Caldarelli: "Temerario GT3 solida e cresce bene, credo nella qualità di Lamborghini Squadra Corse"
Il pilota ufficiale del Toro impegnato con Pfaff Motorsports in IMSA analizza l'avvio di stagione con la nuovissima vettura che sta facendo bei progressi, raccontando anche di una ottima affidabilità e di una serie di lavori in corso per esplorare ogni aspetto che possa aumentarne le prestazioni.
#46 Pfaff Motorsports Lamborghini Temerario GT3: Andrea Caldarelli, Zachary Vanier, Russell Ward
Foto di: Art Fleischmann
Parlare con Andrea Caldarelli è sempre un grande piacere, non solo per la disponibilità dell'ottima persona quale è, ma anche perché si possono andare a carpire le giuste informazioni a livello tecnico per poter stilare un quadro molto interessante delle varie situazioni.
Non è un caso, infatti, che Lamborghini Squadra Corse gli abbia affidato lo sviluppo della nuovissima Temerario GT3, che fin dai primi metri ha portato avanti con il collega Marco Mapelli, e che ora ha tra le mani nel suo secondo anno in IMSA SportsCar Championship con il team Pfaff Motorsports.
L'impegno è sicuramente di enorme caratura, anche perché dopo oltre 10 anni con la grande Huracan, oggi fra le mani ha un mezzo di caratteristiche completamente differenti che, manco a dirlo, richiede capacità di adattamento e ingegno per poter estrarne il giusto potenziale.
Servirà anche la doverosa pazienza e nella chiacchierata che l'abruzzese ha potuto fare in occasione di Lamborghini Arena, ad Imola, con Motorsport.com ed altri giornalisti sono emersi tutti i particolari di un percorso ancora lungo, ma già ben avviato e di buone prospettive.
Andrea, come sta andando questo avvio di stagione con la Temerario GT3?
"Il debutto è stato molto positivo a Sebring, una pista dove non è per niente facile presentarsi con una vettura completamente nuova. Si è verificato un problemino a 1h30' dal termine, altrimenti saremmo stati nello stesso giro dei primi, ma la priorità era comunque terminare la gara. Sapevamo con certezza di non avere il passo per vincere, ma siamo stati lì e non si sono verificati guai grossi con la vettura".
Cosa che a Sebring non è semplice, vista la natura del tracciato...
"Infatti, abbiamo dimostrato che la macchina è solida e può reggere 12 Ore senza noie meccaniche o particolarmente importanti. Il passo avanti grande, a mio parere, si è visto a Long Beach, dove non eravamo presenti come Classe GTD PRO, ma erano in pista diversi piloti ufficiali e il livello era alto. Abbiamo lottato per il podio fino alla fine e quel Drive Through ricevuto lascia un po' di amaro in bocca perché probabilmente non era meritato".
Venite dall'impegno di Laguna Seca, altro passo avanti?
"E' stata una gara davvero molto positiva, oltre a continuare a non avere problemi meccanici ci siamo avvicinati molto anche come prestazioni. A livello di passo sono convinto che potessimo lottare per la vittoria o il podio, abbiamo adottato un'ottima strategia, preferendo tenerci fuori dai guai e portando a termine la corsa come priorità. I passi avanti sono chiari, miglioriamo ogni volta che scendiamo in pista e la cosa che mi fa ben sperare è che la base della vettura è molto solida, cosa per nulla scontata per un mezzo nuovo".
#9 Pfaff Motorsports: Andrea Caldarelli, Sandy Mitchell
Foto di: Brandon Badraoui / Lumen via Getty Images
Quali punti di forza hai notato?
"Nelle battaglia corpo a corpo, anche quelle più aspre, si è mostrata una macchina molto solida. Ci siamo toccati con Ford, Corvette e Ferrari, ma a Long Beach chi ne ha risentito è stata la Mustang, non noi. La penalità è arrivata a noi, purtroppo; mi trovato all'interno e quando la Ford ha chiuso la traiettoria ha perso il paraurti. Noi abbiamo terminato senza problemi, ma con la sanzione. Però è stata la dimostrazione che la qualità della macchina è molto superiore rispetto alla Huracan".
A Sebring avevate fatto il test endurance in inverno, che passi avanti hai riscontrato una volta arrivato alla gara vera e propria?
