tutto ruota intorno al denaro e dai piani alti di Acura Motorsports si sono accorti che c'era qualcosa non più perseguibile in questi termini.
#93 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian: Renger van der Zande, Nick Yelloly
Foto di: Brandon Badraoui / Lumen via Getty Images
"Come per ogni cosa, valutiamo regolarmente la nostra posizione ed era giunto il momento di fare il punto della situazione riguardo al programma IMSA GTP: per tutta una serie di ragioni, che credo di aver già spiegato in passato, è giunto il momento di mettere in pausa il progetto", ha spiegato il Presidente David Salters in un incontro coi giornalisti a Laguna Seca, fra cui Motorsport.com.
“Cosa significa il termine ‘pausa’? Dobbiamo vedere cosa succederà con il regolamento nel 2030. Non si tratta di una cancellazione definitiva, ma di una sosta temporanea, anche se non abbiamo fissato una tempistica precisa per un eventuale ritorno alle competizioni IMSA GTP o ad altre serie di punta dedicate ai prototipi".
"Il programma Acura GTP ha dato ottimi risultati sia in termini di prestazioni che di sviluppo per HRC US, grazie alla gestione della nostra squadra. Abbiamo conquistato 11 Pole Position e 8 vittorie in gara. Tuttavia, abbiamo ritenuto che questo fosse il momento perfetto per sfruttare il nostro ampio coinvolgimento nella IndyCar Series come strumento di promozione del marchio Acura".
"Oltre a ciò, e per ragioni legate alla competitività del settore automobilistico, non forniremo ulteriori dettagli su ciò che ci ha portato a sospendere il programma Acura GTP. Ma una cosa la posso affermare, senza mezzi termini: sarebbe ottimo se ci fosse una convergenza, e se non ci fossero più gli Evo Joker".
#93 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Renger van der Zande, Nick Yelloly, Aaron Telitz
Foto di: Michael L. Levitt / Lumen via Getty Images
E proprio il capitolo legato ai gettoni da spendere per evolvere le vetture è quello che più fa storcere il naso ai vertici di HRC e Acura, tanto da scegliere di fare un passo indietro. Il grande capo del marchio sportivo americano di Honda, al di là della tanto strombazzata convergenza che in realtà è stata messa in atto solo in parte, tira per la prima volta in ballo questo argomento come reale causa dei problemi che stanno affrontando le varie squadre.
"All’inizio non era previsto che ci fossero Evo Joker per le LMDh e, a dirla tutta, non eravamo d'accordo sulla loro introduzione. Si è deciso diversamente e all’improvviso i costi sono aumentati sempre di più, arrivando ad essere insostenibili. Quindi abbiamo dovuto riflettere sul da farsi, ma non è stata una decisione presa dall'oggi al domani".
"Quello che doveva succedere, cosa che era prevista quando c'erano le DPi, era che, in caso di difficoltà, le evoluzioni fungessero da jolly per garantire la parità, ma non come parte di un processo per migliorare le prestazioni a prescindere. Ora è diventata una corsa agli armamenti, ogni anno tutti usano gli Evo. In origine doveva essere uno strumento di aiuto in quel contesto, ma per qualche motivo è cambiato".
"Non ha senso avere una serie con un cosa di cui non dovrei parlare (il Balance of Performance, ndR) e che poi prevede gli Evo Joker. Le due cose sono in contrasto tra loro. Quella cosa di cui non dovrei parlare serve a controllare i costi, mentre gli Evo Joker non lo sono affatto, anzi; destabilizzano quella cosa di cui non dovrei parlare".
#93 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Renger van der Zande, Nick Yelloly, Alex Palou
Foto di: Michael L. Levitt / Lumen via Getty Images
Di fatto, quello che sostiene Salters, è la necessità di trovare una quadra per far correre vetture su una piattaforma più simile possibile, in modo da non dover poi rincorrere le prestazioni trovando soluzioni per modificare le auto che risultano meno competitive in confronto alle altre, andando oltre quello che dovrebbe essere lo spirito del BoP.
"Una convergenza sarebbe positiva e anche una grande spinta per ciò che tutti amiamo e facciamo. E lo sarebbe anche se non ci fossero gli Evo Joker perché, ad essere onesti, stanno effettivamente destabilizzando il sistema. Bisogna controllare i costi e tutto deve essere sostenibile, ma non mi pare una impresa assurda".
"Non stiamo parlando di un'idea o una speranza. Dobbiamo fare in modo che sia sostenibile per il futuro. Faccio i complimenti all'IMSA, di solito le gare sono molto belle grazie al BoP e ad altre cose. Siamo qui per intrattenere i tifosi con gare serrate e belle, in cui siano i piloti a fare la differenza e il modo in cui le squadre gestiscono le auto, in particolare nelle gare di endurance. Dobbiamo tenerlo a mente".
"Ma bisogna renderlo sostenibile dal punto di vista economico. Un programma del genere lo gestisco come un'azienda. Hai un budget e va rispettato, ma devi anche avere un certo ritorno. Poi dobbiamo pensare a come intrattenere i fan. Quindi dobbiamo fare bene tutte queste cose".
#60 Acura Meyer Shank Racing w/Curb Agajanian Acura ARX-06: Tom Blomqvist, Colin Braun, Scott Dixon, AJ Allmendinger
Foto di: Michael L. Levitt / Lumen via Getty Images
In conclusione, il Presidente di HRC USA ha anche sottolineato la bontà della scelta di concentrarsi sull'IndyCar, ma senza chiudere la porta definitivamente all'IMSA e alla possibilità che le ARX-06 tornino in azione in altre serie (come ad esempio l'Asian Le Mans Series, che ha incluso la categoria riservata alle LMDh/LMH per il prossimo inverno), seppur rimarcando il fatto che tutte le spese vanno coperte da chi si assume l'impegno.
"La notizia entusiasmante è che porteremo Acura in IndyCar, in particolare alla 500 Miglia di Indianapolis, e questo è un evento storico; non l'abbiamo mai fatto prima. Mi complimento con tutti i vertici della serie e della Fox; i numeri parlano chiaro, sono fatti concreti e si vede che il campionato sta davvero crescendo. Era proprio quello che pensavamo, speravamo e auspicavamo".
"Per le nostre LMDh, siamo disponibili a valutare eventuali offerte. È la nostra auto e l'amiamo, l'abbiamo realizzata in collaborazione con Oreca, ha un aspetto fantastico, un rombo fantastico, ed è frutto della nostra ingegneria. Ma il progetto deve essere interamente finanziato e al momento, credo che ciò possa avvenire solo in un unico posto".
"John Doonan e l’IMSA hanno fatto un lavoro fantastico, Pierre Fillon, Thierry Bouvet e l’ACO anche; è qualcosa realizzato tutti insieme, un risultato da festeggiare. Spero sinceramente che la nostra scelta non rifletta lo stato delle cose, è solo una delle nostre decisioni".
"Sono un appassionato di corse, ovviamente. Ho vinto la 500 Miglia di Indianapolis e il GP di Monaco, sarebbe bello conquistare la tripla corona da un punto di vista personale. Penso che la ARX-06 sarebbe fantastica a Le Mans, ma dovrebbe avere senso dal punto di vista commerciale e di un ritorno, oltre che dell'imparare qualcosa".
"Quello che facciamo è per far crescere il nostro team e la nostra tecnologia, e per fare un buon lavoro per i nostri fan. Dobbiamo andare lì sapendo di poter competere; lo dobbiamo ai nostri tifosi di essere lì a lottare per la vittoria. Finora questo non ha funzionato per noi, ma chissà come sarà il futuro?"
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