Maserati: la GT2 è nata grazie ad un vero... Tridente d'attacco
A Spa la Casa emiliana ha mostrato la vettura da corsa derivata dalla MC20 sulla quale il Disegnatore, Pablo D'Agostino e tutto il centro stile ha messo le mani in totale armonia con ingegneri e pilota, come spiega in questa esclusiva intervista con Motorsport.com.
A Spa-Francorchamps la Maserati ha tolto i veli alla sua GT2, vettura che porterà all'esordio già verso l'ultima parte di quest'anno nel mondo delle corse di questa categoria.
Il pubblico si è radunato nel paddock davanti allo stand del Tridente ed è rimasto molto soddisfatto dal prodotto che ha potuto ammirare per tutto il fine settimana della 24 Ore belga.
Passando da quelle parti, c'era sempre qualcuno che scattava foto o si fermava per ammirare l'auto dotata del caratteristico blu dell'azienda emiliana, sulla quale il centro stile ha lavorato a lungo per arrivare al prodotto finale.
Pablo D'Agostino, Chief Designer Exterior di Maserati, ha raccontato a Motorsport.com in questa esclusiva intervista come si è svolto il lavoro nell'arco di 12 mesi su questo progetto, dalla presentazione al prodotto finale.
Maserati GT2
Photo by: Francesco Corghi
Avete presentato il progetto un anno fa, che tipo di lavoro hai svolto in questi 12 mesi?
"Abbiamo sviluppato il design terminandolo qualche mese fa, anche con l'auto che già aveva cominciato i test. La cosa positiva di questo progetto è che fin dall'inizio, quando sono stati prodotti i primi schizzi, c'è stata piena collaborazione con gli ingegneri per creare qualcosa in totale sintonia con le esigenze di entrambi. Non volevamo perdere prestazioni aerodinamiche e legate al raffreddamento. All'inizio erano tutte idee che poi sono state messe in pratica nel modo giusto".
Partendo dalla base della MC20, avete incontrato difficoltà impreviste per arrivare alla GT2?
"In realtà no perché la base era già buona. La nostra idea era quella di mantenere il concetto della MC20, ma senza snaturarla, cosa che in alcune proposte che avevamo sul tavolo rischiava di verificarsi. Le modifiche effettuate erano legate al miglioramento delle prestazioni aerodinamiche e cooling".
Disegnatori e tecnici hanno le rispettive esigenze, come si fa a lavorare in armonia?
"Bisogna trovare una via di mezzo dove il risultato convince tutti. E' vero che una soluzione può cambiare tanto la vettura facendo lavorare l'auto al 100% nel migliore dei modi, ma bisogna lavorare insieme per avere anche uno stile adatto alla vettura e che la identifichi".
Maserati MC20 GT2
Photo by: Francesco Corghi
Sulla GT2 quanto è stato difficile questo lavoro?
"In questo progetto ci siamo trovati a discutere tante volte, sia sugli interni che sugli esterni, ma sempre con una armonia molto coesa tra i reparti di ingegneria e design. Gli ingegneri ci dicono quali sono le loro necessità, come ad esempio un foro per la presa d'aria; a noi tocca trovare una soluzione di linee che rendano la vettura accattivante. Sulla MC20 è stato sicuramente difficile, ma poi i risultati sono belli".
Invece la cosa più semplice su cui hai lavorato e che ti ha sorpreso?
"Il frontale della vettura. All'inizio c'era il timore di snaturare quella che era la linea Maserati. Sapevamo che andavano coperti i radiatori addizionali per motivi aerodinamici e che ne sarebbe arrivato uno più grande a beneficio del cooling. Mi ero immaginato che il muso dovesse cambiare, invece abbiamo modificato il tutto mantenendo la tipologia classica delle nostre vetture".
Identità sempre importante per il riconoscimento di un'auto...
"Sì, siamo riusciti a mantenerla e alla fine penso sia venuto un bel prodotto sviluppando le idee di partenza nella maniera giusta".
Maserati MC20 GT2
Photo by: Francesco Corghi
Il vostro pilota è Andrea Bertolini, vi ha aiutato anche lui sul design, considerata la grande esperienza che ha?
"Sì, infatti quando parlo di sinergia comune mi riferisco a tutte le parti in causa. Ingegneri, centro stile e pilota, un vero Tridente Maserati vincente. L'esperienza di Andrea è servita tantissimo a noi, perché va detto che non abbiamo avuto modo di lavorare su molte macchine da corsa ultimamente. Anche sugli interni, ci ha fornito consigli validissimi facendoci capire le esigenze di un pilota quando guida. Anche su altri progetti che vedremo prossimamente..."
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