"Il test era privato ed è stato utile anche per provare BoP differenti, quindi una comparazione vera e propria sulle prestazioni non è fattibile. Però avevamo concentrato il lavoro sul portare al massimo del chilometraggio tutte le componenti e mettere alla frusta la vettura: ci aspettavamo che potessero verificarsi problemi e infatti ci sono stati, ma nel debutto a marzo non si sono manifestati".
Problemi risolti, dunque...
"Esattamente, credo sia questo l'aspetto principale. Senza dimenticare che tra novembre e marzo abbiamo dovuto consegnare le prime vetture ai clienti, portando avanti altri test tra fine gennaio e inizio febbraio. Il tempo non possiamo comprarlo, per cui abbiamo lavorato tantissimo a casa per mettere a posto ciò che non era andato bene nel test, e direi che ci siamo riusciti nel migliore dei modi".
#9 Pfaff Motorsports Lamborghini Temerario GT3: Andrea Caldarelli, Sandy Mitchell, Franck Perera
Foto di: Jake Galstad / Lumen via Getty Images
Il processo di maturazione della vettura gara dopo gara è come te lo aspettavi o hai avuto qualche sorpresa?
"Mi aspettavo che saremmo migliorati gara dopo gara, a livello di prestazioni. Ma torno a sottolineare che non è scontato avere una vettura nuova che non patisce guai di affidabilità. Avere il dubbio di poter o meno finire una gara, mentre guidi, è almeno il 50% del tuo impegno mentale. Non è poco e questo ce lo siamo tolti. A livello di prestazioni, credo che i risultati parlino chiaramente: nelle Qualifiche, a Sebring faticavamo e a Laguna Seca eravamo ad un paio di decimi dal secondo posto, tutto nello spazio di sei settimane".
E come dicevi prima, in poco tempo...
"Sì, non mi aspettavo potesse succedere tutto così velocemente. Anche perché, dopo Sebring, le gare cominciano a susseguirsi e non c'è tempo per organizzare i test. Sono rimasto molto contento di come andavamo a Laguna Seca".
Il team è contento della gestione in pista?
"Pfaff ha ricevuto la Huracan all'ultimo minuto lo scorso anno e anche con la Temerario non c'è stata la possibilità di fare molti test assieme. Nonostante la vettura nuova, ho visto come sanno lavorare e hanno trovato subito il metodo per fare l'assetto di base, con grande intuitività da parte dei meccanici. Inoltre, la capacità di sfruttare la solidità dell'auto, come dicevo prima: nonostante le grandi bagarre in gara, 24 ore dopo Long Beach eravamo già in pista per un test".
#9 Pfaff Motorsports Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Andrea Caldarelli, Marco Mapelli
Foto di: Brandon Badraoui / Lumen via Getty Images
La Temerario è stata costruita anche con uno schema per aiutare chi ci lavora, confermi che è un punto di forza?
"Sì, l'accessibilità aiuta tantissimo, potendo smontare l'intera sezione anteriore e posteriore. Gli uomini di Pfaff hanno subito sfruttato la cosa per lavorare sul powertrain e ogni aspetto del mezzo. C'è grande positività in squadra, da questo punto di vista".
Dopo aver risolto i problemi iniziali, qual è il prossimo passo di miglioramento?
"Abbiamo provato degli assetti diversi per Laguna Seca, ma purtroppo non c'è molto tempo nelle Prove Libere IMSA, quindi si è trattato di capire come funzionavano un paio di filosofie. Una ci ha portato sulla strada giusta, quindi il prossimo passo è cercare di esplorarla, sia dal punto di vista aerodinamico, che di bilanciamento meccanico. E' un insieme di cose legate alle prestazioni, dovremmo avere un test dopo Detroit e cercheremo di sfruttarlo per provare tutto".
Come vi state trovando col bilanciamento di sospensioni e frenata?
"E' una combinazione di cose su cui stiamo lavorando molto. Su una vettura da corsa non è uno solo l'aspetto che puoi considerare, ma devi prendere l'insieme. Distribuzione dei pesi, carico aerodinamico anteriore e posteriore, e il suo trasferimento, ABS, gomme; insomma, tante cose che stiamo ancora esplorando e a Laguna Seca si è notato che facevamo un po' di fatica in questo ambito rispetto ai nostri rivali. Dobbiamo capire come approciare la questione per crescere, visto che nell'ultima gara la sofferenza in battaglia non è stata dovuta alla prestazione, ma nelle fasi di staccata".
#9 Pfaff Motorsports: Andrea Caldarelli, Sandy Mitchell, #66 Gradient Racing: Jake Walker, Corey Lewis
Foto di: Art Fleischmann
Hai avuto la sensazione di non sentirti sicuro?
