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Intervista
Formula SAE Italia Varano de' Melegari

Formula SAE | Caccia alle idee dei ragazzi, tra libri e officine

Motorsport.com ha intervistato Raffaele Fregonese, Direttore della Formula SAE Italy e membro del comitato tecnico, per conoscere meglio come funziona l'evento dedicato ai giovani universitari che portano le loro idee al cospetto delle maggiori aziende automobilistiche di tutto il mondo.

Formula SAE Italy 2022

Sotto il torrido sole di Varano De' Melegari, la Formula SAE Italy è agli ultimi due giorni di lavori dell'edizione 2022.

L'evento riservato ai dipartimenti ingegneristico-meccanici delle Università di tutto il mondo, radunati all'Autodromo Riccardo Paletti, hanno messo in mostra le loro idee e proposte, che vengono valutate da una giuria di esperti e addetti ai lavori di aziende e Costruttori.

Motorsport.com è presente nel paddock emiliano e ha parlato con Raffaele Fregonese, Direttore della Formula SAE Italy e membro del comitato tecnico, per conoscere meglio quest'ultimo aspetto di una manifestazione che incuriosisce e attira tantissime persone.

"Dal punto di vista tecnico la cosa interessante è che i progetti vengono valutati prima da un team di designer, per poi vedere realmente in pista se la vettura è adeguata dal punto di vista prestazionale - esordisce Fregonese - E' importante quindi vedere che il mezzo sia buono sotto ogni aspetto".

Formula SAE Italy 2022

Formula SAE Italy 2022

Photo by: Davide Cavazza

Raccontiamo a chi non conosce la Formula SAE come funziona l'evento dall'aspetto tecnico?
"Questa è una delle poche categorie motoristiche dove le vetture sono tutte differenti, regolamentate da norme tecniche internazionali riconosciute a livello europeo. C'è massima libertà di espressione, ma restando dentro i limiti di sicurezza, in modo da aver la possibilità di competere nell'evento".

Quali sono i canoni di sicurezza imposti?
"Le verifiche che facciamo sono sulla resistenza strutturale, quindi su monoscocche e telai a tubi, verificando gli spessori e dimensioni, che il carbonio sia valido. E poi i sistemi di sicurezza come la frenata, controllando che quando viene effettuata si disattivi la coppia del motore, l'accomodamento ergonomico del guidatore, l'altezza del roll-bar e poi le misure delle ali con limiti, per evitare che siano enormi e creino ingombi e difficoltà ulteriori".

Come macchine sono delle mini-monoposto compatte, da cosa deriva la scelta di queste misure particolari?
"Ormai in tutte le monoposto si cerca di avere la pedaliera dietro all'asse ruota, per cui diventano lunghe. Ma nella Formula SAE non è prevista la competizione delle vetture una contro l'altra, per cui la parte dinamica è organizzata riducendo al massimo i rischi di incidenti, dunque la sicurezza è improntata più sull'evitare ribaltamenti o incendi, dato che non ci sono possibilità di scontri o urti a velocità elevate. In questo modo l'auto ha la pedaliera davanti all'asse ruota e ovviamente si impone una struttura anteriore che regga certi urti. Infine in pista non abbiamo rettilinei lunghi e ci sono curve a raggio piccolo, per cui premia più il passo corto dato che conta l'agilità".

Formula SAE Italy 2022

Formula SAE Italy 2022

Photo by: Davide Cavazza

Il regolamento, essendo internazionale, come viene gestito in base alle esigenze dei vari partecipanti?
"Ormai il circuito della Formula SAE e Formula Student è ampio e articolato, c'è una commissione che si occupa della stesura del regolamento e negli ultimi anni si è consolidato, tenendo anche conto delle nuove tecnologie, come l'elettrico per esempio".

A proposito di nuove tecnologie, oltre all'elettrico si parla di futuro con ibrido e idrogeno; ci sono state proposte di introduzione di queste novità?
"L'evento inglese ha le categorie per motori a benzina, elettrici e tecnologie varie, le quali possono includere anche gas, idrogeno e cose del genere. Sono tutte vetture costruite da studenti e università, dunque teniamo conto che non è facile disporre di determinate componentistiche ovunque. Una vettura elettrica, che prevede una batteria messa in sicurezza e controllata in un certo modo, ormai può essere alla portata di tutti. Avere invece un serbatoio ad idrogeno può essere più rischioso e complicato da gestire, per cui ci si è consolidati su motori a benzina ed elettrici. Sicuramente un'altra tecnologia può essere qualcosa che fa scuola, ma bisogna poi assicurare che tutto funzioni senza intoppi e metta a rischio i partecipanti".

L'ibrido è una soluzione usata molto nel prodotto di serie, è stato mai proposto?
"In passato è stato fatto, in Italia e anche a livello internazionale c'era la categoria dedicata a questo tipo di macchine; negli Stati Uniti addirittura fu vinta dal Politecnico di Torino, quindi un bel risultato per noi. In Inghilterra gli ibridi sono ammessi, da noi il problema è sempre legato alla complessità delle sicurezze, che devono essere tutte quelle legate all'alta tensione, più quelle del motore termico".

Formula SAE Italy 2022

Formula SAE Italy 2022

Photo by: Davide Cavazza

I ragazzi hanno mai proposto qualcosa per implementare i regolamenti?
"Per come è strutturato l'ambiente della Formula SAE e Student, di fatto è mandata avanti dagli ex-studenti. Fino a che i ragazzi sono nei team, hanno tanto da lavorare e si concentrano sulle loro attività. La maggior parte di personale che gestisce la manifestazione è gente che ha vissuto queste esperienze, dunque le idee di solito vengono fuori da loro. Sui forum qualche idea o proposta appare, ma per i ragazzi è già molto complicato stare dietro alle loro cose".

Chi vince quali sbocchi professionali hanno dal punto di vista tecnico?
"Tutti gli studenti coinvolti in questo evento sono pre-selezionati: oltre a dedicarsi all'università, devono farlo anche alla formula, passare tempo in officina a sistemare la macchina e in ufficio per programmare e controllare costi e quant'altro. Diciamo che si devono sporcarsi le mani! Quindi è una sorta di doppio lavoro, in alcune università non c'è supporto, in altre vengono riconosciuti dei crediti. Quando portano a termine il loro percorso, sono persone molto appetibili dalle aziende, tanto che molte di loro hanno già la lista di chi può trovare lavoro".

C'è quindi un buon interesse anche da parte delle aziende italiane del mondo dei motori...
"Certamente, diciamo che c'è un bel bacino di persone da cui attingere. Negli anni poi le necessità di espansione delle varie aziende e i budget che possono destinati alla promozione hanno contribuito nel reclutamento e nell'aumento di ricerca del personale".

In questi anni c'è una cosa che in particolare vi ha colpito dal punto di vista tecnico?
"Di idee se ne sono viste tante. Ad esempio, nella categoria elettrica il passaggio da due a quattro motori sulle ruote è stato molto interessante. E poi le capacità che i team hanno sviluppato con questa novità, alcuni hanno sfornato qualcosa di davvero notevole nel controllo vettura e sull'utilizzo di una tecnologia nuova ed evoluta. Per me è sempre l'aspetto più interessante".

C'è qualche idea che poi ha avuto un seguito nella produzione di serie?
"Diciamo che di esempi veri è difficile trovarne. Le tecnologie presentate qui hanno più senso per i prototipi o comunque nel mondo delle corse, però è un aspetto che è ugualmente interessante per una Casa che vuole approfondire studi su determinate tecnologie".

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