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Intervista

Reggiani, in Lamborghini al momento giusto: "Sfida stimolante, c'è tutto per aver successo con la Temerario GT3"

Intervista con il nuovo Capo del Motorsport di Sant'Agata Bolognese, che arrivato ad inizio anno con grandissimo entusiasmo ha già potuto vedere la bontà delle persone che lavorano sui nuovi progetti del Toro. Con calma verranno avviati i vari programmi GT, pronti a raccogliere l'eredità della Huracán. Strizzando l'occhio al WEC...

Andrea Reggiani, Lamboghini Motorsport

Foto di: Lamborghini Squadra Corse

L'entusiasmo, ad Andrea Reggiani, non manca, specialmente quando vieni chiamato a dirigere un reparto sportivo importante come quello di Lamborghini Squadra Corse, riportandoti in un mondo dove sei cresciuto e che ti mancava.

Annunciato ad inizio anno come nuovo Capo del Motorsport dell'azienda di Sant'Agata Bolognese, prendendo il posto di Rouven Mohr rientrato in Audi, Reggiani è stato scelto dopo una lunga ricerca su figure che potessero avere la giusta esperienza in un ambito vasto come quello delle corse.

La sua carriera è cominciata una ventina di anni fa in Ferrari, inizialmente lavorando nella parte commerciale e in particolare nella sezione Asia Pacific legata al prodotto. Qui ha avuto modo di allargare gli orizzonti, insistendo molto sulla creazione di un programma sportivo che si è tramutato nel 2011 in Ferrari Challenge APAC, seguito a ruota dalle attività legate a Corso Pilota, F1 Clienti, FXX e tutto ciò che ruota attorno ai clienti del Cavallino Rampante. 

Successivamente, Reggiani è stato impiegato anche per le attività negli Stati Uniti e tornando poi di base a Maranello, mentre nel 2019 ha coronato il suo sogno abbracciando la sfida di entrare in Dallara occupandosi della Dallara Stradale, rete di vendita, rapporti coi clienti e così via.

"Negli ultimi mesi, a seguito dei cambiamenti che Lamborghini Squadra Corse ha apportato alla sua struttura, c'è stata l'occasione di tornare a lavorare a tempo pieno sulle attività in pista, che non nego mi fosse mancata in questi anni. E' una sfida bella e impegnativa, ma stimolante perché legata a temi di cui mi sono già occupato in passato", ha esordito Reggiani parlando con Motorsport.com ed altri giornalisti durante un incontro avvenuto in occasione della 24h di Spa, tappa anche del Super Trofeo Europa.

Dopo i primi mesi puoi già fare un bilancio?
"Si tratta sicuramente di una azienda importante e per me è un onore farne parte, dato che è uno dei pochi marchi a rappresentare l'Italia nel mondo. Poter partecipare ad eventi importanti, come la 24h di Spa, portando i nostri valori è qualcosa di grande. Sto ancora ambientandomi, conoscendo pian piano tutto il team di lavoro e capendo quello che è stato fatto e prima e cosa ci sarà da fare". 

Che struttura hai trovato?
"Si parte da basi più che solide e ben organizzate, non c'è da stravolgere nulla e porteremo avanti quanto fatto fino a questo momento. Inoltre, mi ritengo fortunato perché arrivo in Lamborghini all'inizio di un nuovo ciclo importante legato alla Temerario. E' una fortuna enorme e sento già un grande attaccamento a questa vettura. La GT3 è già in pista, la Super Trofeo sta portando avanti lo sviluppo per il debutto nel 2027, quindi credo che sia il momento migliore per dare il via al nuovo corso".

La Temerario GT3 è nata a stretto contatto con quella stradale: quali vantaggi porta nel lavoro essere una azienda piccola, ma unita come una famiglia?
"A differenza della Huracán, che era nata con strutture differenti, la Temerario è nata e cresciuta interamente in casa grazie al grande investimento dell'azienda, con un grande coinvolgimento di tutto il reparto motori con cui si lavora molto bene. I vantaggi sono innegabili perché si possono sviluppare tecnologie e conoscenze che poi teniamo in casa, ma anche il fatto che il grande spirito di squadra alimenta la voglia di raggiungere gli obiettivi con grande motivazione. Tutti vogliono che la Temerario possa fare il meglio possibile, per cui vedo solo vantaggi in questa nuova metodologia di sviluppo della vettura, con il massimo supporto dell'azienda".