"La priorità era sicuramente finire la gara, per cui non aveva senso correre dei rischi senza sapere come si sarebbe comportata la vettura andando oltre i suoi limiti. Ho preferito frenare un paio di metri prima, solo che nei tempi sul giro puoi perdere qualcosa attorno ai 2 decimi, ma se sei in lotta rischi di perdere la posizione. E' normale che poi il problema si ingrandisca, è un'area su cui stiamo lavorando".
Dopo anni di aspirato, col motore turbo come vi state trovando?
"Quando guidi per tanto tempo una vettura con determinate caratteristiche, il passaggio ad una novità come questa è grande e l'avverti chiaramente. Dal mio punto di vista non è meglio o peggio, semplicemente è questione di abituarsi il prima possibile a livello di prestazioni pure. Il modo di guidare e battagliare in gara è diverso se hai un motore turbo o aspirato, ne siamo consapevoli, ma onestamente mi sono trovato bene e credo che il livello di intuizione e guidabilità ora sia molto positivo".
Questo è venuto nel tempo o l'avevi già sperimentato nei test?
"Devo essere onesto, nella prima gara a Sebring abbiamo sempre dovuto pensare due volte prima di fare ogni manovra, che fosse un cambio di linea o un'apertura del gas in anticipo. Con la Huracan ormai veniva automatico, per cui ho avvertito un po' le sensazioni che avevo ai tempi del SuperGT, in battaglia. Non va dimenticato che il motore è derivato da una vettura stradale, ma nato con una filosofia motorsport, e non abbiamo mai avuto alcun tipo di problema".
Mai rotto nulla?
"Mai. Giriamo da mesi, anche arrivando ai limiti massimi di chilometraggio e non abbiamo mai sofferto alcuna noia. Poi è chiaro che le prestazioni verranno col tempo, siamo qui per lavorare e non dobbiamo scordarci che altre Case hanno sofferto problemi di affidabilità e non finivano le gare. Si tende a guardare più il risultato finale e le classifiche, ma lo ritengo riduttivo e manca un aspetto fondamentale che è appunto riuscire a concludere l'impegno senza inconvenienti".
In effetti c'è anche chi ha criticato molto la mancanza di risultati della Temerario, nonostante sia una vettura nuovissima e alle prime esperienze; come la pensi?
"Qualcuno ha esagerato con le terminologie e credo sia anche una grande mancanza di rispetto, professionalmente, nei confronti di chi lavora nel motorsport, in generale. Posso capire il mondo dei social o dei fan, dove ormai c'è la libertà di esprimersi. Ma se sei un professionista, dopo appena un paio di gare, non è corretto dire certe cose nei confronti di chi ha speso ore su un progetto completamente nuovo e partito da zero come il nostro. Non parlo di me in pista, ma soprattutto di chi si dà da fare a casa; sfido chiunque altro, nelle nostre identiche condizioni, a mettere in pista le 7 vetture che già adesso ci sono tra IMSA, GT World Challenge e DTM".
Cosa ti renderebbe felice a fine stagione?
"Sono un pilota e scendo in pista sempre per vincere, non mi interessa che abbia una macchina nuova o vecchia. A Sebring avrei risposto che c'era molto da lavorare su prestazioni e tanto altro. Ma da una gara all'altra, come dicevo, siamo cresciuti moltissimo e il format IMSA ti consente di rimanere in gioco, se riesci a prendere punti sempre. Io ci credo, abbiamo il team giusto e capace che non si è abbattuto in un 2025 molto difficile e sfortunato, per vari motivi. Il team lavora bene e in Squadra Corse anche: nonostante il numero limitato di personale rispetto ad altri, c'è grande qualità e vedo un grande potenziale, ci credo molto. Non mi vergogno a dire che voglio lottare per il campionato, sarà azzardato affermarlo con una vettura all'esordio, ma sul passo a Laguna Seca abbiamo dimostrato che ci siamo. E se ne sono accorti tutti".
Qualcuno è venuto a curiosare sotto la vostra tenda?
"Sì, è una cosa che fa piacere. Soprattutto è bello che altre squadre clienti vengano a vedere come si lavora sulla vettura, parlando coi meccanici e scambiando impressioni. Il mondo dell'IMSA mi piace anche per questo, è tutto aperto e non girano segreti di 'Pulcinella' come accade altrove. Il clima è molto sereno".
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