Domenicali: "Lamborghini? Mi piace che sia una rivale di altri Costruttori"

Stefano Domenicali traccia un primo bilancio della sua esperienza da CEO della Casa di Sant'Agata Bolognese e conferma l'impegno dell'azienda nel mondo delle corse GT anche nei prossimi anni.

Stefano Domenicali non poteva non essere il gran cerimoniere della inaugurazione del nuovo museo Lamborghini nella sede di via Modena 12 a Sant'Agata Bolognese. Lo è stato nella giornata in cui dallo stabilimento della Casa del Toro venti magnifiche Miura provenienti da tutto il mondo sono partite per un  tour di 500km organizzato dalla Casa italiana lungo le strade dell'Emilia-dove hanno fatto tappa a Varano de Melegari nell'azienda di Gianpaolo Dallara che è stato il progettista della vettura-della Toscana e della Liguria per festeggiare i cinquant'anni di una tra le Gran Turismo più belle e tecnicamente avanzate della storia dell'automobile.

CEO della Lamborghini da febbraio, Domenicali con motorsport.com ha voluto tracciare un primo bilancio della sua nuova avventura professionale,  rivolto soprattutto al mondo delle corse, dove la Casa sta vivendo un autentico boom di presenze nei vari campionati GT internazionali e nel proprio Supertrofeo che ad oggi è la serie monomarca più affollata al mondo. Un'inversione di tendenza rispetto a qualche anno fa quando era raro trovare delle Lamborghini sugli schieramenti di partenza.

Le corse sono un valore obbligatorio

"L'immagine sportiva è un valore imprescindibile per tutte quelle aziende che producono vetture di questo tipo. Non possiamo farne a meno, è un qualche cosa che ti permette di vivere con passione l'attaccamento a una Casa come la nostra. Probabilmente  sono di parte ma per me l'attività sportiva è assolutamente indispensabile per il marchio Lamborghini".

Negli ultimi anni avete a poco a poco conquistato fette di mercato agonistico importanti e questo ha creato anche un malcontento da parte di molti dei vostri concorrenti che vi accusano di essere fin troppo aggressivi a livello di marketing. Quale è la tua opinione?
"Con il massimo rispetto di chi compete nei vari campionati contro la Lamborghini posso dire che abbiamo delle grandissime soddisfazioni dal punto di vista sportivo. Sul fronte economico legato al settore agonistico le cose stanno andando molto bene, sono positive altrimenti non saremmo in grado di potere gestire certe attività. Quindi in definitiva mi fa piacere che questa competizione tra Case sia vissuta come una sfida anche dagli altri. Il nostro obiettivo dichiarato è di consolidare proprio nello sport il tipo di situazione che stiamo vivendo. Siamo contenti".

In prospettiva futura proseguirete nel settore delle GT, e nello specifico delle GT3, o c'è qualcosa di nuovo all'orizzonte?
"Per il momento siamo concentrati sull'attività nel mondo delle GT3 che è molto vasto e del Supertrofeo. Poi il prossimo anno faremo il punto della situazione per capire se ci saranno delle possibilità di ulteriore evoluzione nel settore delle competizioni. Ma ora preferiamo restare concentrati sulle attività che stiamo seguendo".

Più pista e meno simulazione virtuale

Da uomo di corse e membro della Fia cosa ti incuriosisce maggiormente nello stato attuale del Motorsport?
"Credo ci sia da fare un distinguo tra attività con le monoposto e quelle con le ruote coperte. Nel mondo delle formule noto una crescente attenzione verso i giovani. La Federazione sta investendo molto su nuovi campionati  e questo è un fatto positivo. Bisogna però controllare i costi perché come sempre accade nel Motorsport è questa la barriera che a volte pregiudica l'ingresso e poi vorrei dire una cosa".

"Credo che quando si stia iniziando un'attività sportiva l'ideale sia il restare il più possibile in pista, naturalmente a costi controllati. Vedo ancora troppe iniziative legate alle simulazioni che poi portano a interpretare la guida in modo virtuale. Ma a 12, 14 o 16 anni una macchina la devi conoscere su un autodromo reale. E quindi ammetto di essere schierato contro questa tendenza. Come membro del Consiglio Mondiale della FIA mi sto adoperando in tal senso, portare i giovani in pista e nel reale".

"Nell'ambito GT, invece, vedo un fiorire di nuove serie e competizioni. È vero che ci sono critiche  nei confronti del Balance of Performance ma è altrettanto vero che queste non mancheranno mai. Perché quando nei vari campionati ci sono vetture di Case differenti e con impostazioni diverse diventa naturale ricercare una sorta di compromesso tecnico per metterle sullo stesso livello potenziale di competitività. Quindi il Bop diventa una male necessario. Detto questo il mondo delle GT è in pieno fermento e posso dire che almeno dalla mia ottica la situazione attuale è molto positiva".

Cresce la percezione del marchio Lamborghini

L'inaugurazione del museo, il tour per i cinquat'anni della Miura sono stati anche l'occasione personale per stilare un bilancio iniziale della tua ancora breve esperienza come CEO della Lamborghini. Sei soddisfatto?
"I numeri sono dalla parte della Lamborghini ma quello che interessa è vedere come e quanto la percezione del marchio stia crescendo tra la gente. È una cosa molto bella e positiva ed è proprio su questo che stiamo investendo tanto. Devo dire che le sfide che abbiamo di fronte non sono poche e bisogna essere prudenti. Perché so benissimo che la fase del decollo in aeronautica è una delle più difficili e critiche. Come azienda dobbiamo essere bilanciati".

"Di fronte abbiamo la sfida del nuovo SUV che assembleremo qui. Stiamo lavorando sugli stabilimenti , sulla crescita dei dealers che devono vendere una vettura che non esisteva nella nostra produzione, che devono trovare una clientela più ampia, alla quale offrire un tipo di assistenza diversa. Per me anche questa è una sfida entusiasmante: ciò che dobbiamo trasmettere nel mondo è Automobili Lamborghini, Sant'Agata Bolognese, Italia. Il valore dell'azienda è la sua italianità".

"Ed è quello che è riconosciuto in primis dall'azionista di riferimento che ci dà solidità, competenza e tecnologie ma che allo stesso tempo ci riconosce il valore di essere un costruttore italiano, permettendoci di investire in concetti che per noi fanno la differenza. Ho la fortuna di lavorare in un'azienda dove tutti quanti, uomini e donne, sentono la responsabilità di realizzare un prodotto che dia lustro all'Italia nel mondo. Sono molto orgoglioso di questo".

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Campionati GT
Articolo di tipo Intervista