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LaFerrari: un capolavoro che è figlio della F.1
Analizziamo quanto l’esperienza delle corse abbia inciso nel progetto curato anche da Rory Byrne

Franco Nugnes
Modificato: 23 lug 2015, 18:03
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Luca di Montezemolo sta combattendo una battaglia fra i costruttori di Formula 1: vuole cambiare le regole del Circus perché le corse possano tornare ad essere un banco di prova per il prodotto di serie. E per dimostrare che le sue non sono chiacchiere, ci ha stupito tutti presentando LaFerrari a Ginevra che è diventata la regina del Salone svizzero nell’istante stesso in cui è stata mostrata. DALLE CORSE ALLA STRADA “Abbiamo voluto chiamare questa vettura LaFerrari - ha detto il presidente Ferrari – “perché è l’espressione massima delle eccellenze della nostra azienda: l’innovazione tecnologica, le prestazioni, lo stile avveniristico, le emozioni di guida che sa trasmettere. E’ una vettura straordinaria, destinata ai nostri collezionisti, che ha in sé le soluzioni tecniche che in futuro saranno applicate ai modelli della gamma e costituisce il termine di confronto per tutto il settore. LaFerrari rappresenta le migliori capacità progettuali e realizzative di tutta la nostra azienda, incluse quelle acquisite in Formula 1, un patrimonio di conoscenza unico al mondo”. RORY BYRNE CONSULENTE DEL PROGETTO Questa dream car che sarà prodotta solo in 499 esemplari vuole essere il nuovo punto di riferimento dell'automobilismo mondiale, ereditando un ruolo che in passato è stato di F40, F50 ed Enzo. Il team di design guidato da Flavio Manzoni ha lavorato in stretto contatto con gli ingegneri guidati da Rory Byrne, il progettista sudafricano che a firmato le Ferrari campioni del mondo in F.1 con Michael Schumacher. CAPOLAVORO DI SINTESI FRA FORMA E FUNZIONE Prendere i concetti di una monoposto e trasformarli in una vettura dallo stile estremo e avveniristico che mantiene allo stesso tempo il legame con la tradizione del Marchio non è stato un esercizio facile. Ma ne è uscito un capolavoro di sintesi fra forma e funzione. SPECCHIETTO CON FUNZIONE AERO Ogni particolare de LaFerrari evidenzia il DNA sportivo: volete l’esempio più banale? Lo specchietto retrovisore è un elemento che sporca i flussi della carrozzeria generando fastidiose turbolenze. Byrne ha sfruttato l’esperienza della F.1 per spostare gli specchietti lontano dalle porte, ricordando che si potevano montare sui deviatori di flusso delle pance. Al punto che i retrovisori sono diventati degli elementi aerodinamici utili a far riattaccare i flussi al retrotreno! KERS DI DERIVAZIONE F.1 L’eccellenza della F.1 emerge dal motopropulsore ibrido: sfruttando il know-how della Scuderia sul KERS è stato realizzato un motore ibrido capace di coniugare le prestazioni esaltanti con la riduzione dei consumi e delle emissioni. L’HY-KERS realizzato in collaborazione con la Magneti Marelli è composto da due motori elettrici - uno per erogare potenza alle ruote e l’altro per i sistemi ausiliari e da un pacco di batterie alloggiato nel pianale. Le celle sono assemblate nel Reparto Corse dove viene realizzato il KERS della F138. L’esperienza dei Gp ha permesso di contenere il peso (60 kg contro i 20 della F.1) e le dimensioni dei singoli componenti, rendendo la prima Ferrari ibrida un esempio da imitare. MOTORE 12 CILINDRI DA 800 CV Il motore termico è un poderoso V12 di 6.262 cc da 800 cv a un regime di 9,250, con un rapporto di compressione di 13,5:1. A questa unità si accoppia un motore elettrico da 120 Kw, per una potenza totale di 963 cavalli!. L’elevata coppia del motore elettrico ai bassi giri ha permesso di ottimizzare il rendimento di quello termico agli alti: le gestione elettronica ha beneficiato delle mappe messa a punto per la F.1, garantendo una spinta continua con una coppia totale di oltre 900 Nm. MOTORE ELETTRICO IN CODA AL CAMBIO F1 Le batterie si ricaricano in diversi modi: durante le frenate e ogni volta che il motore termico produce della coppia in eccesso: l’energia non va dispersa, ma viene recuperata, migliorando sensibilmente il rendimento. Il motore elettrico è montato in coda al cambio F1 a doppia frizione, contribuendo all’ottimale distribuzione dei pesi. DISTRIBUZIONE DEI PESI IDEALE LaFerrari ha una distribuzione dei pesi ottimale (59% sul posteriore) e un passo contenuto (2.650 mm) pur in presenza degli ingombri dei moduli elettrici. Tutte le masse sono state collocate tra gli assi e vicino al pianale in modo da abbassare il baricentro (35 mm più giù rispetto alla Enzo) per garantire la massima maneggevolezza. SEDILE FISSO, SI MUOVONO PEDALI E VOLANTE Lo studio dei pesi è stato fatto con le stesse modalità di una monoposto di F.1: il sedile, per esempio, è fisso ed è conformato sulla figura del guidatore. Per trovare la migliore posizione di guida si regolano la pedaliera e il volante proprio come avviene sulle auto da competizione. Il peso del pilota, infatti, è una massa significativa nell’equilibrio delle prestazioni di una macchina così estrema. Ecco perché in questa fase sono stati utili i consigli di Fernando Alonso e Felipe Massa che hanno partecipato al processo di sviluppo. TELAIO IN CARBONIO Il telaio in carbonio utilizza gli stessi quattro tipi diversi di compositi impiegati in Formula 1, così come identiche metodologie di progettazione e realizzazione. Rispetto alla Enzo la rigidità torsionale è cresciuta del 27% e quella flessionale del 22%, contenendo i pesi. AERODINAMICA MOBILE Gli studi al CFD e in galleria del vento hanno permesso di sviluppare un’aerodinamicacon un livello di efficienza mai raggiunto da una vettura stradale. LaFerrari adotta elementi aerodinamici attivi anteriori (profili dei diffusori e sul fondo) e posteriori (profili dei diffusori e spoiler retrattile) che sono controllati elettronicamente, assicurando il carico necessario al variare delle velocità. Si è andati ben oltre il concetto dell’ala mobile in F.1, visto che l’uso del DRS è vincolato dalle regole FIA. FRENI BREMBO RACING L’impianto frenante realizzato dalla Brembo presenta pinze di tipo racing di nuovo disegno e più leggere, disegnate specificamente per garantire il corretto raffreddamento ai dischi carbo-ceramici di nuova composizione. Le gomme sono Pirelli Pzero, 265/30-19 all’anteriore e 345/30-20 al posteriore. UN LUSSO PER 25 ITALIANI Le performance sono da primato: accelerazione da 0–100 km/h in meno di 3 secondi e una da 0-200 Km/h in meno di 7 secondi. Rispetto alla Enzo gira Fiorano cinque secondi più veloce e raggiunge una velocità di punta di 350 km/h che è superiore a quella di una monoposto del Circus! Il costo? 1 milione e 200 mila euro IVA inclusa: i modelli sono già stati tutti prenotati. Settanta i collezionisti italiani in lista d’attesa: solo 25 saranno selezionati da Montezemolo in persona. E a tutti gli altri, noi compresi, non resterà che sognare…
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