IMSA | Porsche batte Cadillac in volata e fa tris alla 24h di Daytona
Nasr tiene a bada Aitken e la 963 #7 griffata Penske festeggia ancora. BMW-WRT a podio, Acura soffre, male la Valkyrie. In LMP2 Crowdstrike-APR ha la meglio delle Inter Europol, GTD PRO alla BMW-PMR contro le Mercedes, in GTD è la AMG di Winward a sconfiggere per un soffio la Aston-Magnus.
#7 Porsche Penske Motorsport Porsche 963: Felipe Nasr, Julien Andlauer, Laurin Heinrich
Foto di: Jake Galstad / Lumen via Getty Images
La Porsche Penske Motorsport conquista una storica terza vittoria di fila alla 24h di Daytona battendo la Cadillac di Action Express Racing in una fantastica volata finale.
La conclusione dell'apertura di stagione 2026 dell'IMSA SportsCar Championship ha regalato battute conclusive da vivere col fiato sospeso. Oltre al successo della 963 #7 a livello assoluto e in Classe GTP si registrano anche quelli di Crowdstrike by APR in LMP2, BMW-Paul Miller Racing in GTD PRO e Mercedes-Winward Racing in GTD.
Questa 64a edizione della gara che si svolge in Florida andrà in archivio registrando, purtroppo, una gestione decisamente assurda e rivedibile da parte della Direzione Gara, che nonostante la fitta nebbia scesa sull'International Speedway ha continuato a far girare le vetture in regime di Full Course Yellow.
La 'bellezza' di 6h33'25" e un totale di 120 tornate di neutralizzazione è il nuovo record (poco invidiabile, oggettivamente) per l'evento, quando sarebbe stato molto più intelligente e corretto nei confronti di tutti sospendere la corsa e riprendere una volta che le condizioni l'avrebbero permesso.
In totale i FCY sono stati nove (ultimo a 2h30' dalla bandiera a scacchi) e quando lo svolgimento è stato regolare, le emozioni non sono comunque mancate, così come qualche colpo di scena che ha estromesso alcuni dei protagonisti più attesi e quotati per la vittoria.
Nebbia a Daytona
Foto di: David Rosenblum / Icon Sportswire via Getty Images
GTP: tripletta PPM
La Porsche festeggia una grandissima tripletta a Daytona, ancora una volta con Felipe Nasr a tagliare il traguardo per primo con la 963 ufficiale, stavolta condivisa con Julien Andlauer e Laurin Heinrich, che hanno fatto un'ottima figura in questa prima uscita in Endurance Cup.
Il brasiliano ha combattuto strenuamente nei 30' conclusivi quando Jack Aitken si è prepotentemente fatto sotto al volante della Cadillac #31 condivisa con Earl Bamber, Frederik Vesti e Connor Zilisch. Il britannico della Action Express Racing ha fatto il possibile per tentare il sorpasso sul brasiliano, ma alla fine ha dovuto accontentarsi di una piazza d'onore che per lunghi tratti era apparsa una chimera.
Le Porsche-Penske hanno infatti condotto a lungo quando hanno avuto pista libera, scambiandosi più volte le posizioni e procedendo a braccetto, ma la #6 di Estre/Vanthoor/Campbell ha prima accusato danni a carrozzeria e fondo in un contatto con un doppiato, poi ha provato la carta di una differente strategia e nel finale Estre ha sofferto con gomme ormai consumate, cedendo anche il terzo gradino del podio alla BMW #24 di D.Vanthoor/Van Der Linde/Rast/Frijns.
Buono il debutto in IMSA del Team WRT con le M Hybrid V8: pur non disponendo del passo ideale per giocarsela per la vittoria, alla fine arriva comunque un trofeo, mentre la #25 di Wittmann/Marciello/Magnussen/Eng aveva preso la Top5 prima di scendere ottava con la sosta finale.
Il quinto finisce quindi alla Acura #93 di Yelloly/Van Der Zande/Palou/Ohta risalendo dopo aver accumulato ritardo per una ruota persa in nottata, mentre la #60 di Blomqvist/Allmendinger/Dixon/Braun ha vissuto alti e bassi accontentandosi del nono posto, anche se va detto che entrambe le ARX-06 di Meyer Shank Racing non hanno mai dato l'impressione di poter essere da primato.
Deludono parecchio le Cadillac di Wayne Taylor Racing, con la sola #40 di Delétraz/Herta/J.Taylor al traguardo in una fortunosa sesta posizione agguantata grazie alle soste in extremis di BMW e Acura. La gemella #10 di R.Taylor/Albuquerque/Stevens è andata in fiamme ritirandosi con un precipitoso rientro ai box alla 22a ora per spegnere l'incendio del motore.
La Porsche #85 privata della JDC-Miller MotorSports, in configurazione 2025, taglia il traguardo settima con Pino/Van Der Helm/Frederick facendo quel che poteva.
