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Speciale La mostra "Ayrton Senna Forever"

F1 | "Ayrton Senna Forever": a Torino la mostra sul campione brasiliano

Ieri è stata inaugurata la strepitosa mostra su Ayrton Senna che resterà al MAUTO di Torino fino al 13 ottobre. Tanti i pezzi pregiati esposti: monoposto, auto, moto, kart, tutti i caschi, tute, memorabilia assortita per ricordare il brasiliano a 30 anni dalla morte.

La mostra

"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

La mostra

"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

La mostra

"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

	
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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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"Ayrton Senna Forever": la mostra al MAUTO di Torino

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Se chiudiamo gli occhi, sembra ieri. Invece da quel 1 maggio 1994 sono passati ormai 30 anni. 3 decadi in cui Ayrton Senna è ancora vivo e vegeto nell'immaginario di tutti, grandi e piccoli, innamorati, appassionati di uno sport - la Formula 1 - che è cambiato tanto, ma che non ha mai cancellato il nome di uno dei migliori piloti della storia. Forse il migliore. Sicuramente "Magic".

Ed è per questo motivo che il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino, il MAUTO, ha lavorato sodo per mesi con un obiettivo chiaro: realizzare la mostra più importante al mondo dedicata al campione brasiliano. Carlo Cavicchi, curatore della mostra, all'inaugurazione avvenuta ieri mattina ha sintetizzato bene Senna negli ultimi 30 anni: "Senna mette angoscia a tutti quelli che corrono. Pietra di paragone per ogni pilota perché paragonati a lui se vanno forte sull'acqua, se fanno la pole o se fanno cose straordinarie in gara".

Carlo Cavicchi, curatore della mostra, e Benedetto Camerana, presidente del museo nazionale dell'automobile

Carlo Cavicchi, curatore della mostra, e Benedetto Camerana, presidente del museo nazionale dell'automobile

Foto di: Giacomo Rauli

Insomma, Senna vive. E la mostra ha proprio questo come obiettivo. Niente di scabroso, niente di violento, niente di macabro. Solo pezzi originali - a parte due showcar McLaren (le MP4/4 e MP4/6) che fanno da passerella all'entrata della mostra - che hanno l'obiettivo di raccontare il brasiliano per quello che è stato, dall'esordio sui kart (ce ne sono 2, più i 4 motori usati da lui) all'arrivo in Formula 1.

Una serie di tute originali, tutti i caschi indossati da Ayrton - da quello bianco, il primo, usato sui kart all'ultima versione, usato durante i pochi mesi in cui ha corso per la Williams - lettere firmate di suo pugno in un portoghese divenuto sempre più italiano mese dopo mese. E poi le sue monoposto: le formule minori (Van Diemen) sino alle F1, con la Toleman TG184 con cui sfiorò l'impresa a Monte-Carlo, le Lotus John Player Special 97T2 e 99T4 Camel, la Mp4/7-Honda e una Williams FW16. Ma anche la Mercedes 190E 2.3 con cui corse la Coppa dei Campioni al Nurburgring.

La Lotus 97T2-Renault John Player Special, 1985, Ayrton Senna

La Lotus 97T2-Renault John Player Special, 1985, Ayrton Senna

Foto di: Giacomo Rauli

Ma si va oltre: i guanti nastrati con cui voleva proteggersi dalla scocca troppo stretta della Williams. Bottiglie di spumante delle sue vittorie, coppe, orologi, medaglie, balaclave, giubbotti autografati, visiere, la sua Ducati 916 Senna. Il motore Lamborghini che provò con la McLaren MP4/8 bianca e di cui si innamorò per le sue prestazioni, centinaia di fotografie dei migliori fotografi al mondo che hanno immortalato Ayrton nel corso della sua carriera E tanto, tanto altro (trovate una gallery in cima all'articolo, scorrendo la foto copertina).

"Sono stati otto mesi intesi di lavoro, ma il risultato finale credo che possa regalare ai visitatori della mostra un ricordo del grande asso brasiliano davvero esaustivo e coinvolgente", ha dichiarato Cavicchi, curatore della mostra del MAUTO. "Ayrton era sempre esigente e pignolo, dunque avrebbe voluto questa mostra proprio così come la vedete. Ed è un traguardo che abbiamo cercato sin dall'inizio, dove tutto sembrava impossibile. Poi, passo dopo passo, siamo riusciti a rendere tutto possibile".

"Senna, le verità": presentato il libro di Franco Nugnes

Carlo Cavicchi, Giorgio Ascanelli, Franco Nugnes, Stefano Stefanini e Andrea Cordovani
alla presentazione del libro

Carlo Cavicchi, Giorgio Ascanelli, Franco Nugnes, Stefano Stefanini e Andrea Cordovani alla presentazione del libro "Senna le verità " di Franco Nugnes

Foto di: Giacomo Rauli

"Su Senna sono stati scritti tanti libri. Alcuni di questi meravigliosi, altri senza dubbio belli, altri meno. Ma Franco Nugnes ha scritto il libro su Senna che ancora non c'era. Tutti hanno scritto di lui prima e durante quel 1 maggio. Franco ha scritto di ciò che è successo dopo ed è l'unico che avrebbe potuto farlo. Era il libro che mancava".

A margine della presentazione della mostra su Senna, Carlo Cavicchi - direttore di Autosprint quando il settimanale mise in piedi una vera e propria battaglia per trovare la verità sulle cause della morte del brasiliano a Imola - ha presentato così "Senna, le verità", libro scritto da Franco Nugnes, oggi direttore dell'edizione italiana di Motorsport.com, ma allora vice direttore di ciò che era considerata "la bibbia" del motorsport e che venne incaricato proprio da Cavicchi di condurre l'inchiesta giornalistica sui perché della morte di Senna.

Il libro di Nugnes parla infatti dell'inchiesta che diresse in prima persona e che portò avanti su Autosprint fino a raggiungere il verdetto legato al piantone dello sterzo. A 30 anni di distanza ha voluto risentire tutte le fonti dell'epoca, definendo così la sua opera.

"Non sarebbe stato giusto chiamare il libro 'Senna, la verità'. Ho preferito il plurale, le verità, perché ognuno, ogni persona che ho intervistato nel libro e che ha avuto a che fare con l'inchiesta sulla morte di Ayrton, ha raccontato un suo pezzo della verità complessiva".

Il libro racconta tanti episodi mai raccontati prima dai vari protagonisti dell'epoca. Un documento di enorme rilevanza non solo a livello sportivo, ma anche storico, in cui ci sono documenti, inchieste, aneddoti che portano a capire come si sia arrivati alla verità su ciò che accadde quel 1 maggio 1994 alla curva del Tamburello.

Alla presentazione hanno partecipato dando vita a un dibattito di grande interesse sul palco alcuni protagonisti dell'epoca. Oltre a Franco Nugnes, autore del libro, hanno dato il loro prezioso contributo Carlo Cavicchi (direttore di Autosprint dell'epoca), Giorgio Ascanelli (ingegnere, tra gli altri, anche di Senna), Stefano Stefanini (nel 1994 sovrintendente della Polizia Stradale di Bologna che fu incaricato di svolgere le indagini sull'incidente di Senna) e l'attuale direttore di Autosprint, Andrea Cordovani.

La mostra

La mostra "Ayrton Senna Forever" al Museo dell'automobile di Torino

Foto di: Giacomo Rauli

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