Il futuro passa dalla Formula SAE e ANFIA: "Formare studenti già pronti è la chiave per restare competitivi a livello globale"
Motorsport.com ha avuto l’opportunità di intervistare il direttore generale di ANFIA, Gianmarco Giorda, che da nove anni organizza l’edizione italiana della Formula SAE, manifestazione che vede gareggiare, quest’anno, 51 team, provenienti da tutto il mondo. Un evento internazionale che funge da fucina per forgiare nuovi talenti per l'automotive.
Formula SAE 2026
Foto di: Ufficio stampa ANFIA
ANFIA 2026
Notizie e comunicati di imprese che fanno parte di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica)
Esattamente come avviene con gli osservatori nel mondo del calcio, per scoprire nuovi talenti, il mondo del motorsport, si avvale di un potente mezzo: la Formula SAE.
L’evento educational la cui edizione, nel nostro paese, si svolge presso l’Autodromo “Riccardo Paletti” di Varano de’ Melegari, richiama gli sguardi degli amanti del motorsport e, in particolare, degli addetti ai lavori, tanto da fungere come piattaforma di lancio per molti studenti che desiderano entrare nel mondo dell’automotive, soprattutto in qualità di ingegneri e progettisti.
Allo stesso tempo un’importante occasione di recruiting per i marchi che, a maggior ragione trovandoci nella famigerata Motor Valley, puntano a trovare futuri ingegneri talentuosi da aggiungere alle proprie compagini.
Formula SAE
Foto di: Ufficio stampa ANFIA
La manifestazione riunisce nel paddock circa 1600 studenti e decine di sponsor: una sfida impegnativa anche per quanto riguarda il lato organizzativo. Ne abbiamo parlato con Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA, che organizza da quasi un decennio la manifestazione e ne ha potuto ammirare la crescita, non solamente a livello tecnico.
Quest’anno l’evento si sovrappone al weekend del Gran Premio d’Italia di Formula 1, ma la partecipazione è comunque notevole. È un segno del sempre più grande appeal che questo evento esercita sul pubblico e le aziende del settore?
“Sì, sicuramente sì. Questa ormai è la ventunesima edizione di un evento chiaramente consolidato, ma anno dopo anno noi cerchiamo di migliorarlo sempre, sia in ordine alla partecipazione di team sempre più qualificati, in arrivo sempre anche da più parti del mondo e anche cercando di organizzare proprio da un punto di vista infrastrutturale le cose in maniera tale che sia i team, gli studenti, sia i giudici e gli sponsor trovino un ambiente favorevole e accogliente.
Una macchina organizzativa importante perché muoviamo circa 2.000 persone tra studenti, verificatori, giudici, rappresentanti di sponsor, per cui naturalmente tutto deve essere ben oliato.
"Però il feedback, come dicevi tu, è sicuramente positivo, nonostante la sovrapposizione con Monza, i numeri sono importanti. Noi cerchiamo sempre di evitare sovrapposizioni con altri eventi, però a volte non si riesce a fare diversamente. Noi, già da qualche anno, ci siamo spostati a settembre proprio perché a luglio le condizioni climatiche sono veramente proibitive".
"È un'iniziativa che ha un appeal per gli studenti perché ovviamente è un evento in cui possono provare e testare anche le loro competenze, le loro capacità anche di lavorare in squadra ed è un evento che al di là degli aspetti più professionali, chiaramente permette anche a questi studenti di divertirsi e di trovare piacere nel fare un qualcosa ovviamente più legato anche in futuro al mondo lavorativo".
Gianmarco Giorda, Direttore Generale ANFIA
Foto di: Ufficio stampa ANFIA
"Per le aziende sponsor è una fucina, un bacino potenzialmente molto interessante per acquisire e assumere nuove risorse, perché qui un'azienda ha la possibilità di entrare in contatto con studenti che, da una parte sono sicuramente molto bravi da un punto di vista tecnico, ma dall'altra, forse ancora più importante, sono studenti, sono persone che sanno sviluppare anche delle competenze più soft, per cui capaci a lavorare in team, in squadra, capaci anche a gestire la pressione, la tensione di un lavoro, che ti porta magari anche a dover gestire all'ultimo delle problematiche che magari non avevi ovviamente messo in cantiere prima".
"Quindi queste competenze per un'azienda sono fondamentali, perché normalmente vengono acquisite nel corso della vita lavorativa, mentre in questo caso hanno già la possibilità, le aziende interessate, di conoscere studenti che le hanno già testate”.
Quanto conta essere nel cuore della Motor Valley per la riuscita dell’evento e per il coinvolgimento delle aziende?
“È fondamentale. È da ormai oltre 15 anni che noi siamo presenti qui a Varano per organizzare l'evento e siamo soddisfatti, in primis, perché intorno ci sono molte aziende che credono nell'evento, che mandano anche dei tecnici, dei giudici, degli ispettori che ci permettono poi di organizzare l’evento. Non sono solo della Motor Valley, ma chiaramente sono aziende, sponsor che arrivano da tutta Italia".