La prima Daytona della Aston Martin Valkyrie finisce con un mesto decimo posto e una marea di problemi tecnici: la LMH #23 gestita da The Heart Of Racing, oltretutto, non ha mai goduto di un ritmo per giocarsela coi rivali, nonostante disponesse del miglior BoP di tutte.
#04 Crowdstrike Racing by APR ORECA LMP2 07: George Kurtz, Alex Quinn, Toby Sowery, Malthe Jakobsen
Foto di: Brandon Badraoui / Lumen via Getty Images
LMP2: APR Allegra
Solita gara in bilico fino alla fine anche in Classe LMP2, dove una sosta per un rabbocco di carburante a 15' dalla fine non nega il successo alla Oreca #04 della Crowdstrike by APR affidata ad Alex Quinn/Malthe Jakobsen/Toby Sowery/George Kurtz.
Salvatasi da un paio di incidenti (compreso quello della partenza), la 07-Gibson soprannominata 'Allegra' è riuscita ad issarsi al comando guadagnando il vantaggio necessario per sconfiggere le Inter Europol Competition #43 e #343 delle formazioni Da Costa/Clarke/Dillmann/Garg e Siegel/Smiechowski/Cassidy.
Non possono essere contenti invece i ragazzi di United Autosports armati della Oreca #22 (Di Resta/Goldburg/Lindh/Saucy) e di AO Racing con il draghetto 'Spike' #99 (Hyett/Cameron/Edgar/Rasmussen) che si erano contesi a lungo il primato, per poi scendere al quarto e quinto posto che senz'altro è molto meno di quanto avrebbero potuto portare a casa.
Sesto posto per la debuttante Bryan Herta Autosports #52 preparata in collaborazione con PR1 Mathiasen (Thompson/Keating/Goikhberg/Tincknell), seguita dalla Intersport Racing #37 di Jarvis/Field/Lucas/Van Uitert.
Tanti giri di ritardo accumulati, dovuti a problemi, incidenti e penalità, hanno relegato nelle ultime posizioni della Top10 di categoria Tower Motorsport #8 (Farano/Bourdais/Simpson/Alvarez), Era Motorsport #18 (Rao/Habsburg/Sargeant/Abel) e United #2 (Jensen/Fayer/Hanley/McElrea).
Fuori la Pratt Miller Motorsports #73 (Espirito Santo/P.Fittipaldi/E.Fittipaldi/Cumming) per problemi nel finale, nelle prime ore di sabato e appena 95 giri completati abbiamo invece perso la AF Corse #83 di Perrodo/Nielsen/Murry/Vaxivière per un incidente.
#1 Paul Miller Racing BMW M4 GT3 EVO: Neil Verhagen, Connor De Phillippi, Max Hesse, Dan Harper
Foto di: Jake Galstad / Lumen via Getty Images
GTD PRO: Germania sugli scudi, BMW batte Mercedes
In GTD PRO c'erano grandi aspettative per i marchi di casa (Ford e Corvette), invece il gran finale è stato appannaggio dei tedeschi.
2"223 è il distacco registrato sul traguardo fra la BMW #1 di Paul Miller Racing vincitrice e la Mercedes #75 di 75 Express, con una grandissima prestazione in primis di Neil Verhagen, Connor De Phillippi, Max Hesse e Dan Harper, che al volante della M4 GT3 EVO hanno rimontato dall'ultima piazza di categoria e si sono stabiliti nelle prime posizioni, combattendo a lungo fino a centrare un bellissimo successo.
Applausi scroscianti se li meritano però anche Engel/Habul/Power/Mostert, ai quali va il merito di non essersi mai arresi anche quando sembravano ormai tagliati fuori da ogni possibilità di ottenere qualcosa di buono, fra penalità e quant'altro.
Il podio viene completato dalla Mercedes-Winward #48 di Martin/Noble/Hart/Stolz che ha recuperato in extremis, amara Top5 per la Corvette-Pratt Miller #4 di Catsburg/Milner/Varrone e Porsche-Manthey 'Grello' #911 condotta da Preining/Bachler/Guven/Feller e il settimo della Ford Mustang #65 di Praulx/Vervisch/Mies.
La Z06 e la 911 hanno beffato nel finale la coriacea Lamborghini-Pfaff Motorsports #9 degli ottimi Caldarelli/Bortolotti/Mitchell/Hinchcliffe, ai quali va un grande applauso per non aver mai mollato, recuperando tre giri di ritardo per a problemi ai freni e avendo anche accarezzato l'idea di portare a casa un trofeo nell'ultima uscita della Huracan GT3 EVO2, finendo però l'energia all'ultimo giro.
