Mortara: “La Formula 1? Il mio sogno era il professionismo”

Parlando a Motorsport.com Svizzera, il pilota Venturi ha confidato di non aver mai avuto davvero la chance di fare il grande salto e intanto attende con ansia lo storico ePrix di Zurigo del prossimo 10 giugno...

Undicesimo della classifica generale con 29 punti, Edoardo Mortara si è trovato ad affrontare una prima stagione nel Campionato FIA di Formula E più complicata del previsto. Ciò nonostante, il fresco pilota della Venturi non ha ancora smesso di credere nella crescita. 

 

Anzi, a Roma, dove lo abbiamo incontrato, ha dimostrato di essere più motivato che mai nonché desideroso di recuperare il massimo dei decimi in ogni area possibile.

Nei giorni sul Circuito dell’EUR, ti abbiamo visto ai box intento a simulare più e più volte il cambio vettura…
“Sì, perché è molto facile perdere secondi nel momento del passaggio alla seconda auto, ma soprattutto è difficile riprenderli quando si torna in pista, e per questo è importante allenarsi. Ripetere l’operazione aiuta a limare un po’ il tempo”. 

Rispetto a qualche mese fa ti senti più a tuo agio sulla monoposto?
“Forse, ma non vedo una grossa differenza. In Sud America ho vissuto dei week end molto difficili, Messico compreso. Sicuramente la forma si è rivelata lontana da quella di Hong Kong. Gli ingredienti per fare bene comunque ci sono, ma certo non sarà semplice tirare fuori tutto il potenziale”.

Quali sono i principali difetti della tua VM200-FE-03?
Fatichiamo quando fa caldo, inoltre abbiamo problemi di bilanciamento, di assetto e di temperatura della batteria. Qualche progresso importante comunque lo abbiamo fatto e ci auguriamo di poter migliorare ulteriormente nel prosieguo di stagione.

Come giudichi il tracciato dell’EUR?
“È abbastanza completo, lungo e con tante curve. A livello di gestione dell’energia è probante. Mi piace”.

Quali sono le differenze che hai riscontrato tra la Formula E e le categorie in cui hai corso in passato?
“A livello di guida l’amministrazione dell’energia, che è piuttosto complicata specialmente in gara, e la frenata, altrettanto difficile nella ripartizione. Parlando invece in generale, qui l’ambiente è più rilassato e poi si viaggia molto di più”.

Che cosa ti è mancato per arrivare in Formula 1? Ci sei mai andato vicino?
“Non so raccontare che cosa mi sia mancato. Diciamo che il mio obiettivo era diventare un pilota professionista. Nel 2012 ho avuto l’opportunità di provare la Lotus E20 sul circuito di Abu Dhabi e di fare per un po’ il tester per la scuderia. In effetti, ho parlato con diversi team, ma non c’è mai stato nulla di davvero concreto”.

Pensi che un passaggio alla Mercedes sarà fattibile quando entrerà nel campionato nel 2019-2020?
“Vedremo… per adesso sono un driver Venturi e poi finora non c’è stata alcuna discussione. In ogni caso, prima di pensarci dovrò dimostrare di essere capace di lottare costantemente con i migliori” (l’équipe monegasca ha una collaborazione con la HWA, braccio armato della Casa di Stoccarda nel motorsport, ndr). 

Fra due mesi si terrà l’ePrix Zurigo. Che idea ti sei fatto dell’evento e del grande interesse suscitato con il coinvolgimento di numerose aziende tecnologiche elvetiche?
“In realtà non so cosa attendermi. Senz’altro è una cosa molto importante per la Svizzera, considerato che era da tanto che non organizzava una competizione automobilistica. Spero si riveli un successo e che si possa tornare a gareggiare. Non credo con un’auto normale, però almeno con un’elettrica sarebbe già buono!”. 

Infine, ci potresti svelare la tua vera nazionalità?
“Io sono italiano, ma da un po’ competo con licenza elvetica. Sono nato e cresciuto in Svizzera, però i miei genitori sono italiani, la mia famiglia è rimasta quasi tutta lì e io stesso ho corso tanti anni con documenti sportivi italiani”. 

 

 

 

 

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula E
Piloti Edoardo Mortara
Team Venturi
Articolo di tipo Intervista
Tag futuro, svizzera