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Il test: Swift Sport, la piccola... danzatrice

La Suzuki non ha esasperato i concetti di una macchina da corsa per esaltare il confort

Franco Nugnes

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Modificato: 23 lug 2015, 18:46

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La vocazione storica è quella dei rally, ma corre anche in pista nel Campionato Italiano Turismo di Serie. La Suzuki Swift Sport, insomma, la matrice agonistica non la esprime solo nel nome. La Casa giapponese da anni ha il merito di offrire ai giovani piloti la possibilità di entrare nel motorsport con costi ridotti all'osso. E per riuscire a trarre delle buone prestazioni in gara è necessario avere una buona base di serie. È per questo che abbiamo deciso di andare a scoprire il modello stradale della Swift Sport per la nostra prova del mese. L'ultima versione della piccola sportiva nipponica è stata presentata al Salone di Francoforte: è una tre porte compatta con motore 1.6 aspirato che ha i numeri per rivaleggiare con le equivalenti Fiesta, Citroen DS3 VTi, Renault Clio GT Gordini e MINI Cooper.

 DESIGN EQUILIBRATO Prese d’aria, nuovi cerchi in lega ultra-leggeri, spoilerino posteriore e profilo estrattore con doppio terminale di scarico (particolare quest’ultimo che ricorda in una certa misura la Clio RS, ma non solo): la caratterizzazione della Swift Sport è quella di un modello che non nasconde certo la sua sportività. Il risultato è un design molto equilibrato, come del resto lo è il modello di partenza. L’ultima generazione della Swift, in fondo, si può considerare un profondo restyling della precedente, che già aveva riscosso buone simpatie per il suo look giovane e moderno. GRINTA CONDENSATA L'insieme offre una sensazione di grinta che si condensa in meno di 4 metri. Gli stilemi Suzuki, come la grande calandra trapezoidale a nido d'ape anteriore, sono facilmente riconoscibili e si associano alla ricercata fanaleria (una apprezzata sorpresa sono i fari allo xeno di serie dotati del lavafari) e al nero della colorazione dei montanti che danno una continuità stilistica con il parabrezza. La Sport sfoggia, inoltre, le griglie attorno ai fendinebbia e le generose bandelle laterali. OTTIMI SEDILI AVVOLGENTI Anche negli interni la Sport mantiene le sue prerogative: i sedili ben avvolgenti lasciano intendere subito che ci sarà da divertirsi e la pedaliera è di tipo racing anti-scivolo. Le cuciture in filo rosso, il volante in pelle e la scritta Sport sottolineano il carattere giovanile. La strumentazione a 5 quadranti è facilmente leggibile. DOTAZIONE COMPLETA Le plastiche sono di buona qualità e danno una sensazione di robustezza, mentre i comandi sono ergonomici e ben distribuiti. La dotazione di serie è completa: climatizzatore automatico, cruise control, radio CD/MP3 con Bluetooth e porta USB, avviamento keyless, vernice metallizzata, cristalli oscurati e specchietti elettrici. AGILE IN CITTA' Nel comportamento su strada la Swift Sport assolve le premesse e mantiene le promesse. Il passo corto rende la Suzuki scattante nel traffico e pronta ai cambi repentini di direzione. Nei percorsi cittadini e, soprattutto, nel traffico si apprezza la docile progressività del motore 1.6 aspirato. Insomma, come una gatta che gira per casa padrona del territorio. Ma non sfidatela perché sa tirare fuori gli artigli e mostrare la sue indole felina. IN PISTA A MODENA L'Autodromo di Modena, che è la nostra pista eletta per i test, è l'ideale per verificarne il temperamento agonistico. La messa in moto è a pulsante, come sulle macchine da corsa. In realtà il motore al minimo non si sente, è silenziosissimo e sembra una contraddizione di termini. Il circuito è guidato