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Ratel categorico: "Il GT3 va ripensato, come ha fatto il WEC con le Hypercar 2030"

Il Capo di SRO è tornato a parlare delle problematiche della categoria che ha fondato, sottolineando che ognuno è libero di costruire le auto che vuole, ma stando ad un regolamento ben preciso e che possa garantire un futuro a lungo termine.

La partenza di Gara 1

Foto di: Davide Cavazza

Non c'è sosta per Stéphane Ratel e il suo gruppo di lavoro, che in questi ultimi tempi è alle prese con i problemi che la categoria GT3 sta affrontando, come già illustrato ampiamente dal diretto interessato.

Le griglie di partenza di tutti i campionati che hanno scelto questo genere di vetture sono ben nutrite e tutt'altro che a rischio di guai numerici, almeno all'apparenza. Perché lo stesso Capo di SRO Motorsports Group ha sollevato il polverone quando in occasione della 24h di Spa ha tuonato, facendo presente che i costi stanno drasticamente aumentando mettendo a repentaglio il futuro di questa classe.

Anche a Misano, Motorsport.com ed altri giornalisti hanno potuto sedersi attorno ad un tavolo per scambiare due chiacchiere con il manager francese, al quale è subito stato domandato quali reazioni fossero arrivate da parte di Costruttori e addetti ai lavori, dopo aver sganciato la cosiddetta bomba.

Stéphane Ratel

Stéphane Ratel

Foto di: SRO

"Mah... veramente non ho sganciato nessuna bomba, semplicemente è la realtà dei fatti", si è affrettato a puntualizzare Ratel, allargando le braccia.

"La cosa importante è che le parti chiave coinvolte abbiano un accordo e che si incontrino con l'organo di governo competente. Svolgiamo delle riunioni con la Commissione GT e ne parliamo sempre".

"Ovviamente partecipo anche io perché la categoria GT3 l'ho creata io, poi per i campionati FIA la promozione è condivisa con loro. Mentre per GT2 e GT4, come SRO, facciamo quello che desideriamo, per il GT3 è necessaria la presenza della FIA al nostro fianco".

Azione in pista

Azione in pista

Foto di: Davide Cavazza

Ratel ha chiarito, nuovamente, che avere la Federazione Internazionale come partner strategico è un valore aggiunto, ma che non è obbligatorio utilizzare il GT3 per tutti i campionati sportscar se ci sono altre idee o volontà.

"Io ho messo sul piatto gli argomenti di discussione, penso che dovrebbero essere presi in considerazione e seguiti. Se non sarà fatto, senz'altro il GT3 andrà avanti, ma con molte meno realtà coinvolte. Non vogliamo una nuova GTE che duri per cinque anni e poi scompaia perché i costi diventano insostenibili e i marchi se ne vanno".

"Stessa cosa era avvenuta con il GT1, che erano vetture costruite dai marchi e gestite da loro per i grandi eventi, con griglie piene fin da subito che poi hanno cominciato ad avere problemi nel tempo perché le Case lasciavano a causa dei costi. Succede sempre così".

"Prima che ciò accada, la mia proposta è di rilanciare il GT3 ripensando la categoria con una nuova piattaforma. Il miglior esempio l'abbiamo con gli amici di ACO, che hanno già steso le basi per la nuova categoria delle Hypercar nel 2030".

"ACO e FIA si sono mosse con largo anticipo, in modo da dare tempo ai Costruttori di progettare le vetture. Per quel che mi riguarda, se vogliono creare una nuova categoria GT1 da affiancare alle GT3 non c'è problema".

"Se le Case sono d'accordo e lo vogliono, seguendo un regolamento tecnico che definisce la costruzione di un determinato numero di auto derivate dalle stradali, definendo esattamente cosa vuol dire correre nel GT1 e omologandole, lo facciano. Ma serve un regolamento dedicato perché sono macchine speciali. Punto!"

Stéphane Ratel

Stéphane Ratel

Foto di: SRO

Il transalpino ha voluto sottolineare quanto la bontà e la visione del futuro legate ad un campionato facciano sempre la differenza, anche perché prevenire è sempre meglio che curare.

"Ribadisco, non sono affatto contrario a ciò, credo che sul mercato ci siano vetture fantastiche e adatte, come è stato già in passato. Ma guardiamo anche i prezzi di quelle auto, come Mercedes-AMG GT1 o Maserati MC12. Bisogna sapere esattamente cosa si vuole ottenere".

"La FIA deve decidere assieme ai Costruttori cosa fare, ben sapendo che stiamo parlando di due mercati diversi con relativi obiettivi. Può essere che qualcuno voglia veramente una nuova GT1, ci sono auto ottime come Pagani o Aston Martin Valhalla e via dicendo".

"Per me sono liberissimi di fare come desiderano, a Spa sarebbero bellissime, ma il GT World Challenge continuerà ad avere le GT3. Ricordiamo che GT1 e GT3 sono categorie in cui l'omologazione è FIA, mentre GT2 e GT4 è di SRO, in collaborazione con la Federazione belga".

"Oggi però siamo a rischio e un organo di governo deve essere in grado di fare previsioni e guardare al futuro, prendendo decisioni in anticipo. Non possiamo rischiare di fare come il DTM, che si è ritrovato in un vicolo cieco con le Class 1".

"Governare significa anche dire no, se è necessario. E io l'ho detto un sacco di volte quando rappresentavamo circa l'80% del mercato GT3 e mi venivano presentati progetti di auto non consoni alla nostra categoria. In parecchi sono andati via molto scocciati, ma così ho garantito altri anni di successo al GT3".

"Purtroppo oggi siamo scesi al 50% del mercato e probabilmente non sono più nella medesima posizione per dire no. Alcuni so che stanno arrivando, come Toyota, altri forse torneranno, come Audi. Ma la verità è che non abbiamo bisogno di 11-12 marchi presenti, le cose possono funzionare anche con meno Costruttori coinvolti, semplicemente avremmo più auto della stessa Casa e team diversi".

Azione in pista

Azione in pista

Foto di: Davide Cavazza

E qui Ratel ha voluto anche mettere in luce la propria visione di griglia di partenza, dove si punta ad avere stabilità e competizione sempre, senza privilegiare grandi numeri che sono figli dell'onda dell'entusiasmo e del momento in sè.

"Il DTM per anni è andato avanti con solo tre marchi in griglia, quindi credo sia meglio avere 7-8 vetture diverse che però garantiscano una solida presenza in griglia, piuttosto che 12, ma con meno auto".

"Il numero delle squadre dipende anche da quanto è attraente il campionato e dalle visualizzazioni mediatiche, dalle presenze alle gare e della gente sulle tribune. Tutto in base a cosa offri a livello di professionalità dei piloti e dei team".

"Se guardiamo il WEC, in Hypercar ci sono giovani molto interessanti e le Case investono sulle loro carriere. Più situazioni del genere ci sono e meglio è, ecco perché dico che bisogna ripensare le basi. Quando poi ci sono personaggi come Valentino Rossi o la Ferrari, è chiaro che l'interesse cresce da parte di tutti. E questo è importante per il movimento".

 

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