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La prima gara internazionale della A2RL porta emozioni autonome su un circuito leggendario

La terza stagione della Abu Dhabi Autonomous Racing League l'ha vista approdare sul leggendario circuito di Imola in Italia.

Podio A2RL

The autonomous cars were put to the test at Imola

La terza stagione dell’Abu Dhabi Autonomous Racing League (A2RL) è esplosa questo weekend sul leggendario asfalto di Imola, segnando un enorme passo avanti per la serie. Per la prima volta, le corse autonome hanno gareggiato su un circuito diverso da Yas Marina.

I cinque Pro Teams di A2RL - Polimove (IT), Unimore Racing (IT), Kinetiz (UAE), Constructor University (DE) e i campioni in carica della TUM (DE) - sono scesi sul leggendario circuito per dimostrare che la tecnologia autonoma della A2RL può eccellere su qualsiasi circuito al mondo.

Il passaggio ad Imola è molto importante per A2RL, i suoi team e l’organizzazione fondatrice ASPIRE. Portare qui la gara è un momento enorme per la serie, dimostrando che la sua tecnologia autonoma può essere adattata senza soluzione di continuità. Anche il formato della gara era diverso dagli eventi precedenti. In passato, la A2RL aveva Yas Marina tutta per sé e poteva assegnare ai team orari prestabiliti per i test. A Imola, non è stato così, poiché l’evento di A2RL faceva parte di un weekend più ampio. Questo significava che le auto autonome condividevano la pitlane con veicoli pilotati da esseri umani di diverse categorie. Con appena dieci giorni di test disponibili, per la prima volta la A2RL ha operato con una pitlane aperta, permettendo ai team di sfruttare al massimo il poco tempo a disposizione.

Dieci giorni per padroneggiare un circuito sono una richiesta impegnativa, ma è qualcosa a cui i team dovranno abituarsi man mano che A2RL spiccherà il volo in futuro. Questo non vuol dire però che i team non sapessero dove stavano andando…

Prima della gara, è stata fornita loro una versione digitale di Imola - una pista famosa per punire gli errori, con peculiarità uniche - dossi ciechi e tutto il resto - da utilizzare sul simulatore A2RL. Mentre i team e le loro vetture autonome imparavano il layout di un nuovo circuito, la A2RL poteva prendere confidenza con le sfide logistiche e prepararsi a qualsiasi potenziale problema. Sebbene meccanici, ingegneri e professionisti esperti delle corse sappiano cosa può accadere con un essere umano al volante, uno stack autonomo potrebbe generare qualcosa di nuovo ed inatteso.

Josh Roles, responsabile delle operazioni della A2RL, è soddisfatto di come sono andati i preparativi: “Poter testare virtualmente tutti gli aspetti dell’evento ci ha dato un enorme vantaggio. La tecnologia che abbiamo è all’avanguardia, ma avere più tempo per testare è fondamentale. Ha significato che siamo arrivati tutti a Imola ben preparati e pronti ad affrontare la nostra prima gara su un nuovo circuito con gli occhi ben aperti”.

Photo by: A2RL

L’importanza di essere a Imola e mostrare ad un mondo più ampio di cosa sono capaci le auto della A2RL non sfugge ad Alessandro Tucci, direttore esecutivo della società madre di A2RL, ASPIRE: “Le prestazioni dimostrate dai team durante la gara sono il risultato di una strategia di sviluppo definita, costruita su oltre 5.000 ore di test di simulazione e corse nel 2025".

"Correre a Imola è stato un passo fondamentale per l’evoluzione della A2RL e siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dai team e dall’organizzazione A2RL. Portare quella preparazione su un circuito come Imola è il modo in cui continuiamo ad alzare lo standard competitivo della A2RL”.

Mentre i team imparavano ad orientarsi tra i dossi, le asperità, e le curve relativamente poco familiari di Imola, Unimore Racing è emersa come pole sitter per la gara. In terza posizione, i campioni in carica della TUM avevano a portata di mano una tripletta di gare A2RL, ma sarebbero riusciti a concretizzarla?

Quando la gara è partita, i team osservavano nervosamente dai loro garage. Mentre le auto sono in movimento, non possono comunicare con i piloti IA: possono vedere cosa stanno facendo, ma niente di più. Non c’è nessun controller nascosto o pro gamer nascosto in un camion a controllare le auto: tutto avviene a bordo, dal semaforo alla bandiera a scacchi.