e il suo andamento tortuoso si addice ad esaltare questa piccola pronta a saltare da un cordolo all'altro. (http://www.autodromodimodena.it/) REGIME SOPRA I 4 MILA GIRI La Swift Sport non delude le aspettative a patto che si mantenga il regime di rotazione sopra i 4000 giri/minuto, quando il motore, come tutti i 16 valvole più spinti, esprime il suo meglio: entra in coppia e sprigiona la sua potenza che non è mai esplosiva, ma progressiva grazie alla fasatura variabile. Si possono tirare le marce fino al limitatore di giri (regolato a 7.000 giri) senza sentire cali di potenza: i 136 CV si possono sfruttare tutti, apprezzando i 169 Nm di coppia giocando con il cambio a sei marce, preciso negli innesti con una leva corta che facilità la rapidità della manovra. Ed è in questo contesto che risuona il sound dello scarico che, invece, resta educatamente sotto traccia nell'uso urbano. PRIVILEGIATO IL CONFORT La Swift Sport, quindi, rivela due anime che coesistono sotto lo stesso abito. Il costruttore giapponese ne è perfettamente consapevole e, rispetto alla versione precedente, ha scelto di non sacrificare il confort di marcia alla voglia di dare sempre e comunque del gas. Questa Suzuki, quindi, è frutto di alcuni compromessi opportunamente cercati. SOFFRONO LE GOMME Volete un esempio? L'inserimento in curva è piuttosto rapido, l'appoggio sulle Continental Sport Contact 3 è sicuro, ma sono stati scelti pneumatici 195/45-17' che non sono proprio dei ribassati. La Swift Sport, infatti, esprime il suo meglio solo nelle prime tornate, poi tende ad accusare un sottosterzo che obbliga a cambiare il modo di guidare, anticipando con lo sterzo l'ingresso in curva per mantenere una traiettoria che non costringa a fare troppa strada inutile. Il connubio telaio-gomma non sembra ideale: la sensazione è che la macchina abbia potenzialità maggiori rispetto a quelle che effettivamente riesce ad esprimere, ma non vuole essere una “bomba” estrema, visto che l'obiettivo è di allargare la sua fascia di mercato. NON SI DEVE SPIGOLARE Finché l'andatura resta sportiva, la Suzuki segue le linee ideali senza alcuno sforzo, ma non appena si cerca una guida agonistica, esasperando la frenata e i trasferimenti di carico, le gomme cominciano a soffrire, fischiando anche a velocità relativamente basse. Non si deve guidare “spigolando”, specie in staccata, perché va in crisi la spalla della copertura, che poi mostra “riccioli” ben visibili. L'impianto frenante, invece, è adeguato alle aspettative e contribuisce a dare una sensazione di sicurezza. BISOGNA LASCIARLA SCORRERE Il segreto, allora, è far scorrere la Swift Sport arrotondando le traiettorie: così si riduce il rollio e si riesce a “danzare” nel misto di Modena mentenendo il propulsore in coppia e usando meno angolo di sterzo, evitando di mandare in deriva le gomme. Così guidarla diventa una goduria, come uno sciatore discesista che disegna le curve senza spigolare troppo sulle lamine. BENE NELLA TRIPLA CURVA L'ultimo tratto del selettivo tracciato modenese offre tre curve che possono essere raccordate in un'unica traiettoria in accelerazione: quando la vettura ha una buona impostazione è possibile percorrerle in accelerazione senza parzializzare l'acceleratore, per essere già lanciati sul rettilineo principale: la Suzuki, in questo frangente, conferma le buone impressioni e si merita la promozione sul... campo. DOPPIA PERSONALITA' È una Suzuki dottor Jekyll e mr. Hyde: sportiva da strada che potrebbe trasformarsi in cattiva da rally o da pista nelle mani di qualche preparatore. Ma non c'è bisogno di un apprendista stregone, perché le qualità necessarie per andare forte ci sono tutte. Fotografie: Gianni Mazzotta

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