Project 2&4, la Honda monoposto col motore MotoGP

Sarà presentata al Salone di Francoforte questa concept car che rievoca la F.1 di 50 anni fa

Prendete il motore della RC213V di MotoGp e metteteci intorno quattro ruote: ecco la Project 2&4 che ha vinto il concorso del "Global Design Project" promosso dalla Honda. La Casa giapponese ha deciso di esporre al Salone di Francoforte questo strano oggetto a metà strada fra una macchina e una moto.

UNA CONCEPT DERIVATA DALLA RA292 DEL 1965
Si tratta di un monoposto molto particolare, una concept che non cerca contatti con l’attuale presenza della Casa nipponica in Formula 1 (molto deludente), quanto un richiamare la propria storia, guardando alla RA272 del 1965 quando l’americano Richie Ginther aveva regalato la prima vittoria nei Gp alla Honda in Messico. L’effetto suolo non era ancora stato sviluppato, per cui le macchine erano sinuosi sigari spinti da propulsori di cilindrata di un litro e mezzo capaci di erogare 220 Cv.

IL CUORE E’ IL QUATTRO CILINDRI RC213V DELLA MOTOGP!
Al Salone di Francoforte, la Honda Project 2&4 rievocherà proprio quell’epopea, riproponendo la classica livrea nipponica caratterizzata dalla carrozzeria bianca con il tondo rosso nell’anteriore. Sono già trascorsi 50 anni da quel primo successo, per cui il tributo della Honda è sacrosanto. La Honda Project 2&4 non ha molte altre analogie con la RA272, visto che le forme hanno ben poco in comune con la storica Formula 1: la concept sembra un kart che è stato vestito per nascondere il cuore della RC213V, ovviamente rivisto per essere omologato nell’uso su strada: il V4 da 999 cc a quattro tempi in questa configurazione è capace di una potenza di 215 CV a 13.000 giri/min. La coppia massima è di oltre 118 Nm a 10.500 giri/min mentre la trasmissione è a sei marce comandata da una doppia frizione.

UN KART CON IL MOTORE CENTRALE CHE FARA’ DISCUTERE
La Project 2&4 è a passo cortissimo (la lunghezza è di 3,040 metri, larga 1,82 m e alta 995 cm), ma è il peso a colpire visto che non supera i 405 kg, lasciando a vista la struttura del telaio. Il motore è in posizione centrale a fianco del guidatore che è legato al sedile che sembra sospeso, quasi a voler regalare anche su una quattro ruote le emozioni delle… pieghe di una moto. Questa inconsueta Honda, infatti, è il frutto di una cooperazione fra gli ingegneri della Honda moto di Asaka con quelli dell’area Ricerca e Sviluppo di Wako che, invece, si occupano di automobili. E il nome rappresenta una giusta sintesi di ciò che vuole essere questo messo che sarà destinato a far discutere…

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