Formula SAE
Foto di: Ufficio stampa ANFIA
"E poi un aspetto non banale è che la Motor Valley, in generale in questo territorio, è sempre stato molto collaborativo, molto ricettivo nei nostri confronti. Per cui c'è un ottimo rapporto con il circuito ovviamente, col comune di Varano del Melegari, con la sindaca; per cui è un ecosistema che funziona bene".
"D'altra parte, per una settimana raddoppiamo la popolazione del paese e generiamo anche, nel piccolo, un po' di prodotto interno lordo aggiuntivo, con circa 2.000 persone che per un po' di giorni sono qui, dormono qui, mangiano qui, comprano qui, per cui alla fine è una vittoria come progetto e siamo soddisfatti perché si è creata una bella collaborazione”.
Negli ultimi anni registriamo una crescita di slot per le categorie driverless ed elettriche. Il futuro del motorsport studentesco è già totalmente a zero emissioni e autonomo oppure c’è ancora speranza per diverse motorizzazioni, magari con una propulsione che utilizzi carburanti sostenibili?
“Sicuramente quello che noi abbiamo visto in questi anni è una certa sovrapposizione, ed è giusto che sia così, tra lo sviluppo delle tecnologie nel mondo dell'automotive e del motorsport; per cui l'elettrificazione, la guida autonoma, con quello ovviamente che gli studenti via via hanno portato all'interno della Formula. Per cui è giusto che sia così, è importante che sia così, che gli studenti chiaramente si concentrino su quelle che sono le tecnologie poi del futuro del settore della mobilità".
"Allo stesso tempo, penso, però, che ci sia anche spazio, parlando di powertrain, anche per altre tecnologie nei prossimi anni, tant'è che, come hai detto giustamente tu, i carburanti rinnovabili potrebbero essere una tecnologia anche magari da testare nei prossimi anni in ambito Formula SAE o comunque anche in eventi studenteschi. Tra l'altro noi, proprio su questo tema, stiamo lavorando in maniera molto forte con la Commissione Europea, col Parlamento Europeo, per cercare di modificare il regolamento che riguarda l'emissione di CO2".
Formula SAE
Foto di: Ufficio stampa ANFIA
"E dal 2035, ad oggi, c'è sostanzialmente il divieto di immatricolare per autovetture e veicoli commerciali leggeri che non siano emissioni zero; però calcolati dal pozzo allo scarico, per cui allo scarico non deve uscire nessun grammo di CO2, per intenderci. Noi stiamo lavorando perché ci sia spazio anche dopo il 2035, per esempio per autovetture alimentate a carburanti rinnovabili, che è vero che da un punto di vista di CO2, qualche grammo allo scarico le emettono, ma è anche vero che quella CO2 emessa allo scarico è catturata nella fase di produzione del carburante, per cui alla fine il saldo è zero. Però deve passare il concetto che non deve essere solo zero allo scarico ma nel light cycle assesment deve esserci un calcolo che tenga conto di tutto”.
Il nuovo format per le finali del Business Presentation event premia non solo la velocità, ma le capacità manageriali. Quanto conta saper vendere un'idea oltre che saperla costruire?
“Conta molto. Normalmente questi team sono interfunzionali, però ci sono squadre che hanno tutte le competenze, più tecniche, che sono fondamentali; perché chiaramente l'ingegnere deve fare l'ingegnere, il tecnologo deve fare il tecnologo, però è anche importante, qui, come nella vita reale, affiancare le competenze ingegneristiche a competenze di marketing e di comunicazione, l'importante è avere un team che abbia distribuito bene queste skills e sappia anche, non solo produrre una vettura performante, ma anche in qualche modo poi venderla e comunicare nel modo giusto”.
Formula SAE
Foto di: Ufficio stampa ANFIA
La crisi dell'automotive globale si combatte anche investendo su queste idee nate nelle università? Cosa può imparare l'industria tradizionale da questi prototipi?
“Sicuramente quello che noi abbiamo visto negli anni è che queste Formule, questi eventi, queste iniziative, spesso portano anche a delle idee di innovazione che, magari, le aziende non conoscono o non conoscevano. Per cui è capitato, senza fare degli esempi specifici, che anche i giudici del design, anche i verificatori, anche i manager, i tecnici delle aziende che vengono prestati a giudicare queste vetture, abbiano trovato a volte delle soluzioni nelle stesse monoposto che magari il settore automotive non aveva ancora preso in considerazione".
Per cui è fondamentale questa capacità di proporre e di innovare senza avere degli schemi rigidi, che magari potresti avere in azienda, ma in maniera un po' più libera e creativa. Sicuramente passa anche da qui la possibilità poi di creare delle competenze in grado di portare valore anche al settore, soprattutto in un momento, come dicevi tu, molto complicato, molto difficile, soprattutto in Europa e nello specifico in Italia.
Bisogna continuare a credere anche nel settore dell'automotive e del motorsport e continuare anche a lavorare nel creare delle competenze importanti in questo settore, perché è l'unico modo per competere con Cina, Stati Uniti e con altre aree geografiche un po' più lontane da noi e poter avere, diciamo, delle persone in grado di portare, nei prossimi anni, valore, innovazione per mantenere competitivo il nostro settore. Sui costi non abbiamo purtroppo molto margine. L'unica cosa che può veramente fare la differenza è la testa, la creatività italiana e in parte ancora europea”.
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