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Lamborghini lascia e raddoppia: il passo indietro con la SC63 serve a farne due avanti

Lo stop al programma LMDh è un'ammissione di sconfitta da parte del Toro in un progetto che era già cominciato con diverse difficoltà, affrontate tutte ugualmente con il massimo impegno fino a quando non è risultato inevitabile fermarsi. Ma la scelta è doverosa e azzeccata in questo momento in cui arrivano le Temerario GT3 e Super Trofeo.

La livrea della Lamborghini SC63

La livrea della Lamborghini SC63

Foto di: Lamborghini Squadra Corse

"Lamborghini Squadra Corse ha dato ufficialmente il via al lavoro di sviluppo della SC63, il prototipo LMDh che porterà in azione nella stagione 2024 del FIA World Endurance Championship e nell’IMSA Sportscar Championship. Stamattina alle ore 9;08 è stata accesa la vettura, che in livrea completamente nero carbonio e con il bel #63 sulla fiancata e la scritta Iron Lynx sulla pinna del cofano motore ha percorso il primo giro d'installazione con Andrea Caldarelli al volante, il quale dopo qualche minuto di sosta ai box è tornato in azione per altre quattro tornate".

Così scrivevamo la mattina del 10 agosto 2023, quando l'obiettivo del nostro fotografo Davide Cavazza catturò per primo le immagini del prototipo ibrido di Sant'Agata Bolognese, che da ieri ufficialmente ha ricevuto lo stop a fine anno. Una decisione tanto triste quanto doverosa arrivata esattamente 24 mesi dopo quella calda mattina estiva, ma con in mezzo una serie di vicissitudini che meriterebbero un libro, per quanto ci sarebbe da raccontare.

Condizionali d'obbligo, almeno per il momento, perché attualmente sono anche in corso alcune battaglie legali che bisogna chiaramente rispettare e lasciare che vengano risolte, prima che - eventualmente - i diretti interessati trovino la voglia di descrivere quello che è stato un percorso, nonostante la buona volontà di tutti, iniziato già con qualche inciampo che poi ha reso claudicante il cammino intero.

Lamborghini SC63 LMDh nei test ad Imola

Lamborghini SC63 LMDh nei test ad Imola

Foto di: Davide Cavazza

Corsa contro il tempo

Lo diciamo subito, a scanso di equivoci: in questa storia, ogni parte ha le sue responsabilità, nel bene e nel male. E, come anticipato sopra, essendoci carte bollate in essere, non sta a noi schierarci da una parte o dall'altra, ma vedremo in futuro cosa verrà deciso dai tribunali su chi ha ragione e in cosa. Per il momento, quindi, parliamo dei fatti evidenti.

Purtroppo già da diverso tempo era diventato chiarissimo che le attività con la SC63 avrebbero faticato a poter andare avanti, in assenza di un collaboratore che inizialmente l'azienda emiliana aveva trovato in Iron Lynx. Il matrimonio con il team di Claudio Schiavoni e Deborah Mayer era iniziato con i migliori auspici, salvo poi prendere quasi subito una piega in senso opposto.

Imola aveva tenuto a battesimo quello Shakedown che era l'avvio di una sfida molto intrigante, ma anche con qualche punto interrogativo legato al telaio Ligier: Lamborghini era stata l'unica ad aver scelto questo Costruttore tra i quattro già attivissimi sul mercato LMDh, da un lato puntando sul fatto che poteva godere di una sorta di esclusiva, dall'altro perché - per un motivo o per l'altro - non è stata trovata la porta aperta dagli altri (Dallara in primis, poi Multimatic e Oreca).

Al di là della base di partenza, i primi ritardi si sono verificati con lo sfortunato e bruttissimo incidente di Mirko Bortolotti nei test del Paul Ricard di fine agosto 2023 che hanno inevitabilmente rallentato le operazioni fino a settembre. A fine anno, comunque, la primissima uscita sul 'banking' di Daytona per i test IMSA aveva regalato buone impressioni, ma lasciando quella consapevolezza del dover inevitabilmente partire con totale umiltà e già in ritardo quando a marzo 2024 era in programma la 1812km del Qatar che avrebbe aperto la stagione del FIA World Endurance Championship. Con il primo colpo di scena.

Lamborghini SC63 LMDh

Lamborghini SC63 LMDh

Foto di: Lamborghini Squadra Corse

Avvisaglie di terremoto

A Doha non si è presentato l'allora Capo del Motorsport, Giorgio Sanna, che di lì a qualche giorno ha rassegnato le proprie dimissioni. Un fulmine a ciel sereno per un ambiente, quello del Toro, che nell'ex-pilota romano aveva trovato il suo condottiero nella fondazione, sviluppo e affermazione di tutta Squadra Corse con 10 anni di sacrifici, pazienza e grande impegno su ogni fronte.