Dopo un rapido giro di formazione, i campioni in carica della TUM si sono diretti ai box per un problema ai freni: un reset veloce era l’unica possibilità del team di rientrare in gara, ma si è rivelato inefficace e il problema è persistito, costringendo la vettura al ritiro. Niente tripletta per la TUM…

Con quattro auto rimaste in pista, Unimore e Polimove hanno giocato una serrata partita di inseguimento in testa, mentre Constructor e Kinetiz seguivano. Gli spettatori osservavano, sperando in un attacco di Polimove per un sorpasso, e il distacco continuava a ridursi mentre la gara entrava nelle fasi finali. Sembrava che Unimore sarebbe stata vittoriosa, ma un guasto ad un sensore ha di fatto accecato la vettura, attivando i protocolli di sicurezza e portandola a un rapido arresto. La Polimove, che era rimasta entro un secondo dalla vettura di testa per tutta la gara, la seguiva troppo da vicino per sterzare ed evitare l’auto in panne. Le due si sono scontrate, mettendo entrambe fuori gara.

Photo by: A2RL

Un gruppo di cinque è diventato un gruppo di due e, mentre la vettura della Constructor sfoggiava la sua potenza turbo, non è riuscita a raggiungere la Kinetiz, che ha tagliato il traguardo conquistando la vittoria.

Una vittoria storica per loro, ASPIRE e A2RL. Il primo vincitore internazionale incoronato, Omar Hanif Alqassim, team principal di Kinetiz, ha commentato: “È un momento di grande orgoglio per tutti noi di Kinetiz vincere la prima gara internazionale di A2RL e, cosa più importante, rappresentare gli UAE su un palcoscenico internazionale".

"Il team ha lavorato duramente per questo traguardo, e vedere che quello sforzo si traduce in una vittoria lo rende ancora più speciale. È stata una grande gara e molto ben organizzata da ASPIRE, che ha creato una piattaforma forte per mostrare ciò che gli UAE stanno costruendo nella tecnologia autonoma. Siamo orgogliosi di portare questa vittoria a casa e di far parte della rappresentazione dell’ambizione e delle capacità degli UAE sulla scena globale”.

Sulla vittoria di Kinetiz, Stephane Timapano, CEO di ASPIRE, ha aggiunto: “Congratulazioni al team Kinetiz degli UAE per una vittoria meritata. Imola ha alzato il livello della sfida, chiedendo ai sistemi autonomi di correre ruota a ruota in un ambiente completamente diverso e generando dati preziosi per accelerare la prossima fase di R&D. Ciò che abbiamo visto qui ci dà una nuova misura di come questi sistemi si comportano e si adattano sotto pressione”.

La tecnologia in mostra si è notevolmente evoluta rispetto al suo primo anno a Yas Marina. Le auto sono più sicure, le loro personalità codificate stanno emergendo. Anche se, sì, i piloti sono uno e zero, le persone che li hanno creati avranno impresso un po’ di sé: un’auto potrebbe essere più aggressiva, un’altra avversa al rischio, o persino affamata di sorpassi. Sono individui.

Photo by: A2RL

È facile, forse, vedere la A2RL come ‘solo una gara’, ma c’è più di questo. S.E. Faisal Al Bannai, consigliere del presidente degli UAE per la ricerca strategica e gli affari di tecnologia avanzata, e segretario generale dell’Advanced Technology Research Council (ATRC), ha concordato: “La A2RL riflette il modo in cui Abu Dhabi affronta la tecnologia avanzata: fissare una sfida ambiziosa, riunire le menti migliori e creare le condizioni per un progresso accelerato".

"Imola ha messo alla prova questo approccio, con cinque auto autonome a navigare l’incertezza e la pressione di una gara dal vivo. Vedere Kinetiz conquistare la vittoria segna un momento importante per gli UAE, mentre il valore più ampio risiede in ciò che la gara ha rivelato su affidabilità, resilienza e decisioni in tempo reale. Queste intuizioni aiuteranno a far progredire i sistemi autonomi ben oltre le corse”.

Archiviata Imola, i prossimi passi della A2RL arriveranno presto… Per ora, puoi guardare la gara completa sul canale YouTube della A2RL.

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