La Ferrari #033 di Triarsi Competizione affidata a Calado/Agostini/Molina/Rovera ha lottato fino a recuperare la Top5, ma due penalità finali la costringono ad accontentarsi dell'ottava posizione, seguita dalla Porsche-AO Racing 'Rexy' #77 nelle mani di Tandy/Picariello/King alle prese con una gara complicata tra incidenti e sanzioni (e ancora una volta perdendo in un contatto il paraurti-dentiera per il mitico tirannosauro).
Una sanzione ha tagliato le gambe nelle ultime tre ore anche alla Lexus-Vasser Sullivan #14 di Kirkwood/Hawksworth/Barnicoat scendendo 10a, rallentate da problemi tecnici anche Mercedes-GetSpeed #69 (Bartone/Schiller/Gounon/Götz) e Corvette-Pratt Miller #3 (Garcia/Kirchhöfer/Sims), quando erano in lotta coi primi.
Fra le due si infila 12a la McLaren-RLL #59 (Johnson/Vips/Esterton/Macdonald) alle prese con guai nella prima metà di gara.
A poco meno di 3h dalla fine sono andate letteralmente in fumo le speranze della Mustang #64 di Rockenfeller/Barker/Olsen, fermatasi per un guasto quando era ancora a battagliare con la gemella per la Top5.
Un rientro decisamente negativo infine per la Ferrari #62 di Risi Competizione, K.O. per una collisione con la Triarsi #033 nel corso della 3a ora di gara negando la possibilità a Serra/Rigon/Pier Guidi di combattere coi rivali.
#57 WINWARD RACING Mercedes-AMG GT3: Russell Ward, Philip Ellis, Indy Dontje, Lucas Auer
Foto di: Brandon Badraoui
GTD: capolavoro di Ellis
Sembrava tutto apparecchiato per un arrivo in volata fra le Aston Martin, invece nell'ultima mezz'ora è sbucata la Mercedes della Winward Racing a rovinare i piani delle Vantage.
Il duello mozzafiato in casa britannica aveva visto la #44 di Thiim/Snow/Potter/Pumpelly (Magnus Racing) incrociare le armi contro la #27 di Drudi/Gamble/Robichon/Barrichello, tra sportellate e staccatone.
Ma all'ultima girandola di soste è emersa la AMG #57 con sopra un indemoniato Philip Ellis, il quale non si è risparmiato nella guerra all'ultima staccata con un osso durissimo come Thiim, arrivando anche a rifilargi un colpo sul banking che ha lasciato tutti a bocca aperta.
L'alfiere di Winward è salito in testa e ha tenuto a bada il coriaceo danese, trionfando per 1"367 assieme ai compagni Russell Ward, Indy Dontje e Lucas Auer.
Ai piedi del podio abbiamo la Corvette-13 Autosports #13 di Fidani/Bell/Green/Kern che ha risalito la china nonostante un pit-stop concitato con principio d'incendio, seguita dalla Ferrari-AF Corse #21 di Fuoco/Wadoux/Mann/Mosca che è la migliore delle 296 GT3 EVO, pur avendo anche avuto le prime posizioni in mano ad un certo punto.
Sesta la Mercedes-Lone Star Racing #80 (Roe/Hodenius/Aron/Andrews), settima la Ferrari-Triarsi #023 (Koch/Triarsi/Ye/Megennis), risale ottava la Lamborghini-Wayne Taylor Racing #45 con Formal/Hindman/Ericsson/Doyle, chiudono nei primi 10 Telitz/Masson/Montecalvo/Pedersen con la Lexus-Vasser Sullivan Racing #12 e Hasse-Clot/Van Der Steur/Bennett/Baud sulla Aston Martin-VDSR #19.
Una penalità di Drive Through per aver ostacolato dei rivali in fase di doppiaggio alla penultima ora relega la Porsche-Manthey #912 di Pera/Hardwick/Lietz/Schuring 11a, seguita dalla BMW-Turner Motorsports #96 di Klingmann/Foley/Gallagher/Selldorff che paga carissimo l'aver tamponato la Corvette #13 provocandone il testacoda a poco più di un'ora dalla fine.
Restano a mani vuote le Ferrari di Conquest Racing #34 (Franco/Costa/Vermeulen/Patrese) e Inception Racing #70 (Millroy/Iribe/Schandorff/Fumanelli), così come la Porsche-Muehlner #123 di Ludwig/Musial/Musial Jr./Yardley e la Corvette-DragonSpeed #81 di Cairoli/Altoè/Hedman/Stevenson.
Ritirate per incidente le Porsche di Wright Motorsport #120 (Adelson/Ilott/Sargent/Skeer) e RS1 #28 (Zitza/Heylen/Müller/Machavern) già nelle prime ore, problemi tecnici hanno messo K.O. le Ford di Gradient Racing #66 (Walker/Lewis/Bechtolsheimer/Hand) e Myers Riley Motorsport #16 (Grosjean/Monk/Fraga/Altzman), e la Corvette-DXDT #36 (Filippi/Eastwood/Yoluç/McLaughlin) che era stata anche leader.
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