Incassato il colpo negli uffici con la buona volontà del responsabile tecnico Rouven Mohr, il quale ha avuto un bel po' di gatte da pelare dietro le quinte, in pista i piloti hanno cercato di fare buon viso a cattivo gioco, davanti alle prime difficoltà nel gestire una vettura in sovrappeso e con diversi problemi telaistici e meccanici; tutto ciò rivelatosi più di un campanello d'allarme.

Gli scricchiolii del rapporto con Lamborghini-Iron Lynx hanno iniziato ad essere sempre più rumorosi: il team ha proposto di finanziare ulteriormente il programma e i test, andando anche oltre quelli che potevano essere gli oneri di un team partner, la Casa dal canto suo ha giustamente voluto mantenere il controllo e la supervisione di un qualcosa di sua proprietà, scegliendo di procedere con calma senza strafare, ma attendendo il corso degli eventi.

Qui, probabilmente, Lamborghini - che a differenza delle 'cugine' del Gruppo Volkswagen ha numeri e capacità ben diverse in ogni settore operativo - si è resa conto di aver compiuto il classico 'passo più lungo della gamba', anche perché a giugno è arrivata la notizia che il FIA WEC avrebbe obbligato i Costruttori a schierare due vetture in Classe HYPERCAR per il 2025. Di fatto, ci si è trovati davanti l'imposizione di un aumento di budget non previsto per chi, in quel momento, stava cominciando a comprendere che la SC63 comportava determinati sforzi e necessitava di ulteriore lavoro. E non poco.

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

#63 Lamborghini Iron Lynx Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

Foto di: JEP / Motorsport Images

La guerra interna e la caduta libera

La Top10 artigliata alla 24h di Le Mans era stato un bellissimo risultato, figlio di una gara lineare e priva di sbavature grosse o problemi tecnici. Ma il prosieguo della stagione, tra Mondiale e IMSA, non ha dato altre gioie particolari, se non continuare a sentire nel paddock le solite e stucchevoli voci di litigi e guerre interne tra team e marchio, cosa che non ha affatto giovato al portare avanti con serenità un lavoro già di per sè ostico e oneroso.

Si è quindi arrivati a denti strettissimi a fine anno con l'inevitabile divorzio tra le parti, che seppur non abbiano voluto - giustamente - rincarare la dose con reciproche accuse e strascichi polemici in pubblico (aspetto non da poco ai giorni nostri e del mondo social), dietro le quinte si sono armati di legali per fare valere le proprie ragioni. Fra l'altro, Iron Lynx ha tenuto la bocca cucita nella classica 'quiete prima della tempesta' mentre Lamborghini annunciava la rinuncia al FIA WEC, proseguendo solamente in IMSA. Già, ma come?

#63 Automobili Lamborghini Squadra Corse Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Romain Grosjean, Daniil Kvyat, Edoardo Mortara

#63 Automobili Lamborghini Squadra Corse Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Romain Grosjean, Daniil Kvyat, Edoardo Mortara

Foto di: Andreas Beil

Malata terminale

Continuare nel Mondiale significava sborsare qualcosa come una cifra attorno ai 50 milioni di euro per la stagione con due SC63, spesa che in Lamborghini non si sono trovati disposti a sostenere per una vettura con grosse necessità di sviluppo (ma ormai test limitati per regolamento, essendo auto omologata e quindi 'congelata'), se non addirittura oltre, e senza la sicurezza di essere realmente competitivi.

Meglio quindi onorare le promesse mantenendo il posto con una macchina in IMSA, serie che oltre ad accogliere come gare di supporto il Super Trofeo North America, fornisce anche maggiori possibilità di fare risultato con i suoi regolamenti di gestione delle gare sempre improntati a regalare spettacolo. Oltre, ovviamente, a presenziare sul mercato americano che è di enorme importanza strategica.

L'elenco iscritti del campionato a Stelle e Strisce già ad ottobre 2024 aveva svelato le carte in tavola: 'Automobili Lamborghini' era la dicitura della squadra per la SC63 in Classe GTP per le sole cinque gare di Endurance Cup; successivamente, la logistica locale è stata affidata al team Riley, ma tutto il resto è stato preso in carico dagli uomini del Toro.

Qui purtroppo le ripercussioni delle azioni legali intraprese da Iron Lynx e viceversa si sono fatte sentire non poco: con i (tanti, troppi) materiali condivisi tra le parti rese intoccabili e messe 'in congelatore' dalle carte bollate, alla 24h di Daytona si è arrivati con quel poco a disposizione prodotto direttamente a Sant'Agata Bolognese, ma gli sforzi profusi sono serviti solamente a limitare i... danni. Dopo un'ora di gara la SC63 ha dovuto alzare bandiera bianca per un guasto, ai successivi test di Sebring per un'altra problematica ci si è dovuti fermare prima e, col passare delle settimane, la consapevolezza di avere davanti una montagna da scalare in infradito è diventata sempre più consistente. Di contro, la buona prova in quel di Watkins Glen aveva lasciato un lumicino di speranza.

