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GTWC | Retroscena 24h di Spa: la Lamborghini-GRT non si accendeva all'ultimo pit-stop!

Un problema durante l'ultima sosta ha rischiato di costare la vittoria del Grasser Racing Team alla 24h belga: la calma di Bortolotti è stata fondamentale, ecco cosa è accaduto.

#63 GRT - Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3 EVO2 Mirko Bortolotti, Jordan Pepper, Luca Engstler

#63 GRT - Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Jordan Pepper, Luca Engstler

Foto di: Lamborghini Squadra Corse

Mirko Bortolotti, Luca Engstler e Jordan Pepper hanno conquistato la vittoria assoluta alla 24 Ore di Spa 2025 con la Lamborghini del Grasser Racing Team, ma un problema tecnico durante l'ultimo pit-stop ha rischiato di privarli di questa gioia.

A circa 40 minuti dalla fine, Bortolotti è entrato per l'ultima sosta programmata della squadra. A causa del rifornimento di carburante, il regolamento gli imponeva di spegnere il motore: di solito si tratta di una procedura di routine, ma questa volta si è trasformata in un momento snervante.

“Il motore non si avviava, ho sentito uno strano rumore dal motorino di avviamento, come se non funzionasse più - ha detto il trentino a Motorsport.com - Quel rumore si è ripetuto due o tre volte”.

Il team principal Gottfried Grasser ci ha raccontato: “Quando Mirko ha premuto il pulsante di avviamento, abbiamo sentito solo il motorino di avviamento che girava e il pignone. È successo tre volte di seguito. Sono passati tre o quattro secondi, ma sono sembrati tre o quattro minuti, in quel momento nella tua testa passa di tutto. Pensi: non può succedere, non dopo 23 ore e mezza".

Ma la squadra aveva il pilota giusto al volante: Bortolotti conosce la Huracán meglio di chiunque altro.

“Tanto di cappello a Mirko. In quella situazione, bisogna mantenere la calma. Se si cerca di ripartire troppo velocemente, il pignone del motorino di avviamento può rompersi. Ha aspettato che il motorino di avviamento smettesse di girare, ha premuto di nuovo il pulsante e il motore si è acceso".

#63 GRT - Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Jordan Pepper, Luca Engstler

#63 GRT - Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Jordan Pepper, Luca Engstler

Foto di: SRO

Bortolotti aggiunge: “Quando mi sono reso conto che il motore non si era acceso immediatamente, ho ripetuto l'intera procedura di avviamento e ho resettato tutto. Per fortuna poi si è acceso”.

Nonostante il caldo e lo stress, il 35enne ha mantenuto il sangue freddo: “Abbiamo perso 6"5 e sono rientrato in pista proprio davanti a Patric Niederhauser sulla Porsche di Rutronik, quindi c'è mancato poco. Ma è stato sufficiente".

Alla fine Bortolotti ha tagliato il traguardo con un margine di poco inferiore ai 9". Ma per quanto riguarda la causa del problema, ancora non è chiaro cosa sia accaduto, come spiega Grasser.

“Usura, qualcosa... non ne ho idea. Non abbiamo più messo in moto l'auto. E non la accenderemo più: andrà dritta al museo Lamborghini".

#63 GRT - Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Jordan Pepper, Luca Engstler

#63 GRT - Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Jordan Pepper, Luca Engstler

Foto di: SRO

Grasser ha ammesso che la squadra non si aspettava di festeggiare un tale risultato: "Abbiamo iniziato il weekend con grossi problemi di messa a punto. Abbiamo scoperto che un ammortizzatore ricostruito non si adattava correttamente".

"Non avevamo passo finché non abbiamo risolto i problemi. La macchina era nuova di zecca. Abbiamo faticato molto all'inizio e non eravamo molto ottimisti in vista della gara".

“In qualifica abbiamo sbagliato i tempi in uscita perché l'orologio nel nostro garage si è bloccato”, ha rivelato Grasser. Alla fine è stato Jordan Pepper a conquistare il 13° posto sulla griglia di partenza nella Superpole del venerdì, gettando le basi per quello che sarebbe successo in seguito.

“Non ho mai visto una gara di 24 ore svolgersi in modo così impeccabile. Non c'è stato un solo errore ai box, né dadi delle ruote caduti, cosa che di solito si vede alcune volte in un numero così elevato di soste”.

“Non un solo dettaglio è andato storto, niente che io ricordi. Devo ringraziare enormemente i tecnici David Grabengiesser e Markus Kuhl. Hanno dato serenità e ogni loro decisione è stata azzeccata. Era quasi inquietante!"

#63 GRT - Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Jordan Pepper, Luca Engstler, second place #96 Rutronik Racing Porsche 911 GT3 R (992): Sven Müller, Patric Niederhauser, Alessio Picariello, third place #50 AF Corse - Francorchamps Motors Ferrari 296 GT3: Arthur Leclerc, Antonio Fuoco, Eliseo Donno

#63 GRT - Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3 EVO2: Mirko Bortolotti, Jordan Pepper, Luca Engstler, second place #96 Rutronik Racing Porsche 911 GT3 R (992): Sven Müller, Patric Niederhauser, Alessio Picariello, third place #50 AF Corse - Francorchamps Motors Ferrari 296 GT3: Arthur Leclerc, Antonio Fuoco, Eliseo Donno

Foto di: Eric Le Galliot

Partendo dal 13° posto, la squadra ha dovuto correre dei rischi strategici, tra cui quello di superare tutti rivali per risalire la china verso il vertice, con una strategia che li ha lasciati spesso fuori sincrono con i primi, ma facente parte del piano.

“Credo che abbiamo preso molti rischi strategici, siamo stati coraggiosi e alla fine questo ha pagato - ha detto Bortolotti - Avrebbe potuto facilmente andare nella direzione opposta”.

"In queste gare ci vuole sempre un po' di fortuna. Oggi tutto è andato per il verso giusto e siamo stati premiati per le scelte coraggiose fatte dagli strateghi. Tutti e tre i piloti hanno fatto un lavoro incredibile”.

“Dopo la gara non c'era un solo graffio sulla vettura: è un risultato di cui possiamo essere davvero orgogliosi. Non ci sono state penalità, problemi coi track limits o guasti agli pneumatici nonostante il caldo. Tutti questi fattori sono stati fondamentali e, naturalmente, siamo stati veloci, il che aiuta".

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