Lamborghini Temerario GT3

Lamborghini Temerario GT3

Foto di: Lamborghini Squadra Corse

Un'altra sfida sarà raccogliere l'eredità della Huracán, auto longeva e vincente tutt'ora...
"Per ottenere i risultati della Huracán c'è molto da fare! Siamo consapevoli che è stato un progetto di successo e grande longevità come pochi altri possono vantare in anni recenti. Sentiamo la responsabilità, ma siamo qui per lavorare sulla Temerario e nulla vieta di pensare che potrà, un giorno, ottenere anche di più. Abbiamo tanti anni davanti a noi con questo modello e l'idea di introdurlo solo in alcuni campionati, affiancando i team selezionati nello sviluppo, segue la logica di poter lavorare meglio sul tutto e arrivare più preparati al prossimo anno, quando altre squadre avranno in mano la vettura. La sfida è grande, ma mi piace questo genere di sfide e sono stimolanti".

Ti sei già fatto un'idea di come gestire il programma sportivo o hai ricevuto richieste particolari?
"Da quando ho cominciato a lavorare in Lamborghini è passato poco tempo, ma certamente con la Temerario GT3 quest'anno dovremo concentrarci sull'ottimizzazione del pacchetto e sullo sviluppo delle prestazioni, capendo la vettura in tutti i suoi aspetti, assieme ai team con cui collaboriamo, per poter estrarne tutto il potenziale. Ma ho già visto che in azienda ci sono le persone giuste perché il tutto possa aver successo".

Per il 2027 come pensate di incrementare i programmi e gli impegni con la Temerario GT3?
"Certamente avremo più vetture che correranno nei vari campionati, abbiamo già tantissime richieste e trattative avviate con squadre che vorrebbero avere l'auto per serie americane e asiatiche, oltre a quelli europei. Sta a noi valutare con grande attenzione quali sono le opportunità, vogliamo che tutto sia in regola per partecipare e vincere, col giusto supporto. Ovviamente dipenderà da tanti fattori che andranno ben ponderati".

Avete già un'idea di quante vetture ci saranno in pista il prossimo anno, magari anche in Italia?
"Stiamo ancora valutando e, per ora, non abbiamo un numero chiaro, in generale, proprio perché le valutazioni sono ancora in corso. Per quest'anno, comunque, non prevediamo che possano esserci nuovi ingressi, oltre alle Temerario che già corrono attualmente. Aspettiamo di consolidare il tutto per poi avviare nuovi programmi, in Italia e all'estero".

#63 Automobili Lamborghini Squadra Corse Lamborghini SC63: Romain Grosjean, Edoardo Mortara, Daniil Kvyat

Foto di: Art Fleischmann

Recentemente il WEC ha presentato la bozza di regolamenti 2030 e voi avete un prototipo LMDh fermo, per ora: è un discorso che Lamborghini potrebbe riprendere?
"Il programma LMDh, come sapete, attualmente è in pausa, ma certamente stiamo guardando con grande interesse a quelli che saranno gli sviluppi, i nuovi regolamenti e le caratteristiche che avranno i vari campionati. Bisognerà poi valutare i tempi necessari per sviluppare un eventuale progetto che possa essere vincente, sostenibile coi costi e se il campionato avrà delle caratteristiche che riterremo interessanti".

L'Asian Le Mans Series vuole introdurre la categoria Hypercar, c'è stato interesse da parte di qualcuno per riattivare la SC63?
"Più di una realtà ci ha approciato per capire se era possibile fare qualcosa. L'interesse c'è stato si è manifestato, al momento però il nostro programma è in pausa e anche la situazione geopolitica non rende chiaro il futuro dell'Asian LMS, dunque bisognerà attendere gli sviluppi".

La tua precedente esperienza in Asia potrà aiutare ad attivare contatti in merito?
"Certamente ho contatti e legami sia in Asia che negli Stati Uniti che potranno tornare utili. Anzi, ci sono ancora tanti piloti che avevano cominciato a correre quando lavoravo là, i quali oggi hanno fatto carriera e partecipano in altre serie. Vedremo come si svilupperà la situazione, è un altro aspetto molto interessante dove potrebbero crearsi possibilità".

 

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