#63 Automobili Lamborghini Squadra Corse Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Romain Grosjean, Daniil Kvyat, Edoardo Mortara

#63 Automobili Lamborghini Squadra Corse Lamborghini SC63: Mirko Bortolotti, Romain Grosjean, Daniil Kvyat, Edoardo Mortara

Foto di: Andreas Beil

Per una azienda altamente prestigiosa, ma decisamente più piccola rispetto ad altri colossi presenti in griglia (Porsche e Cadillac, più Ferrari nel WEC per citarne solo alcune) diventava necessario riuscire a trovare qualcuno che desse una mano, come affermato anche dagli stessi capi, Rouven Mohr e Maurizio Leschiutta, quest'ultimo arrivato in inverno come nuovo responsabile di Squadra Corse.

L'italo-canadese, dall'alto della sua precedente esperienza in BMW M Motorsport per la LMDh, ha immediatamente e con grandissima volontà cercato una soluzione per portare avanti la vita della SC63, ma contemporaneamente si è pure trovato davanti le macerie del precedente caos da riordinare, nonché assumere un ruolo molto più importante e impegnativo sotto tanti punti di vista (compresa gestione del Super Trofeo).

In silenzio e con un impegno senza precedenti, Leschiutta si è rimboccato le maniche e sta pian piano ricostruendo quel patrimonio chiamato Squadra Corse che però necessitava di qualcosa alla sua portata: meglio dunque rinunciare alla SC63 concludendo comunque la stagione IMSA 2025 e magari introducendo una di quelle novità tecniche su cui si era cominciato a lavorare in questi mesi, ma puntando tutto su quello che già aveva funzionato in precedenza: GT3 e monomarca.

Lamborghini Temerario GT3

Lamborghini Temerario GT3

Foto di: Lamborghini S.p.A.

Un toro-fenice per tornare... felice

Siamo quindi arrivati all'annuncio ufficiale di ieri: stacchiamo la spina al malato terminale SC63 e puntiamo tutto sul rilancio del marchio con le Temerario GT3 e Super Trofeo, la prima presentata a Goodwood e in arrivo nel 2026, la seconda prevista per il 2027. Dispiace? Certo, perché stiamo comunque parlando del perdere una vettura di una azienda di spicco dalla griglia più folta mai vista negli ultimi tempi delle massime categorie Endurance.

Con tanti punti interrogativi su cosa sarebbe potuto succedere se ci fossero state le risorse per continuare, o addirittura pensare a qualcosa di nuovo. Considerato che con i 'se' e i 'ma' non si fa la storia, relegare la SC63 in museo è una scelta tanto doverosa quanto assennata che mette Lamborghini nella posizione di fare come l'araba fenice. Risorgere dalle proprie ceneri per spiccare il volo con rinnovato entusiasmo, ancor più radiosa.

Squadra Corse ha una storia decennale che non può essere ignorata, ma nemmeno buttata al vento per via di un anno rivelatosi negativo. Ed ecco perché il sacrificio della SC63 oggi diventa quel passo indietro doveroso per compierne due in avanti. In una sorta di ritorno al... futuro, visto che GT3 e Super Trofeo sono state esattamente le basi da cui Lamborghini ha iniziato ad affermarsi nel motorsport mondiale, e anche quelle che avevano spinto la Casa a provare il salto in più con la LMDh.

Lamborghini Temerario GT3

Lamborghini Temerario GT3

Foto di: Lamborghini Squadra Corse

Su quelle basi, in questi anni sono arrivate le vittorie alle 24h di Daytona e Spa-Francorchamps, alla 12h di Sebring, i titoli DTM e GT World Challenge, ma anche tantissime altre soddisfazioni in ogni parte del mondo, per non parlare delle griglie da record nei Super Trofei e alle Finali Mondiali. Da qui si ricomincia, con la nuovissima Temerario GT3 che con calma arriverà; come già detto, la Huracán GT3 EVO2 resta competitiva e non c'è alcuna fretta di sostituirla. Così come la versione monomarca prevista nel 2027.

Stavolta si potrebbe anche dire che è vietato sbagliare. Ma solo chi non fa non sbaglia. Sbagliare è umano e sbagliando si impara, per cui c'è la convinzione che le cose potranno ripartire con il piede giusto e un nuovissimo percorso da scoprire con entusiasmo.

E come canta Inoki: "Ripartire da zero per tornare a cento. Risalire dal fondo fino sulla cresta, cavalcare le onde in mezzo alla tempesta. Ho già pronte le valigie per il viaggio, non mi resta che pagare il mio pedaggio. Prendo quello che è rimasto e non c'è molto da capire, o da dire, ancora un'altra volta son pronto a ripartire da zero".

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