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Gli scultori della velocità: l'arte dei carrozzieri a Bologna

Ha trovato casa nella sede della Regione Emilia Romagna una collezione di carrozzerie delle Ferrari e Maserati che hanno fatto la storia negli anni 50 e 60 e che esaltano l'arte dei Maestri Carrozzieri modenesi. Un modo per riscoprire un mondo dell'auto che non esiste più: vedere tre Ferrari 330 P3-P4 esposte come nella storica parata della 24 Ore di Daytona del 1967 emoziona come scoprire come sono nate le "curve" della Testarossa e della GTO grazie al martello dei battilastra.

Gli scultori della velocità

Mai titolo di una mostra poteva essere più azzeccato: “Gli scultori della velocità”. A Bologna è stata inaugurata giovedì mattina nella sede della Regione Emilia Romagna una rassegna davvero straordinaria: dal 2 al 12 febbraio si può ammirare l’esposizione di una collezione davvero unica che esalta l’arte dei Maestri Carrozzieri modenesi.

Gli scultori della velocità: mostra sui carrozzieri modenesi da non perdere a Bologna

Gli scultori della velocità: mostra sui carrozzieri modenesi da non perdere a Bologna

Photo by: Franco Nugnes

ModenArt, per iniziativa di Jean-Marc Borel, ci propone la riscoperta di un mondo automotive che non esiste più: quello dei maestri battilastra, capaci con una serie di martelli, un pezzo di tronco d’albero, un sacco di sabbia e un piano di lavoro, modellare forme dalle linee ammalianti e dalle curve superbe che hanno sancito ed eternato il successo di macchine che hanno segnato la storia dell’automobile in pista come sulla strada.

Gli scultori della velocità

Gli scultori della velocità

Photo by: Franco Nugnes

“A Torino e Milano -spiega il curatore Antonio Ghini – negli anni 40 e 50 del dopoguerra, i celebri carrozzieri del tempo costruivano manichini in legno delle vetture destinate a essere realizzate. Raffinate opere dell’ebanisteria, perfette nelle forme. Si trattava di un lavoro preparatorio molto costoso che richiedeva, oltre alla competenza, molto tempo per la realizzazione”.

“Negli stessi anni, a Modena questa tecnica non c’era e, cosa non meno importante, Maserati e Ferrari non avevano i mezzi per permettersi lavori così impegnativi e neppure il tempo, perché le auto da corsa, quando nascono, hanno appuntamenti molto prossimi: chi vuole vincere deve arrivare primo anche a schierare la nuova creatura”.

Gli scultori della velocità: i filoni della Ferrari 330 P3-P4

Gli scultori della velocità: i filoni della Ferrari 330 P3-P4

Photo by: Franco Nugnes

“Fu per questo che a vincere fu l’immaginazione: i battilastra sapevano lavorare il metallo e ne conoscevano le qualità. Perché non partire dal metallo a forma di filo e piegarlo, modellarlo secondo le forme dell’auto e saldare gli elementi fino a definire il design completo dell’auto?”.

Giancarlo Guerra e Afro Gibellini sono ormai in pensione da anni dopo che i due maestri hanno modellato nell’officina Scaglietti le carrozzerie delle vetture più ambite e preziose della storia dell’auto. Hanno ripreso a lavorare col martello: da sette anni hanno ricominciato a riprodurre quei capolavori per dare vita a un progetto di conservazione e trasmissione alle future generazioni del patrimonio che sono riusciti a creare.

Gli scultori della velocità

Gli scultori della velocità

Photo by: Franco Nugnes

“A Campogalliano fu creata la bottega ModenArt – racconta Jean-Marc Borel – e lì hanno progettato nela massimo rispetto della tradizione una collezione di opere identiche alle loro creazioni passate da loro stessi. Stessi attrezzi, stesse tecniche e soprattutto stesse mani. Il risultato è meraviglioso e si può ammirare a Bologna”.

Si ammirano le carrozzerie di tre Ferrari 330 P3-P4 a nobilitare ed eternare la storica tripletta alla 24 Ore di Daytona del 1967, proprio in casa della Ford, ma troviamo Ferrari 250 Testarossa, 250 GT Berlinetta (SWB), 250 GT0 62 e 64 oltre a Maserati Tipo 151/3 e Shelby Cobra Daytona Coupé (cinque dei sei esemplari erano nati a Modena da Baccarini e Vaccari).

Gli scultori della velocità: la Shelby Cobra Dayton Coupé nata a Modena

Gli scultori della velocità: la Shelby Cobra Dayton Coupé nata a Modena

Photo by: Franco Nugnes

La mostra ha l’ingresso gratuito ed è aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle 18. Sabato 4 febbraio è prevista un’apertura straordinaria fino alle 22: l’appuntamento è da non perdere, perché questi capolavori del genio italiano ancora cercano una “casa” dove essere ammirate stabilmente.

Giancarlo Guerra e Afro Gibellini e gli altri collaboratori hanno fatto la loro parte, come Jean-Marc Borel che ha creduto in ModenArt: adesso tocca alle istituzioni completare l’opera. La mostra nel capoluogo emiliano, cuore della Motor Valley, rappresenta un passaggio che non completa un progetto ambizioso, ma apre a un mondo che deve scoprire e apprezzare il genio italiano…

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